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La pittura meditativa di Romeo Battisti: il vuoto, il silenzio, ma agli antipodi del Nulla

Se Jack Kerouac riteneva di essere un «poeta jazz», Romeo Battisti abbandona ogni retaggio culturale per approdare – negando dogmi e istituzioni – a un ruolo di «pittore meditativo» senza fare ricorso a verità religiose, problemi filosofici o morali che potrebbero invalidare la sua realtà multidimensionale: egli rimane un artista che interiorizza modelli autonomi e trascendentali attraverso una pratica spirituale che non conosce matrici particolari di nessun genere tranne quelli di un’attenta, profondamente severa concentrazione e contemplazione dell’universale «essere nell’essere»

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Stile arte, anteprima mondiale. La testimonianza inedita di Maya Picasso su Modigliani e suo padre

La figlia di Picasso scrisse di getto l’inedito che oggi pubblichiamo grazie alla cortesia di Parisot che lo aveva gelosamente custodito come dono raro e prezioso. In effetti si tratta di testimonianza squisita e sensibile che nasce dal profondo dell’anima e si presenta anche come vera e propria opera d’arte. Saggio elevato ricco di una poetica rara che, per ovvi motivi, non ci sentiamo di poter tradurre e trascrivere è anche testimonianza impareggiabile di scrittura creativa

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Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati

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Gabriella Bianchi, un Notturno suonato e cantato per l’anima che veglia tra frutti selvatici

La poetessa umbra: "La grande Emily Dickinson ha scritto: "Questa è la mia lettera al mondo/ che non ha mai risposto a me". La constatazione è amara e fa riflettere. Viviamo in un mondo dove contano gli oggetti, il denaro, il potere, le vittorie, la moda, l'apparire, le auto di lusso, mentre la Tv appiattisce le menti con programmi demenziali. I valori morali sono crollati, dispersi, annientati. Le nuove generazioni crescono insicure e aggressive. Non è facile per la poesia farsi strada in questo deserto ricolmo di idoli falsi. La poesia deve farsi pane, deve aprire e nutrire le menti con la bellezza e la forza della verità. Questo è il suo compito".

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Com’era il volto di Dante? Quale il ritratto più fedele? Verso la realtà descrittiva delle fonti

Nadia Scardeoni: "Il “ritratto morale” di Bruni e l’immagine di Dante, 25enne a cavallo, in prima fila a Campaldino, hanno bucato il mio schermo mentale rivoluzionando totalmente il mio immaginario in rapporto alla sua persona suscitando una ricerca sul suo “ritratto” più veritiero, che ho identificato nel Dante del Bargello, per il quale ho avvalorato la mano di Giotto in virtù di una scoperta straordinaria, evidentissima nella Cappella degli Scrovegni a Padova

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A Londra le ricerche e le analisi di Manescalchi e del Centro studi Leonardo da Vinci

Stile Arte ha da sempre dedicato molto spazio a Leonardo ed alla sua opera, finché ho preso la risoluzione di costituire, con l'amico e collega Roberto Manescalchi, un centro studi a lui dedicato proprio nell'ambito del giornale. Il lavoro di mesi - radicato in decenni di ricerche separate - è stato proficuo e numerosi sono gli articoli innovativi e anche con scoperte di rilievo dedicati al tema già comparsi sul giornale. E' ancora in pagina, non c'è bisogno di cercarlo, l'ultimo riferito a nuove scoperte su Gioconda. Oggi mi fa piacere segnalare che Manescalchi - già autore di un saggio su Gioconda, ma anche, credo e spero, in virtù del lavoro svolto al centro studi di Stile - è stato invitato a Londra nella prestigiosa sede di Artstur (Italian Art & Culture) per una conferenza sul tema

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Quando le vergini ninfe sono assalite dal vizio

Due opere iniziate, a livello di gesso, dallo scultore Lorenzo Bartolini, furono poi scolpite in marmo dall'allievo Giovanni Duprè. Esse rappresentano due adolescenti insidiate da uno scorpione e da un serpente, simboli del male nella religione mitraica. La straordinaria recensione di Baudelaire che commentò che commentò la prima versione bartoliniana della Ninfa dello scorpione

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