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Posts published in “La morte e gli scheletri nell’arte”

No alla violenza sulle donne | O pallida Ofelia! bella come la neve! – Rimbaud

Ofelia, personaggio shakespeariano dell'Amleto (1600-1602) incarna la purezza e la necessità dell'amore in un mondo dominato dall'intrigo e dal delitto, Un amore che non trionfa, di fronte al male.  Figlia di Polonio, ciambellano di Elsinore, capitale della Danimarca, e sorella di Laerte, giovane cavaliere, Ofelia vive alla corte di Elsinore. Delusa dall'amore per Amleto che crede non puro, non veritiero e non disinteressato (Amleto rinnegherà i sentimenti per lei per non coinvolgerla nelle meschine trame dello zio Claudio, usurpatore del trono di Danimarca) e divenuta folle per l'assassinio del padre a opera dello stesso Amleto, terminerà la sua esistenza affogando in un corso d'acqua, scatenando l'odio e la vendetta da parte del fratello Laerte, che tenterà di uccidere Amleto

Il teschio degli Ambasciatori. Perchè quel quadro? Com'era collocato?

Nel dipinto di Hans Holbein intitolato “Gli ambasciatori” (1533). Il disco fortemente scorciato che appare obliquamente, in sospensione sul pavimento, è, come ben sappiamo, la raffigurazione di un teschio... Ma come era collocato il quadro e quale funzione poteva avere nella sala del castello in cui era stato sistemato?

Beato Simonino nell'arte – Quel bambino seviziato da maniaci e ucciso nel 1475

Un bambino di due anni, che abita a Trento, scompare il Giovedì Santo da casa. Tutti lo cercano. Il giorno di Pasqua alcuni ebrei segnalano al vescovo di aver visto il piccolo, morto nella roggia. Il suo corpo è seviziato e straziato; decine e decine di colpi di chiodo segnano la sua pelle; gli assassini gli hanno tagliato i genitali. E si scatena la rabbia contro gli ebrei. Ma quale verità può emergere dall'analisi delle stampe, degli affreschi e dei quadri?

Monsù Desiderio: notte, fuoco, eleganza, ruderi, inferno. Gli incubi antichi. Il video delle opere

Di lui si sa pochissimo, nonostante sia stato un autore dotato di una carica onirica intensa, così da essere apprezzato, secoli dopo, da Breton e dai surrealisti. Il mistero è moltiplicato dal fatto che, dopo la sua morte, nella bottega napoletana l'opera fu continuata dal pittore connazionale Didier Barra, sicchè si era pensato che monsù Desiderio fosse lui, come risulta da antichi inventari

Cristiano Barducci e Beatrice Caruso, gli estremi meccanismi del corpo immobile

Gli artisti, premio Finalisti Nocivelli 2018: "Coppia nella vita e nel lavoro, abbiamo scattato la foto durante una fiera di arte funeraria. Contesto sconosciuto ai più, ci ha mostrato il suo volto metafisico e surreale. Il tema universale della morte si declina nella sua industria e nei suoi meccanismi di business indifferente alla crisi, inaspettatamente festoso. L’uomo manichino della foto, sospeso tra realtà e finzione, è al tempo stesso perfezione anatomica e proiezione della nostra immagine post mortem: qualcosa che non vedremo mai con i nostri occhi".

C’è un morto nel ritratto. Come riconoscere presenze funebri nei dipinti. Finestre, alberi, tempeste

La pittura del Cinquecento si misurò con i volti delle persone defunte. Ma per suggerirne la nuova, eterna
condizione, distinguendo l’effigie dello scomparso dall’immagine di una persona ritratta in vita, utilizzava un linguaggio simbolico che faceva uso di alberi spezzati, di figure spettrali e di tempeste.Ecco alcuni esempi

Il ritratto ovale di Edgard Allan Poe. Quando e perchè la pittura uccide. La trama, l'analisi il video

Era la lotta tra la natura - e la verità oggettiva del mondo - condotta dall'umanità, con uno sforzo prometeico. L'uomo era in grado di ricreare, entrando in conflitto con il principio stesso delle cose. E' per questo che, in numerosi necrologi o lapidi dedicate a pittori del passato, veniva sottolineato il fatto che la natura stessa fosse stata invidiosa del pittore o dello scultore defunto per l'abilità con la quale quest'ultimo aveva sottratto i segreti della materia. .
Il tema dell'immagine di posa e del suo doppio reale, oggetto di numerose esplorazioni letterarie, soprattutto durante l'Ottocento - in cui confliggevano positivismo, romanticismo, spiritualismo, spiritismo - anima "Il ritratto ovale (The Oval Portrait)", storia breve di Edgar Allan Poe, scritta nel 1842

Conosci altri quadri di Arnold Böcklin oltre a questo? Guarda qui l’antologia in video

Le quotazioni e gli esiti d'asta sempre aggiornati elle opere di Arnold Böcklin (1827-1901). Cicca sul link, sotto. All'inizio della nuova pagina troverai, se ci fossero, opere all'asta in questi giorni. Sempre dopo aver cliccato sul link, scendi poi con il cursore in fondo alla pagina per vedere i risultati d'asta.

Fantasmi, teschi e paure esorcizzate dalla cultura figurativa giapponese. Il Male è quasi un cartoon. Video

L'influenza della cultura giapponese sull'immagine occidentale fu e resta altissima. La diffusione dei pezzi decorativi nipponici nelle case europee dell'Ottocento indicò all'arte occidentale altri modi di narrare.Il grafismo e il linearismo dei giapponesi contribuirono a una svolta tale che i riverberi si colgono dall'Ottocento alla pop art, fino al minimalismo zen della contemporanea. E' anche interessante notare quanto nell'ambito della rappresentazione del Male, i nostri modelli attuali abbiano seguito maggiormente la cultura giapponese - che è giunta a noi, in questo caso, attraverso i manga e i cartoni animati - che la tradizione occidentale. Un Male che comunque, da loro come da noi, si esprime molto attraverso la mimica facciale. Occhi insidiosi da malocchio, ghigni da strega, crani in affioramento