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Le donne nell’arte

E se la dolcezza femminile fosse un’arma invincibile, ma dimenticata? Foto di donne dell’Ottocento

E' raro trovare una donna che rimanga totalmente femminile, quando intraprende carriere all'interno delle quali esiste una predominanza dell'elemento maschile. Anziché modellare se stessa, assecondando la femminilità, assume espressioni, modalità e aggressività maschili, in direzione di quella che in realtà è una tendenza: la miscidazione e l'annullamento dei caratteri sessuali. Eppure la dolcezza è un'arma invincibile. La dolcezza risoluta crea il mondo. Osserviamola in questi ritratti fotografici dell'Ottocento

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Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati

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Fai clic. L’amore ai tempi di Tranquillo Cremona. Ingrandisci lo sguardo sognante di lei. Sesso e tenerezza

Tranquillo Cremona con Il falconiere - 1863, 77x90 -  olio su tela, realizza un dipinto in cui il simbolo, l'aneddoto e l'osservazione psicologica offrono una deliziosa ripresa dello stereotipo "Uomo cacciatore, donna preda".  Un'immagine che oggi ci appare sempre più come una convenzione arcaica tra i due sessi. Eppure nell'ardente e divertito quadro dei due amanti che si abbracciano all'ombra di un rapace c'è ben di più. La meraviglia dello sguardo sognante di lei, che dischiude orizzonti infiniti, accanto all'apparente cinismo del falconiere. Il falco è certo un rapace, ma veicola, a livello simbolico, anche l'idea dell'organo sessuale maschile

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Fai clic. Lente magica. Ingrandisci. E guarda la tecnica di Boldini. Il mistero di questa modella, assassinata

Il notevole ingrandimento che è permesso - con un meccanismo elettronico progressivo - a fine pagina, consente di osservare da vicino questo monumentale dipinto di Giovanni Boldini, permettendoci di giungere alle fibre della tela. L'opera, realizzata nel 1907, ad olio, (227 x 118 cm), esposta alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, raffigura Geneviève "Ginette" Lantelme o Lanthelme (nata Mathilde Hortense Claire Fossey, 20 maggio 1883) attrice teatrale francese, icona della moda e cortigiana. Considerata dai contemporanei come una delle donne più belle della Belle Epoque viene ricordata per le misteriose circostanze della sua morte: nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1911, cadde dallo yacht di suo marito, Alfred Edwards

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Liberty proibito. Donne flessuose nel gorgo dei sensi. Senza più pudore. Le incisioni di Von Bayros

Pervaso da atmosfere decadentiste, Franz von Bayros (Zagabria, 28 maggio 1866 – Vienna, 3 aprile 1924) è stato un artista che ha interpretato l'Art Nouveaoau o Liberty con grande efficacia. Non solo per un'adesione stilistica evidente nei motivi floreali e nella lla flessuosità d'oggetti e figure, ma perchè egli seppe interpretare il clima gioioso - e in alcuni casi molto trasgressivo - della Belle époque. La sua raccolta più nota è Erzählungen am Toilettentische (Racconti alla toeletta), che vedremo, in parte, nel filmato, più sotto

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La prima reginetta di bellezza con handicap: la storia di Ana, nobile, sportiva, ardente d’eros e di spirito

Fu idealmente incoronata come la più bella o una delle più belle donne di Spagna e d'Europa, e come tale cantata da poeti e cantastorie. Reginetta di bellezza, ante-litteram nonostante avesse perso un occhio e una vistosa benda da pirata le occludesse la spaventosa cicatrice. Ma Doña Ana Mendoza de la Cerda, Principessa di Eboli, Duchessa di Pastrana (Cifuentes, 29 giugno 1540 – Pastrana, 2 febbraio 1592), era così bella che ciò che era un handicap fu considerato come un segno distintivo, giacché esso ne esaltava, per contrasto, la forma del viso e la scattante avvenenza del corpo

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Il corpo nudo ha uno stile? Sì. Nudi femminili da Napoleone III alle maschiette del Déco. Il video

La seconda metà dell'Ottocento reintroduce figure femminili più pesanti, dai grossi seni e dalla pelle liscia e serica, sostenuta da una alimentazione molto ricca. In questo periodo le modelle di nudo appaiono, in genere più rotonde - escluse le adolescenti - mentre il vero passaggio in direzione di una figura femminile identica alla nostra, avviene nella Belle époque e durante gli anni Venti, all'avvio del Déco, che coincide, a livello di capigliatura, con il taglio corto dei capelli corto, alla maschietta. Per rinviare a una figura androgina, le donne delle classi abbienti, nei primi decenni del secolo, fanno movimento e si mettono a dieta per ridurre le parti grasse e per non dare grande spazio al seno.  Negli anni attorno alla seconda guerra mondiale assisteremo, invece, all'esibizione di donne forti e pesanti, con i capelli decolorati, probabilmente in linea con il modello tedesco, della femmina-fattrice

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Il drago e la vedova. Due automi artistici ricordano la donna che donò palazzo e libri a Manchester

Per celebrare la benefattrice che commissionò e donò alla città di Manchester, in Gran Bretagna, palazzo e libri che avrebbero costituito la John Rylands Library è stato realizzato questo splendido automa artistico. Automi e diorama - come recupero di linguaggi perduti, dell'Ottocento - sono tornati di moda e rafforzano le già infinite possibilità espressive dell'eterogeneo mondo del contemporaneo, nel quale la dimensione del divertimento dello spettatore o della sua sorpresa muove molti artisti. L'automa presenta una scena solenne e comica, al contempo., come potremmo vedere soprattutto nel breve filmato, con i personaggi azionati dal movimento meccanico

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