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Articoli pubblicati in “Le piante nell’arte”

La magica ed estinta pianta del profumo di Cleopatra appare su un anello antico trovato alla base del Muro del Pianto

Il balsamo doveva imitare e potenziare il profumo dolce e salino, con sentore di miele, della donna, nei giorni fecondi. La chiave sarebbe legata al fatto che la pianta misteriosa aveva caratteristiche di rendere schiavi i maschi e, al tempo stesso, di ottenere effetti terapeutici

400 tombe romane portate alla luce nella roccia a strapiombo. Dipinti parietali legati alla vite e all’uva. I gioielli

Alcune tombe avevano ancora corredi che includevano specchi, diademi, anelli, braccialetti, forcine per capelli, strumenti medici, cinture, coppe e lucerne, tutti elementi che fanno luce sulle persone sepolte nelle tombe, come il loro sesso, occupazione, abitudini ed epoca di sepoltura. Le testimonianze del culto cristiano

Ninfee di Monet – Storia, tecniche, segreti e valori. I quadri dei fiori d’acqua. E il video

Nel momento in cui l'artista decide di lavorare attorno a uno spazio conchiuso, la pittura en plein air, sciolta e aperta, muta radicalmente e Giverny diviene un vero e proprio laboratorio pittorico, in cui il consueto paesaggio - inteso in maniera ottecentesca con impaginazioni a campo largo - si riduce, con il tempo, a campi medi e primi piani. Ninfee e glicini, nel laghetto di Giverny, sono pertanto una svolta concettuale nel mondo pittorico di Monet.

Fai clic ed entra nel campo di papaveri di Monet fino a vedere il più piccolo filo d’erba. Perché il rosso?

Lievi, effimeri, delicati, cangianti, estremamente sensibili ai colpi di vento. E soprattutto, rossi.  Abbiamo visto, in alcuni articoli precedenti, quanto Monet cercasse valori ottici cangianti, da fermare sulla tela. E così fu con i papaveri, con una motivazione addizionale. La pittura di paesaggio, con vedute naturali, risente normalmente della mancanza del rosso, che esiste, a livello di stesura pittorica sottostante nella forma composita di arancione o marrone. Ma le vedute naturali non si presentano mai vivide e uno dei motivi è proprio la mancanza del rosso intenso, dato quasi a corpo. Sappiamo che, per ovviare a questa carenza ottica. Turner, durante il vernissage di una mostra, aggiunse una boa rossa a una marina con navi, proprio per accendere il dipinto.  E che in tanta pittura di paesaggio con figure, dell'Ottocento, gli artisti inserivano piccoli personaggi -  macchiette - tra i quali, spesso, ce n'era uno con il cappello rosso. Questo proprio con il fine di contrastare il verde. Ora possiamo osservare, da qui con la "lente magica" le  Champ de coquelicots, 1881 58 × 79 cm Musée Boijmans Van Beuningen (Rotterdam)

Alloro, il significato nella pittura e nell’arte: immortalità, gloria, laurea e Laura

Poiché non perde le foglie - come sempreverdi sono l'edera e il cipresso, che sono spesso utilizzati nell'arte e nell'arredo urbano, dall'antichità, con funzioni semantiche contigue - esso significa essenzialmente immortalità e poi estende il suo significato a gloria immortale. L'alloro può essere anche utilizzato accanto ad altri simboli, come fosse un aggettivo iconico, sempre per significare eterno, imperituro e immortale.

Lito-leafart ha trasformato in arte il disturbo di iperattività. Le foglie diventano mondi meravigliosi

C'è chi nasce con un'intelligenza esplosiva che non riesce a fermarsi più di tanto su un oggetto o su un tema. Un artista giapponese - che ha sofferto del disturbo da deficit d'attenzione e iperattività (ADHD) - è così approdato a quella che per tutti è una magnifica forma d'arte e, per lui, una modalità convincente d'espressione e un allenamento divertente alla concentrazione. Nel tempo si sono accumulate opere leggiadre. A differenza dell'Origami dove le pieghe creano forma, nel Kirie servono forbici e bisturi precisi