Le piante nell’arte

La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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Un’invenzione botanica portò Monet a coltivare e dipingere ninfee. Perché? Il video

La svolta che Monet impresse alla propria pittura, passando dal paesaggio a campo largo, alla visione ravvicinata di porzioni di natura che preludono alla via dell'informale, fu consentita, oltre alle esigenze del pittore di rinnovare le modalità di rappresentazione dell'istante di luce, dal mercato della botanica che, proprio in quegli anni, si apriva all"invenzione", attraverso incroci tra specie esotiche e la bianca europea, delle ninfee colorate. In precedenza, da noi, questi fiori delle acque stagnanti erano nivei. Ma all'esposizione universale del 1889 Latour-Marliac, un possidente appassionato di giardini, presentò le nuove varietà, che conquistarono il pubblico e che gli valsero il primo premio nella propria categoria

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Il significato dei misteriosi simboli nei quadri di Klimt – I segni erotici

Qual era la funzione delle figure decorative poste da Klimt nei propri dipinti? Semplici decorazioni? Decorazioni-significanti? L'artista interpreta secondo la tradizione antropologica più profonda il passato per legarlo al presente. Introducendo nelle proprie opere,con notevole frequenza,elementi decorativo-simbolici con una specifica funzione evocativa. All'artista non interessa che l'osservatore decodifichi segno per segno. Ma poichè i simboli appartengono a un codice linguistico atavico essi hanno la funzione di rafforzare o indicare, subliminalmente, il significato di certe aree del quadro, sollecitando, come in un'opera aperta, l'automatismo del lavoro dell'inconscio. Oggi siamo in grado di comprendere che, nonostante l'attenzione decorativa, molto intensa nel maestro della secessione viennese, essi non sono forme pure inserite per aggiungere preziosità cromaatiche o formali all'opera, ma ad indirizzarne o a ad aumentare la forze del significato, attraverso l'antico linguaggio ieroglifico

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Il fico nell’arte – Allegorie sessuali dell’organo femminile. A partire da Eva

Il fico, per forma e per precedenti visivi risulta pertanto collegato - e ciò avviene piuttosto spesso nell'iconografia occidentale - alla sfera sessuale femminile, alla nascita e alla vita, come elemento vegetale primario seguito dalla zucca, dal melone e dalle more, intese come frutti di bosco

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Fai clic ed entra nel campo di papaveri di Monet fino a vedere il più piccolo filo d’erba. Perché il rosso?

Lievi, effimeri, delicati, cangianti, estremamente sensibili ai colpi di vento. E soprattutto, rossi.  Abbiamo visto, in alcuni articoli precedenti, quanto Monet cercasse valori ottici cangianti, da fermare sulla tela. E così fu con i papaveri, con una motivazione addizionale. La pittura di paesaggio, con vedute naturali, risente normalmente della mancanza del rosso, che esiste, a livello di stesura pittorica sottostante nella forma composita di arancione o marrone. Ma le vedute naturali non si presentano mai vivide e uno dei motivi è proprio la mancanza del rosso intenso, dato quasi a corpo. Sappiamo che, per ovviare a questa carenza ottica. Turner, durante il vernissage di una mostra, aggiunse una boa rossa a una marina con navi, proprio per accendere il dipinto.  E che in tanta pittura di paesaggio con figure, dell'Ottocento, gli artisti inserivano piccoli personaggi -  macchiette - tra i quali, spesso, ce n'era uno con il cappello rosso. Questo proprio con il fine di contrastare il verde. Ora possiamo osservare, da qui con la "lente magica" le  Champ de coquelicots, 1881 58 × 79 cm Musée Boijmans Van Beuningen (Rotterdam)

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Qual è il significato del giardino? Cosa rappresenta? Come cambia? Video

Luogo in cui la donna e l'uomo modulano e dominano la natura, potenziandola nel bello, il giardino è legato, in ogni religione, a un luogo dell'aldilà o a una terra perduta, come l'Eden cristiano a un paradiso realizzato sulla terra, come nel buddismo. Miniature medievali rappresentano l'hortus conclusus come luogo della Madonna o della civiltà cortese e ciò in contraddizione con la foresta - regno del groviglio spaventoso - o dei campi attigui al castello, coltivati a fatica dai contadini, che vivono in una condizione di minima sussistenza o di schiavitù. Il giardino è sempre un luogo chiuso, circondato da un muro, da uno steccato o conformato architettonicamente

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C’è un morto nel ritratto. Come riconoscere presenze funebri nei dipinti. Finestre, alberi, tempeste

La pittura del Cinquecento si misurò con i volti delle persone defunte. Ma per suggerirne la nuova, eterna condizione, distinguendo l’effigie dello scomparso dall’immagine di una persona ritratta in vita, utilizzava un linguaggio simbolico che faceva uso di alberi spezzati, di figure spettrali e di tempeste.Ecco alcuni esempi

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Alice Padovani, giardino eterno e wunderkammer in una scultura che è still life e ordine della natura

Stile arte intervista l'artista insignita del primo premio della sezione Scultura del Nocivelli 2018: "Nell'azione di ordinare, classificare, disporre c'è una ricerca di semplificazione, un tentativo di leggere con facilità gli elementi della vita, naturale o personale che sia. Si fa ordine per capire meglio. Si cerca la pulizia formale per generare uno sguardo nuovo sulle cose. L'opera Solid, va verso questa direzione: pezzi di una natura decontestualizzata sono disposti in modo simmetrico, per ritrovare un equilibrio tra vita e morte, tra l'effimero del corpo organico e la solidità della forma inorganica".

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Richter cerca il Sublime e l’anti-nichilismo. Sì, è lui, con l’astratto, che tiene in vita la pittura di paesaggio. Il video

Ampie tirature verticali e diagonali forniscono una struttura architettonica che demarca la tela in ciò che può essere letto come due regni binari che solo Richter potrebbe creare: il terreno e il celeste, il fisico e lo spirituale, l'oscurità e la luce, la creazione e la distruzione, il bene e il male e l'equilibrio dei due. Un ricco spettro di pigmenti si illumina con la solennità del vetro colorato, mentre un'esplosione di luce bianca fuoriesce dal profondo strato nero del sottosuolo in una risonante esaltazione. L'interscambiabilità tra luce e oscurità davanti e dietro tra queste lamine eteree, rispettivamente in strisce unite e spalmate e spesse accensioni, destabilizza radicalmente ogni senso di profondità; piuttosto, la frantumazione improvvisativa del colore vibra contro le nostre retine e riecheggia nelle nostre orecchie mentre il timore emotivo e spirituale di questa pittura diventa un'esperienza fisica

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Gli alberi e le pietre nell’arte. Gli splendidi artifici naturali di Giuseppe Penone. Il video delle opere

L'intersezione tra vegetale, minerale e umano produce le sculture Giuseppe Penone, artista e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte povera, che vive e lavora a Torino. Egli fa parte del movimento italiano che ha utilizzato materiali inusuali o di scarto per avviare a una ricerca collocata tra psiche - individuale e universale . e materia, in una sorta di meditazione francescana attorno al mondo e alla sua struttura. Penone è certamente l'artista del gruppo che più si avvicina alla land art. Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947 e i boschi attorno al proprio paese iniziano a fornirgli immagini di nodi vegetali, di pietre avviluppate dall'albero in crescita e sollevate da terra. Al tempo stesso riceve un forte imprinting osservando l'attività di contadini e giardinieri che intervengono sulla natura in un equilibrio prodotto da un paziente lavoro di interazione

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