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Le donne nell’arte

Il Bacio di Hayez,

un apostrofo tricolore fra le parole t’amo. Ché l’armata se ne va

Il Bacio di Hayez, icona risorgimentale ed emittente di significati sentimentali e patriottici. Osservando le quattro versioni è possibile leggere l’alleanza con la Francia e il nuovo corso del 1861. Proviamo allora a giocare con i colori

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Ruth Bernhard, foto di nudo tra classicismo e surrealismo. Il video

Il surrealismo ebbe un notevole impatto sull'arte e sulla trasformazione del pensiero freudiano. L'esplorazione del sogno apriva nuovi confini che negavano lo stesso pensiero schematico di Freud, legato alle sue radici pionieristiche. Ruth Bernhard (14 ottobre 1905 - 18 dicembre 2006, fotografa americana di origine tedesca, esplorò il proprio vissuto onirico, nel quale è spesso presente una Grande madre, che giunge anche attraverso forme tribali dell'arte africana e cubista; come in Configurazione, fotografia eccelsa del 1962, in cui il seno femminile, falcato, diviene una zanna, un morbido rostro, una certezza di piacere prolungato della suzione e, al tempo stesso, una sorta di punizione. Ruth Bernhard sdi era inizialmente formata a Berlino dove aveva studiato all'accademia, tra il 1925 e il 1927 a bernhard

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Jacqueline Roque, l’ultima giovane moglie e musa di Picasso. La storia, il video

Jacqueline Roque, nata il 24 Febbraio 1926 nella Hauts de Seine, fu l'ultima moglie e musa di Picasso. Morì suicida - si tolse la vita con un colpo di pistola - il 15 ottobre 1986. Aveva sessant'anni. Jacqueline Roque aveva incontrato Picasso nel 1952. Lei usciva da un primo matrimonio e aveva una figlia, Catherine Hutin-Blay. L'artista attraversava un momento di grave tensione con Françoise Gilot che aveva appena lasciato con i loro due figli, Claude e Paloma. Jacqueline lavorava presso Madura, ceramista con il quale Picasso ha collaborato sin dal 1946. Lei incarnò negli occhi dell'artista maturo la perfetta bellezza delle donne spagnole, quelle con mantiglie, della sua infanzia. Fu un ritorno alle origini. All'imprinting sentimentale ed erotico. La relazione sfociò nel matrimonio (nel 1961) a Vallauris. Restarono uniti fino al 1973, anno della morte di Picasso. A lei sono dedicati circa 400 dipinti. E' sepolta, accanto al marito, nel castello di Vauvenargues

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Calze, giarrettiere e languide ragazze di seta: la pittura sensuale di Protti (1882-1949)

Alfredo Protti (1882-1949) è uno dei pittori più noti e amati di quella Bologna novecentesca che lo storico dell’arte Ludovico Ragghianti definì «cruciale» per la straordinaria concentrazione di artisti che contribuirono a modernizzare l’arte e la società italiane. Nato nello stesso anno di Umberto Boccioni e Gino Severini, e otto anni prima di Giorgio Morandi, Protti seguì una carriera artistica autonoma rispetto alle correnti più radicali dell’avanguardia futurista e metafisica; tuttavia la sua pittura, di respiro europeo, contribuì profondamente alla formazione dell’identità moderna di Bologna

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Elisabetta Sirani fu avvelenata? Storia di una grande pittrice morta a 27 anni

Era figlia di Giovanni Andrea Sirani, assistente principale Guido Reni, ottimo pittore al quale il destino aveva riservato l'impossibilità di continuare a dipingere a causa di una forma di gotta che lo aveva colpito, oltre ai piedi, anche alle mani. Elisabetta, che si era formata nella bottega del padre, prese le redini dell'impresa paterna e la volse al femminile, chiamando a lavorare giovani colleghe, tra le quali la pittrice Ginevra Cantofoli

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Plautilla Nelli, la suora-pittrice innamorata del pensiero di Savonarola

“Pochi sanno che da ben più di cinque secoli Firenze è un vero e proprio centro per l'arte al femminile” spiega Jane Fortune, fondatore e presidente di AWA. “Le opere di artiste donne che abbiamo ritracciato e censito nei musei e chiese di Firenze sono più di 2.000. Sono una parte ‘invisibile’ della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico. Plautilla Nelli ha aperto la strada ad altre donne della sua epoca e ha goduto di un successo senza precedenti. È l'ispirazione il vero stimolo della nostra missione: dare voce alle donne artiste del passato. Grazie a questa mostra, Nelli non sarà più tra le artiste ‘invisibili’”. La mostra realizzata dagli Uffizi

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I mondi fatati e meravigliosi della fotografa Katerina Plotnikova. Un piccolo incanto

Nell'ambito della cultura russa esiste un filone iconografico ricorrente che raccorda figure evanescenti femminili, che si librano come lievi spettri, con l'assoluto naturale di grandi pianure e foreste. Si ritiene che la matrice delle suggestioni sia legato alle comunità di origine tedesca presenti a ovest dell'ex impero sovietico, che esplicitavano la propria cultura di derivazione romantica attraverso la leggenda della Sposa prussiana, una giovane, splendida donna, che muore, viene sepolta ma il cui cadavere sparisce misteriosamente. Essa così riappare nelle foreste e nelle vaste piane per riaccedenre con la propria melanconica bellezza l'idea dell'eternità dell'anima, della bellezza e del sogno di un popolo, come quello prussiano, che non sarà schiacciato dai russi. In questi territori narrativi si dirige la fotografa moscovita Katerina Plotnikova (1987).

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Chi era davvero la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer

La fama del ritratto ha raggiunto a tal punto le proporzioni del mito che si è tentati di definire quest’opera, sempre misteriosa, di Vermeer la “Gioconda olandese”. La scheda, l'analisi, i passaggi di proprietà, la tecnica, l'impaginazione, i connotati psicologici, gli elementi di coinvolgimento emotivo dello spettatore, la biografia analitica di Vermeer e tutte le sue opere

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Perchè le spose buttano dietro di sé il bouquet nuziale? La pittura ce ne spiega il motivo

Il lancio del bouquet, dietro di sè, si collega ad antiche tradizioni, delle quali si è perso il senso, ma che si collegano, in continuità ai rituali di fecondità nuziale, originati dall'episodio di Deucalione e Pirra. Raffaello, nel 1506, dipinse su committenza i ritratti dei coniugi Agnolo Doni e Maddalena Strozzi. Due oli su tavola che raffigurano i due nobili sposi a mezzo busto, di tre quarti, con lo sguardo rivolto verso l'osservatore, mentre la calma e le tonalità fredde del paesaggio sullo sfondo delineano un paesaggio collinare in una giornata di cielo sereno

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Le farfalle segnano il punto d’incontro tra la donna e l’anima. Le foto di Ione Rucquoi

Nata nel 1975, a Oxford, Ione Rucquoi è una fotografa e artista concettuale che lavora molto sull'ossessione e sul rapporto irrisolto tra le giovani donne e il corpo.La libertà di sentirsi e di osservarsi, pare diventare un incubo legato alle interiora e a quanto la bellezza dell'epidermide nasconde. Anche l'angelicazione della maternità si trasforma nel sogno inquieto di partorire figure-altre, creature mostruose. Testimonianza delle enormi difficoltà di autopercezione di un equilibro tra la parte culturale e quella materiale, il tema è antropologicamente centrale nei nostri decenni - viene esplorato anche da Vanessa Beecroft - e perfettamente narrato da Rucquoi affinchè possiamo riconoscerlo e distaccarcene, in direzione di nuovi contrappesi.

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