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Giocare a dipingere fiori. Con i bambini. Basta intingere il pennello in due colori e… Il video

Una simpatica esercitazione per apprendere la scorrevolezza che si ottiene attraverso un fluido movimento del polso. Un esercizio di motricità sottile che dà peraltro una bell'appagamento visivo. I petali che lievitano sul foglio e il fiore che, con soffice spessore, avanza magicamente verso di noi. Ottimo per acrilico e tempera.  Che sono corposi e che asciugano subito. Sconsigliati i colori a olio. Quindi: benissimo anche per i bambini

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Tagli artistici dell’anguria o cocomero. Dai più semplici, ma d’effetto, ai più complessi. Video

Be', è un piacere vedere il tizio con coltello affilatissimo, scolpire, "stampare" , "dipingere" le sue angurie reali, in un attimo. Il video va piuttosto veloce, ma potremo fermarlo sulla decorazione che ci piace di più. Anguria a onde? A cuoricino? A zig zag? Ce n'è per tutti. Fino alle sculture assolute della fine, adatte solo a un pubblico di espertissimi "tagliatori e trincianti"

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Le tele dei maghi e delle streghe, ritratti dal vero

I processi per stregoneria vengono celebrati in Italia - e soprattutto nel settentrione - tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, periodo che coincide con il fenomeno rinascimentale e con il Manierismo. Ciò significa che gli artisti, rappresentando streghe, demoni o personaggi mitologici sinistri - non occupavano tanto zone immaginarie o fantastiche, ma trasferivano spesso sulla tela o sulle tavole immagini desunte dalle voci popolari o diffuse dai sacerdoti o provenienti dagli interrogatori processuali. Le fonti erano pertanto molto vicine. E tutta la società dell'epoca era fortemente permeata da una visione magica del mondo, che si intersecava con le acquisizioni scientifiche reali

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Amit Bar, metti una bella modella a passeggiare tra i dolmen di 3000 anni fa. Il video

Amit Bar, fotografo, bodypainter e autore di video satirici sui punti di incontro tra il luogo comune del nudo e i luoghi storico-panoramici - che l'autore rende sempre divertenti ed efficaci - ci porta oggi a cogliere l'unione tra una giovane e bella modella con il paesaggio dei dolmen olandesi. Le superfici arrotondate e femminili del tetto megalitico trovano rispondenza nella sinuosità della ragazza in posa

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Incubi erotici e poltrone impudiche di Dorothea Tanning, ottima artista e moglie di Max Ernst

Erano una coppia splendida. Lei giovane radiosa, sorridente, creativa; lui magro, con i capelli ormai bianchi, ma un vigore tutto giovanile. L'immagine di Max Ernst ha probabilmente schiacciato, in anni di maschilismo, quella della moglie, Dorothea Tanning (Galesburg, 25 agosto 1910 – New York, 31 gennaio 2012). Pittrice, poetessa e scrittrice statunitense, ha disegnato anche dei costumi per balletti e per il teatro e si è inoltre dedicata alla scultura. La qualità delle sue opere surrealiste è altissima, al punto che le sue quotazioni - come potremo vedere in fondo alla pagina - sono salite, superando il milione di dollari per un dipinto. Straordinaria pittrice, sotto il profilo della tecnica, Dorothea svolse un ottimo, inappuntabile lavoro sulla psiche femminile, e sulle sue ossessioni nascoste

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Il sonno di Endimione e la luna nei quadri. L’amore come purezza. Casta diva

La rappresentazione di Diana è molto spesso servita, a livello simbolico, a raffigurare la purezza sessuale delle monache, come accade nella stanza della Badessa, a Parma. La luna, insomma, come canterà Maria Callas, e' una casta diva, una casta dea che non potrà mai conoscere l'abbandono erotico Numerose sono le versioni del mito greco. Ma ciò che a noi interessa è il significato allegorico di questi dipinti, chiamati a rappresentare amori impossibili, alimentati nonostante la distanza. Secondo una delle versioni più note - e semplici - del mito di Endimione, fu la sua bellezza ad attrarre Selene, la dea della luna, che si innamorò di lui. Per poterlo vedere per sempre gli diede il sonno e la giovinezza eterni

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Sai cos’è la Romantikstrasse austriaca? Paesaggio e cultura, estate romantica. Il percorso

Il profumo dell'uva, del vino, delle mele si uniscono, nell'aria fresca e pura, al sentore di resine. Placida Romtantikstrasse austriaca. Vi sono pochi luoghi al mondo così tranquilli, lindi, gioiosi, riservati, musicali, pittorici, ricchi di cultura architettonica, musicale, libraria e materiale. Non ci sono luoghi così pittoreschi, lungo una strada che si dipana morbidamente, senza urgenze, tra vigneti, castelli, abbazie, piccoli borghi, laghi con salici nei quali si specchiano antiche abitazioni. Unisce, tra colli e pianure, la Salisburgo di Mozart e delle millenarie miniere di sale, alla Vienna eterna. Il sale portò ricchezza e civiltà. Luoghi sui quali brillano migliaia di infinite bellezze, che raggiungono anche le tavole

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Yoshiro Tachibana, storie di donne-Dee del giapponese dalla dolce malinconia. Il video

Quando arrivò in Galizia trovò molti elementi in comune tra quella terra e il suo luogo d'origine. Un posto strano, con gente malinconica e silenziosa e rimase a Muxía. Costruì la propria casa aiutato dai vicini e conobbe Paz, che sarebbe diventata sua moglie. Sotto il profilo artistico, osserveremo alcuni dipinti che rinviano a Klee - nella prima parte del filmato - e un progressivo instaurarsi di un profilo onirico più orientato al sogno lieve, mitologico, come luogo di instabilità del bello, con situazioni edeniche simili a quelle di Chagall

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Emilio Longoni, il pittore che studiò gioie e malinconie dell’infanzia, tra Ottocento e Novecento. Il video

I quadri più intensi di Emilio Longoni si riferiscono all'infanzia, ai giochi, ai momenti trasognati vissuti dai bambini e resi con una notevole penetrazione psicologica. Nel bambino egli vede ciò che siamo in potenza ma al tempo stesso quanto abbiamo perso in chiaroveggenza passando attraverso le porte strette dell'adolescenza e dell'età adulta. Il giardino perduto è in fondo è quello. Emilio Longoni  (1859-1932) nacque a Barlassina il 9 luglio 1859, quarto di dodici figli. Sin da bambino provava una grande passione per la pittura. Dopo aver finito le elementari, fu mandato a Milano per lavorare. Dal 1875 al 1878 frequenta l'Accademia di Brera, dove ha ricevuto molti premi

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