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Articoli pubblicati in “La musica nell’arte”

Concerto futurista – Guarda e ascolta l'Arte dei rumori di Luigi Russolo

La prima esecuzione pubblica, 21 aprile 1914, teatro Dal Verme di Milano, è trionfale. Insulti, lancio di oggetti, sputi calci sberle, scazzottate furibonde, tra opposte fazioni. Spuntano bastoni. Facce insanguinate. Russolo, imperterrito, statuario, sacerdotale, dirige la sua “orchestra”. Ha cose più importanti da fare che ascoltare quanto avviene alle sue spalle. Sta inoltrandosi in un territorio sconosciuto. Avanza a colpi di dinamite. Officia. I suoi ventitré musicisti girano manovelle, abbassano leve, impugnano tubi, pallidi come durante una battaglia, sudati che nemmeno trasportassero un pianoforte

Angela Corti, così farò suonare la scultura nel deserto

Il vento crea nel deserto rocce nude con forme acute e schegge taglienti, incise e lavorate dalle raffiche e dune di sabbia dette anche “sabbie che cantano” per il suono che il vento produce al suo passaggio.
Le linee sinuose e grezze della scultura ricordano, da un lato la purezza della cresta delle dune, e nello stesso tempo, le rocce irregolari incise dal vento.
Contrasti di linee e superfici.
I fili metallici che tessono pietra, quasi a bloccare questo movimento, diventano a loro volta fili che vibrano, il sibilo del vento.
E la pietra si trasforma in strumento musicale, che ricorda un’arpa o lo stesso Oud, definito dagli arabi “il sultano degli strumenti musicali”.
La scultura è un’insieme di vibrazioni, segni, scalfitture, fratture, cuciture: è una danza elegante che tesse l’opera.