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Paolo e Francesca, come cambia nella pittura e nel tempo la concezione di amore e tradimento

Dante dovette condannarli all'Inferno perchè Paolo aveva violato il comandamento che imponeva di non desiderare la donna d'altri. E lei, consenziente, era sua cognata, la moglie del fratello. Nonostante il grave, tremendo peccato, pagato da entrambi con la morte, Dante prova un moto di commozione per questi due amanti. L'amore può vincere su tutto o esiste un limite? Abbiamo percorso la storia della pittura, analizzando l'iconografia di Paolo e Francesca. E' nell'Ottocento maturo che assistiamo a un notevole stacco anti-moralista. Vincit omnia amor. E prima. Aprire il link di Stile arte

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Il significato dell’ariete nell’arte. Perchè il montone è santo e il caprone demoniaco

Mentre per quanto riguarda il segno zodiacale e la cultura antica, il maschio della pecora rispecchia il carattere combattivo che ha, in natura, nell'ambito dell'iconografia cristiana l'ariete ha una duplice valenza che allude a un piano sacrificale per un nuovo patto con Dio e, al tempo stesso, al richiamo dei fedeli alla guerra, o comunque sia, all'impegno di convergenza dei singoli nel gruppo. Allora farai bruciare sull'altare tutto l'ariete. È un olocausto in onore del Signore, un profumo gradito, un'offerta consumata dal fuoco in onore del Signore.(Esodo 29,18). Le corna di questi animale, utilizzate come strumento a fiato, portavano all'unità degli ebrei di fronte a un pericolo o costituivano un strumento rituale

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Il disegno di Marylin Monroe. Si raffigurò nuda e scrisse il titolo: “Donna che attende con le gambe aperte”

Marilyn realizzò un autoritratto semplice ma inequivocabile per Aronson. Un'opera rapida che voleva essere un invito esplicito nei confronti di quello che era divenuto l'amico di famiglia. Sul foglio la Monroe disegnò, con una sanguigna una figura femminile con le gambe aperte e provocatoriamente pose la didascalia. Eccone la traduzione letterale:" Per Boris - attesa - chiedendo - donna Marilyn Monroe Miller"

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Mantegna, il quadro ricongiunto e altri capolavori alla Carrara di Bergamo

Ogni figura ed ogni oggetto della composizione è concepito come un’entità distinta delimitata da un contorno preciso e collegato ad altre figure in virtù delle relazioni spaziali che la prospettiva e l’illuminazione implicano: la figura di Cristo nel momento dell’uscita trionfale tra lo sconcerto dei cinque soldati è correlato allo strapiombante paesaggio roccioso in cui si svolge la scena. E’ possibile immaginare quale fosse un’altezza originale della tavola di notevole qualità grazie ad elementi oggettivi. L’opera presenta a sinistra un listello aggiuntivo, visibile chiaramente per la diversità di tonalità della vernice. Grazie ad una copia conservata nei Musei Civici di Padova, è possibile integrare digitalmente questa parte mancante riportando la Resurrezione in coincidenza con quella della discesa al Limbo

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Un programma di mostre internazionali per l’artista Clelia Adami, a partire da Milano

Il gallerista Arman Golapyan, grazie al suo intuito, definito da lui stesso "come la mia fortuna", ha individuato e convinto l’artista Clelia Adami ad accettare la presentazione delle sue opere in tutto il mondo iniziando da Milano. Opere che la pittrice bresciana non aveva intenzione di mettere sul mercato, poichè realizzate solo per il piacere personale di un’artista che si è dedicata alla famiglia.Oggi, Clelia Adami, nata a Brescia nel 1983, formatasi all’Accademia di Belle Arti “Santa Giulia di Brescia, mamma di quattro bambini, è inserita nel progetto imprenditoriale e di mecenatismo di Arman Golapyan

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Leda e il Cigno nell’arte – Il significato dell’allegoria sessuale, il filmato

In pittura il mito di Leda e il cigno rappresenta l'intraprendenza sessuale maschile, in base alla quale, originariamente, anche l'inganno risulta lecito per giungere all'unione sessuale. Sotto il profilo iconografico il successo di Leda giacente posseduta dal cigno è legato all'immagine traslata dell'accoppiamento tra uomo e donna, coperto dall'allegoria del mito. Sotto il profilo simbolico rappresenta - e forse un tempo propiziava - la potenza sessuale maschile.

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Annibale Carracci. Il pittore malinconico e depresso che superò i dialetti, inventando l’italiano in pittura

La "Riforma dei Carracci" è una riforma della lingua pittorica. L'Italia parlava diversi linguaggi pittorici diversi, diversi "dialetti". La prima cosa che uno storico dell'arte compie dinnanzi a un dipinto è quella di individuarne l'area di appartenenza (lombarda, veneta, toscana). Ciò significa riconoscere un accento, quello legato a una data zona. Con i Carracci non è possibile. La loro ricerca, ed in particolare quella di Annibale, è connotata dallo studio e dalla interpretazione delle varie scuole (da Correggio a Veronese, da Tiziano e Giorgione a Raffaello, ecc.). Così facendo danno vita ad una "lingua" sconosciuta che miscela, al suo interno, i vari elementi, rendendoli singolarmente irriconoscibili.

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Vermeer – Psicologia, perché siamo attratti dalla Ragazza con l’orecchino di perla?

La potenza sviluppata da quell’icona si basa sul comportamento della giovane donna, che presentandosi quasi di spalle, ruota il collo, guardando quello chi sta dietro di sé e abbandonando poi la pupilla in uno spazio trasognato. Girare la testa non appartiene alla tradizione posturale della donna. Ne rappresenta un’eccezione amorosa, giustificata esclusivamente da un intenso interesse suscitato dal maschio.

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Cos’è il bisso? E’ la preziosa seta di mare. “Salvate il mio museo” dice l’ultima tessitrice. Il video

"Incontriamoci e parliamo delle maestrie che non vanno perdute. L'Italia è un Paese d'arte". E’ l’appello che attraverso l’Adnkronos Chiara Vigo, ultimo maestro di bisso al mondo, lancia al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Sessantuno anni, sarda di Sant'Antioco, Chiara è rimasta l’ultima depositaria dell’arte di quel filo d'oro che da millenni lega l'uomo al mare.l bisso è una fibra tessile di origine animale, una sorta di seta naturale marina ottenuta dai filamenti che secerne una specie di molluschi bivalvi marini (Pinna nobilis) endemica del Mediterraneo volgarmente nota come nacchera o penna, la cui lavorazione è stata sviluppata esclusivamente nell'area mediterranea.

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