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Articoli pubblicati in “News”

Odiare Picasso

Il dottor Rau documentò attraverso la sua collezione sei secoli di grande arte, escludendo il maestro catalano colpevole di eccessi pittorici. Marc Restellini, co-direttore del Musée du Luxembourg, risponde alle domande di Stile

Caro restauratore, sei apocalittico o integrato?

James Beck polemizza con i “ricostruttori” in nome della leggibilità ad ogni costo e propone, in alternativa, facsimili virtuali - “In realtà” osserva Andrea Galeazzi “non è l’intervento in sé che viene escluso, ma si mette in discussione il principio che un’idea generica di leggibilità possa essere la motivazione dell’intervento stesso - “Il problema è di base: manca, in Italia, una comune cultura del restauro, ed il modo di rapportarsi al patrimonio artistico rimane un dilemma insoluto”

Panza di Biumo: "Unita' delle arti, sorgente di emozioni"

“Penso che ogni opera” afferma il grande collezionista “non debba essere interpretata quale oggetto singolo e indipendente, ma vada inserita in un preciso contesto, integrata con l’ambiente e lo spazio. Come nel Rinascimento, quando l’artista era insieme pittore, scultore ed architetto” - “Amo il Minimalismo perché cerca di coniugare la sapienza del fare ed un costante riferimento al pensiero alto della creazione” - “Rimpianti? Non aver capito in tempo il genio di Warhol e di Klein”.

Studiare l'arte nel tempo che cambia

Prosegue la nostra indagine sul futuro della storia dell’arte - Per Fernando Mazzocca, “la figura dello studioso completo è ormai un ricordo del passato. Oggi abbiamo specialisti sia in senso temporale-cronologico che in relazione ai diversi settori” - “La dimensione del virtuale comporta enormi vantaggi, ma il rischio è l’appiattimento della dimensione storica” - “Le mostre coinvolgono un pubblico sempre più vasto; rimane, in Italia, il problema di una quasi inesistente educazione, e di una sottovalutazione del ruolo dei musei".

Baj: "Che noia questa Biennale dell'eccesso"

Uno dei protagonisti dell'arte contemporanea italiana spara a zero, in questa intervista, sulla mostra veneziana - la Biennale, afferma, non ha più niente a che fare con le arti plastiche e figurative, che sono arti della contemplazione e del silenzio, ma piuttosto col desiderio di creare un evento di traduzione mediatica di cui parlino tutti, e passata l'eccitazione iniziale, non interessa più a nessuno.

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