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Gerard Petrus Fieret, fotografo, è come Bukowski, poeta. Leggete la sua storia, guardate le sue opere

Quasi nessun altro Corpus fotografico è così strano e idiosincratico come quello di Gerard Fieret (1924-2009). Questo eccezionale fotografo era un registratore ossessivo di tutto ciò che gli accadeva e di tutto ciò da cui era circondato: persone, animali, scene di strada e se stesso. Soprattutto, tuttavia, amava fotografare le donne - modelle, studentesse, giovani madri, ballerine e cameriere - o solo parti del loro corpo, come il seno, i piedi o le gambe lunghe. E forse questa visione parziale dipendeva sì da un'accentuazione del vigore erotico dell'immagine, ma pure dal fatto che alcune signore accettavano di scoprire una parte dell corpo senza però mostrare il volto. Sebbene le sue attività fotografiche ininterrotte siano state concentrate in un periodo di soli dieci anni (1965-1975), Gerard Fieret ha generato una produzione enorme. Nei Paesi Bassi è considerato un pioniere della fotografia come forma di arte visiva autonoma. Negli ultimi anni il suo lavoro ha anche suscitato un crescente interesse internazionale

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Liberty proibito. Donne flessuose nel gorgo dei sensi. Senza più pudore. Le incisioni di Von Bayros

Pervaso da atmosfere decadentiste, Franz von Bayros (Zagabria, 28 maggio 1866 – Vienna, 3 aprile 1924) è stato un artista che ha interpretato l'Art Nouveaoau o Liberty con grande efficacia. Non solo per un'adesione stilistica evidente nei motivi floreali e nella lla flessuosità d'oggetti e figure, ma perchè egli seppe interpretare il clima gioioso - e in alcuni casi molto trasgressivo - della Belle époque. La sua raccolta più nota è Erzählungen am Toilettentische (Racconti alla toeletta), che vedremo, in parte, nel filmato, più sotto

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La luna e i lunatici. Sai perchè la luna appare sempre magica? I dipinti di Companoca. Il video

A volte è nera, a volte piena. Cresce di dimensioni, fino a diventare tonda tonda e sparire. O appare come il filo di un'unghia. Ha un calendario che ci pare eccentrico. E nel nostro cielo arriva all'improvviso, cambiando il punto da cui si leva. O spesso la troviamo occhieggiare imprevedibilmente tra le frasche di un albero. E ci insegue con la sua luce argentea lungo un sentiero. Se il sole ha una stabilità prevedibile, la luna sfugge alle diffuse cognizioni e sembra dotata di un'anima propria. Un grande occhio interessato a ciascuno di noi, nel silenzio della notte. La luna viene collegata al ciclo delle donne ed è indiscutibilmente femmina. Diana viene rappresentata con uno spicchio luminoso sul capo. Tante lune dominano i sogni dei surrealisti e quelli di Ronald Companoca (1981, Perù) è un promettente artista con una spiccata vena onirica, le sue opere hanno delle particolari tonalità brillanti che amplificano l'atmosfera sognante e fiabesca ricreata

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Iperrealismo con penna Bic, così Mostafa Kodeir realizza un’opera di virtuosismo. Il video

Mostafa Kodeir è un abilissimo disegnatore, appartenente a quel gruppo di artisti - in costante crescita - che manifesta un virtuosismo notevole nella realizzazione di soggetti iperrealistici con una penna a sfera, particolarmente la Bic. La tecnica, come ben sappiamo non è semplice, in quanto tutti abbiamo provato a disegnare qualcosa, magari tra un compito e l'altro. Soprattutto risultano complessi i passaggi delle sfumature. E lasciando a Mostafa tutta la sua abilità, osserviamo, nel filmato accelerato il divenire di questo disegno che sarebbe piaciuto, tra Cinquecento, Seicento e Settecento, ai pittori Spagnoletto, Pietro Bellotti e Pitocchetto

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Fotografarsi in un vecchio specchio. Le immagini di Katia Chausheva, ovattate come pittura. Il video

Katia Chausheva è una fotografa bulgara che ha lavorato intensamente e proficuamente attorno al tema dello specchio come rivelatore dell'anima. L'artista opera in ambienti spogli, con un cromatismo alla Saudek e con effetti assimilabili alla pittura della Scapigliatura. Specchi dalla superficie riflettente abrasa o costellata da macchie rugginose dissolvono la parte corporea penetrando in un luogo intenso, interno, dominato da una dolce malinconia e da sentimenti di intimo affetto e di attesa

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La prima reginetta di bellezza con handicap: la storia di Ana, nobile, sportiva, ardente d’eros e di spirito

Fu idealmente incoronata come la più bella o una delle più belle donne di Spagna e d'Europa, e come tale cantata da poeti e cantastorie. Reginetta di bellezza, ante-litteram nonostante avesse perso un occhio e una vistosa benda da pirata le occludesse la spaventosa cicatrice. Ma Doña Ana Mendoza de la Cerda, Principessa di Eboli, Duchessa di Pastrana (Cifuentes, 29 giugno 1540 – Pastrana, 2 febbraio 1592), era così bella che ciò che era un handicap fu considerato come un segno distintivo, giacché esso ne esaltava, per contrasto, la forma del viso e la scattante avvenenza del corpo

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Fai clic e visita da qui la grande mostra retrospettiva dedicata a Balthus, pittore dell’enigma e dell’Eros

Balthus è uno dei grandi maestri dell'arte del XX secolo. Inoltre, risulta essere uno dei più singolari. Nel suo complesso lavoro sfaccettato, venerato da alcuni e respinto da altri, Balthus persegue un percorso artistico alternativo, quasi opposto alle correnti dell'avanguardia moderna. In questo modo solitario, il pittore eccentrico fa riferimento a una vasta gamma di predecessori e tradizioni artistiche e storiche. L'allontanamento del modernismo, che può quasi essere descritto come "postmoderno", porta Balthus a sviluppare una forma unica di avanguardia, che appare tanto più attuale oggi

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Il mio pittore preferito. Ele-fantin-Latour. Carinissimo, dipinge immagini portafortuna. Video

Potrebbe essere battezzato Ele-fantin-Latour in ricordo di un celebrato maestro della pittura ottocentesca Ignace Henri Jean Théodore Fantin-Latour (Grenoble, 14 gennaio 1836 – Buré, 25 agosto 1904), grande indagatore di fiori, piante e nature morte,. Tenerissimo è questo cucciolone, mentre, con precisione dipinge, alla prima - cioè senza disegno sosttostante - , direttamente con il colore, un albero con frutti e due elefanti che camminano pacifici nella piana. Un esercizio al quale, negli ultimi anni, sono stati addestrati, in località turistiche orientali, molto elefanti, animali miti e molto intelligenti. D'una tale mitezza che la loro immagine fu, nei bestiari medievali, simbolo di Cristo. Vorremmo sottolineare la dolcezza flessuosa della proboscide che appone il colore. Un gesto d'amore durante il mestiere

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Nostalgia, malinconia, decadenza. Prima e dopo. Cosa resta? Rifiuti eloquenti nei dipinti di Toral

Ottimo artista post-moderno e citazionista, dotato di una tecnica solidissima e di una non comune capacità di rileggere, in chiave di decadenza e nostalgia - come una vanitas - i capolavori o le suggestioni pittoriche del passato, Cristobal Toral è nato a Cadice nel 1940. E' accademico onorario della Accademia Reale di Belle Arti Santa Elisabetta d'Ungheria e Andalucía. Emilio del Moral. Le sue opere sono caratterizzate da un uso antico dei colori ad olio, che consente di ottenere gli stessi effetti dei maestri del passato ma, come fece Magritte con il ritratto di Madame Récamier -trasformando il bel corpo, in una bara - egli opere anche su capolavori, come quelli di Velazquez cogliendo la stessa stanza centinaia d'anni dopo. Così con D'après Las Meninas (1975, olio su tela, 278 x 237 cm) entra nella stessa stanza. Tutti sono scomparsi, esclusa la figura che guarda enigmatica dal fondo della scala, proiettata in una dimensione di alterità e di distanza sovrannaturale. Il resto è accumulo. Un magazzino, valigie, scarti abbandonati come rifiuti. Egli percorre così un tema tanto caro alla pittura classica spagnola come quello della vanitas, della brevità della vita, inserendo elementi grotteschi quali l'immersione dei luoghi aulici nella società dei consumi e delle dimenticanza

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Fai clic e visita con noi, da qui, la casa di campagna di Michelangelo, messa in vendita nel 2018

Si chiama Il Torrino di Michelangelo. E' la casa di campagna di Buonarroti, il grandissimo artista toscano dominato, nel campo economico, da una devastante ansia di accumulo. Egli cercava il massimo del guadagno, anche in modo spericolato., conducendo, peraltro,  una vita piuttosto misera. Teneva il denaro in nascondigli dello studio. In parte lo depositava poi in banca, in parte lo utilizzava per acquisti di edifici e campi, che avrebbe lasciato al nipote, avendo a cuore le sorti del nome della propria famiglia, che doveva competere con i potenti dell'epoca, grazie alla figura dell'artista stesso e di tanti "posti al sole" del proprio amato erede. Fu proprio l'artista ad acquistare, a Castellina nel Chianti, questo edificio di belle proporzioni, in pietra viva, cresciuto, nei secoli, attorno a una sorta di casa torre dell'XI secolo, pagandolo per l’esattezza 2.630 fiorini. L'artista, che aveva 74 anni, rilevò il bell'immobile da Simona Guicciardini, vedova di Pierantonio di Giovanfrancesco de’ Nobili, vissuto per tanti alla corte dei Medici. Nel 1973 l'edificio, in parte cadente, venne acquistato dalla famiglia Busoni, che lo recuperò. La famiglia ha posto in vendita l'edificio, nel 2018 per una somma di 7 milioni e 470mila euro

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