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Articoli pubblicati in “News”

Caravaggio, nuovo autoritratto e uomo-nuvola emergono dal Martirio di San Matteo

Caravaggio costruiva i dipinti, basandosi su un assetto geometrico e su un avanzatissimo sistema ottico di figure ambigue, in grado di creare continui sommovimenti nella percezione. Un sistema che egli - evidentemente - sviluppa nella Milano arcimboldesca degli anni della formazione e che si pone al di là dell'ottica in sé e del piano tecnico. L'approccio di Caravaggio è filosofico. Ed è strettamente collegato alle dottrine ermetiche. Ciò che percepiamo è parte di una verità più ampia. Ciò che percepiamo può essere, al contempo, vero e illusorio. L'ombra illumina la luce. La luce adombra l'ombra

Studiata una cintura da parto del Rinascimento. Figure magiche e tracce di umore uterino. Come veniva usata

La cintura da parto o cintura maieutica è coperta di invocazioni cristiane di carattere apotropaico che chiedono l'intercessione alla Beata Vergine e ai martiri Ciro e Giulita di Tarso. Tra le immagini religiose, la ferita sanguinante di Cristo, la Santa Croce e la croce a Tau di Sant'Antonio e di San Francesco. Indagini molecolari testimoniano l'uso ostetrico dell'oggetto magico. Trovate tracce di miele, latte, uova e cereali, ma anche liquidi vaginali

Figure geometriche esplosive nel motore dei quadri di Caravaggio. Lo studio del geofisico Cagnoli

La funzione divina e immane della geometria sviluppa in Caravaggio una potenza tellurica nei dipinti. Cagnoli ne coglie le radici, nel rapporto tra statica e dinamica Il suo libro dà conferme inequivocabili rispetto alla revisione - in corso da parte di più studiosi, in diverse discipline che possono afferire alla Storia dell'arte - del Caravaggio realista, che dipinge dal vero, senza disegno o disegni e con architetture puramente intuitive. In realtà Caravaggio coglie, a Milano, l'eredità di Leonardo ed è vicino al mondo ermetico del neoplatonismo, della Fisica-mistica e del pitagorimo

Sensazionale scoperta in Toscana. Va a spasso con papà e vede un “sasso a forma di fungo”. Trova Statua-stele di 4500 anni fa

Le statue stele sono monumenti di epoca preistorica e protostorica, particolarmente diffusi in Lunigiana. Conosciute fin dai secoli scorsi, solo in epoca relativamente recente sono state studiate scientificamente ma ancora oggi possiedono un alone di mistero che le avvolge e che rappresenta un elemento di indubbio fascino. La scultura è stata consegnata in queste ore al museo di Pontremoli

“Il detenuto in fuga l’ho dipinto io”. Qui il video di Banksy che mostra la stesura clandestina dell’opera

La rivendicazione di autografia è giunta secondo un protocollo utilizzato dalle organizzazioni terroristiche. Il celeberrimo quanto misterioso artista britannico Bansky - autore valutatissimo nell'ambito di una street art caratterizzata da un registro pop poetico - ha ammesso, con un video - che qui pubblichiamo - e alcuni messaggi sui social, la paternità del dipinto parietale realizzato nei giorni scorsi sul muro di cinta dell'ex prigione di Reading in Inghilterra. L'opera - che ritrae un detenuto in fuga - è stata intitolata 'The Create Escape"

Van Gogh nei mesi impressionisti. All’asta questo dipinto che precede la svolta

Il dipinto appartiene al periodo parigino, al momento in cui l'artista - giunto in Francia con una cultura disegnativa fortissima e una tavolozza plumbea - si trovò a tentare un accordo con la pittura d'innovazione, riducendo la supremazia del disegno e aprendosi al colore.
Il soggetto - composto -e diremmo: tradizionale - è quello pittoresco della collina. Sotto il profilo della stesura sono ben visibili reticoli disegnativi molto fitti. E' come se l'artista cercasse il punto di fusione tra disegno e colore. Siamo certamente in un periodo importante - l'artista supera il tenebrismo olandese e rischiara la tavolozza -, ma di transizione verso la pittura potente corposa ed espressionista che egli svilupperà in Provenza

Le lacrime del Toro di Wall street per la morte del suo creatore Di Modica. Il blitz del 1989

Charging Bull (conosciuta anche come il Toro di Wall Street) fu, di fatto, un'installazione non richiesta, divenuta poi una scultura stabile e amatissima. Nel 1989, senza alcuna preventiva autorizzazione, l'artista decise, infatti, di giocarsi il tutto per tutto. Fece fondere l'opera - per un costo di 360 mila dollari - e la portò all'esterno della Borsa di New York. Fatto possibile in America, impossibile - immaginate quante denunce, multe e processi? - in Italia. I dirigenti della Borsa non furono comunque contenti del toro che non avevano commissionato, e questo fu subito ricollocato in un angolo del triangolo verde del Bowling Green proprio all'inizio di Broadway