La natura morta

ARCIMBOLDO – Perché dipingeva quelle facce? Il significato simbolico. I costi delle sue opere

"La cultura di Arcimboldo risente certo del clima delle Wunderkammern - dice Maurizio Bernardelli Curuz - ma non ci troviamo di fronte, osservando i compositi ritratti, soltanto ad un gioco stupefacente. Egli infatti, sotto il profilo alchemico e neoplatonico, fornisce l'immagine spirituale del dio o del demone che sta dietro la materia. La sua pittura, così squillantemente materiale, canta l'immaterialità dei motori dell'universo che appaiono dietro la superficie del mondo. Tra neoplatonismo e animismo, il pittore induce a pensare che è necessario andare al di là delle apparenze della natura che, osservata da un certo punto di vista e nell'unita del suo complesso, rivela un senso superiore, garantito da quegli spiriti intermedi che portano all'Essere superiore"

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Il partito degli arcimboldisti. La natura morta diventa natura viva

Osservarono le tele del maestro che aveva dipinto per Rodolfo II, imperatore e alchimista. I frutti che compongono le figure rappresentano l’en to pan, l’uno nel tutto della tradizione alchemica. Il caso delle opere di Antonio Rasio, conservate alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia

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Come si rappresenta una melagrana in chiave iperrealista. Un breve video tutorial. Da vedere

Pommegranate, melagrana. Mela, infatti, dotata di grani. Il melograno è l'albero. Comunque sia, al di là di sottigliezza grammaticali, questo frutto, oltre ad essere, a proprio modo, un toccasana, è soprattutto grato agli occhi come se fosse un elaborata - e semplice, al tempo stesso - opera d'arte. Nel video gli appassionati delle nature morte e della pittura iperrealista potranno seguire, in pochi minuti, la strada imboccata dal pittore. Con tocchi e rintocchi di toni

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