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Prima e dopo. Vestita e nuda, forbici e fili. Taglio. Per ritrovare la sorella morta. Hilla Kurki. Il video

Racconta: "Esistono solo due tipi di storie: dalla vita alla morte e dalla morte al mondo dei vivi. Dopo che mia sorella è morta, ho sentito di essere intrappolata in un limbo, nell'aldilà, che apparteneva a qualcun altro. Non l'ho solo persa, mi sono persa. La serie Of Loss and Lightness narra una storia di navigazione attraverso il dolore. Usando il mio corpo e gli abiti della mia defunta sorella, esamino la relazione tra ricordi e materiali. Gli oggetti possono contenere emozioni? E si può accedere a queste emozioni racchiuse intervenendo sulla loro materialità?"

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Ramona Zordini, quelle splendide lastre dell’amore fossile

E' come osservare le danze sessuali tra due ammoniti trasformate nell'interagire eterno di due grandi corpi fossilizzati; stavano accoppiandosi, durante la sciagure telluriche? E in questi ragazzi e ragazze non c'è pelle, non c'è guizzo; nessuna parola sussurrata, nessun amore, ma il pieno accesso all'anti-eros di De Sade e di Bataille. Il sesso distruttore. Per quanto plastiche e giovanilmente bellissime, le figure maschili e femminili  -  sono inserite in questi acquari dominati dall'anossia; ed è il senso di soffocamento a imperare e a rendere molto difficile che si sviluppi, nell'osservatore, un semplice pensiero erotico. Che diremmo dovessimo vedere donne e uomini iguana. uomi e donne coccodrillo? Se ragazzi e ragazze si trasformassero in serpenti, in un terrario acquario? I volti restano sott'acqua,  oppure ne sono al limite; i corpi avvertono questo punto estremo di collocazione e anziche colloquiare carnalmente tra loro, pongono una tensione inquietante al termine della danza sessuale, condotta senza interagire con l'altro/a a zordini 7 

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Tutto su Christo – Lago d’Iseo, vita, lavori, come finanzia le mega-opere, quotazioni e intervista

La filosofia di Christo non è mutata dopo la morte della moglie amatissima e collega Jeanne. In un'intevista a Stile arte, Jeanne spiegava che ogni intervento da loro realizzato è completamente autofinanziato, anche se comporta ingenti investimenti. La scelta dell'autofinanziamento equivale a quella della libertà. Non rispondere a nessuno - già sono numerosi i vincoli imposti dalle Soprintendenze o dagli enti preposti alla sicurezza. Autofinanziamento significa vendere disegni, collage, progetti degli inteventi svolti nel mondo (per le quotazioni deille opere di Christo, potete andare a fine pagina e vedere i risultati d'asta)

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Si schiudono le uova covate dall’artista francese Abraham Poincheval. Il video

La sofferenza e la straordinaria applicazione sono i criteri che presiedono le opere dell'artista francese Abraham Poincheval. Una sofferenza che sfiora il disumano. L'ultima performance si è tenuta nell'aprile 2017 all'interno degli spazi del museo di Tokyo a Parigi. Il giovane artista si è rinchiuso in una struttura di plexiglass, coperto da un piumino, ed ha iniziato a covare dieci uova. Una sfida, per certi aspetti grottesca, che ha messo a dura prova il suo protagonista. Il riposo concesso, infatti, non è stato più di mezz'ora al giorno. Le uova, per schiudersi, devono essere mantenute a una temperatura costante che è lievemente superiore a quella dell'essere umano due punti: 37°. Per surriscaldarsi, Poincheval ha così dovuto coprirsi a dismisura. Il 18 aprile, il primo risultato con la schiusa di un uovo. Lui ha commentato questo evento con entusiasmo, poiché la nascita del pulcino l'ha fatto sentire all'interno della materia. Naturalmente, al di là del riconoscimento delle estreme capacità di sofferenza dimostrate dall'artista stesso in diverse occasioni, si apre la discussione sul medium e sulle finalità dell'arte, sempre più un fenomeno destinato a suscitare scalpore e sorpresa per forare il guscio impenetrabile dei mass media

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Milo Moirè – L’arte di deporre uova colorate dalla vagina. Il video

Essa non agisce più semplicemente con il corpo, ma sul corpo, lambendo pertanto le performance della citata Abramovich attraverso esperienze che fanno pensare all'autolesionismo. Poichè la semplice nudità non bastava più, Milo ha deciso di svuotare le uova di gallina, di siringarle con colori acrilici e di inserirle nella vagina, per poi eiettarle su una carta dove si spezzano, sprizzando colore. Il foglio, terminata la perfomance viene piegato in due ottenendo un disegno informale che ricorda spesso, poichè simmetrico, l'apparato genitale femminile interno, dominato dalle ovaie, nelle tavole anatomiche

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Ideologia e natura, la Piccola italiana in divisa e nuda. L’opera di Mauri

Ideologia e Natura, 1973, è una performance realizzata alla Galleria Duemila di Bologna. La performance mette in contrasto la morbidezza vitale della natura e la durezza della divisa imposta di Piccola italiana, legata al Fascismo. Per evidenziare questo contrasto ideologico la ragazza si spoglia e si riveste diverse diverse volte davanti allo spettatore. All'inizio lo spogliarsi e il rivestirsi avviene secondo un ritmo che potremmo definire naturale. Successivamente, al ritmo di un metronomo, l'operazione avviene in modo sempre più automatico, illogico e lontano dall'evidenza del corpo

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Stefania Zorzi, legami. Fili, sesso, cuore e tutti i nostri cordoni. Che ci fanno vivere, che ci fanno morire

Dove giungono queste corde questi cordoni, questi nodi, questi fili sottili o spessi che congiungono un giovane corpo leggiadro a un'oscurità interna, un qualcosa di buio e di caldo. Stefania Zorzi, ossessione, sorriso, grottesco, compie un'esplorazione di sé, raccordandola all'idea di corpo, nella nostra cultura. Molto femminile, per altro. Molto di donna. Ora dovremmo risolvere questo bel problema, bello nel senso estetico, di tutti questi cordoni che appaiono nelle opere di Stefania. Essi non si riferiscono tanto e soltanto ad accordi di sangue pattuito che legano sentimentalmente la donna all'uomo e/o eccetera eccetera. Ma sono viscere essi stessi

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Migliaia di meravigliosi universi in uno studio 3×6. L’arte di Jee Young Lee

Crea e distrugge una miriade di incredibili paesaggi di fantasia. Immortala scene fuori dal tempo. I suoi scatti stanno facendo il giro del mondo e sono sempre più richiesti. "La mia arte è una via di fuga - spiega l'artista - dal grigiore, dalla frustazione e dalle repressioni sociali che caratterizzano il nostro mondo. E' un modo di evadere dalla realtà e di scrollarsi di dosso tutto il peso della vita di tutti i giorni".

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La body art in Spostamenti progressivi del piacere di Robbe-Grillet

Onirico, inquietante, a tratti satirico. Ancorato a una tradizione dell'eros che è tutta francese e che si deve allo sviluppo novecentesco dei romanzi libertini del Settecento e agli studi di Bataille. Spostamenti progressivi del piacere (Glissements progressifs du plaisir) è un film del 1974 diretto da Alain Robbe-Grillet, che venne fatto sequestrare dalla magistratura italiana. La vicenda narrata - che è una sorta di incubo - contiene diverse citazioni di arte contemporanea tra le quali le Antropometrie, performance nelle quali alcune modelle, secondo le direttive di Yves Klein, si "intingevano" nel colore per poi stendersi su tela lasciando così un'impronta che l'artista definiva «traccia di vita". Yves Klein (Nizza, 28 aprile 1928 – Parigi, 6 giugno 1962) è stato precursore della Body art. L'esasperazione del sesso e del sogno corporeo - che rimane in realtà sospeso in una dimensione di voyeurismo - è l'oggetto del film di Alain Robbe-Grillet, che si sviluppa lungo un percorso solo all'apparenza simile a quello di un poliziesco, ma che, in realtà, procede come lo sviluppo oniroide degli slittamenti del piacere che coinvolgono ogni persona che entra in contatto con Alice, una giovane prostituta accusata di aver ucciso un'amica, nel letto

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Picnic di Fabio Mauri: guerra e rancio nella galleria d’arte. E un film di guerra proiettato su corpi nudi. Il video

"Come in un unico lungo fotogramma preso da un film di guerra - scrive Dora Aceto - due ragazze, adombrate dalla presenza di un giovane soldato, un ‘marmittone’, distribuiscono ai presenti un brodo caldo, confortevole (o una pasta e fagioli). Sul dorso di una giovane donna viene mostrato il film “La ballata di un soldato” del russo Grigorji Chukhraj. Mauri espone qui molte opere nuove sul tema della guerra e della pace come involontaria attesa, utilizzando reperti originali o di uso comune del periodo bellico. Un’attesa di qualcosa di vitale, non triste, ma che non riesce a evitare la violenza crudele e irriguardosa del conflitto"

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