Pittura del Novecento

Amerigo Bartoli – Le ovattate delizie della provincia italiana

Un lavoro, quello di Bartoli, tutto soffuso da quel sentimento leggero e talvolta struggente che egli stesso definiva come “gioiosa malinconia”, presente, in ognuno dei generi “classici” da lui affrontati, dal ritratto all’autoritratto, dal paesaggio (specie quello umbro) alla natura morta, dal nudo alle scene di vita, le quali rievocano il “suo” piccolo mondo antico e provinciale, raccontato con una sorta di sguardo incantato e con una sottile vena ironica

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Emil Nolde quotazioni gratis

Dissolse la forma, partendo da Van Gogh e da Munch, per fare della pittura un atto interpretativo e soggettivo. Per questo fu oggetto della persecuzione di Hitler, che riteneva l'arte un mezzo di comunicazione primario e assoluto, incardinato a un'arte iconica tradizionale. La tenuta della forma - e, anzi, il suo rafforzamento - era, per il dittatore, un elemento centrale dell'atto che plasmava l'anima della nazione nazione

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La tecnica di Hopper, così attraverso disegni successivi raggelava ogni sentimento

Ogni opera del maestro americano, interprete di un'esistenzialismo doloroso, privo del ribelissimo dell'esistenzialismo europeo, ma conchiuso in se stesso, nell'immane dolore dell'incomunicabilità, nasce da un raggelamento proegressivo dell'idea pittorica. Osserveremo che il maestro statunitense opera come un pittore antico o come un pittore accademico, attraverso diversi passaggi che non sono solo tecnici.Egli, generalmente fissa, probabilmente cogliendola da una situazizone reale, un'idea, a matita o con il carboncino. Nella seconda fase passa a un disegno più dettagliato nel quale inizia a raggelare la posa, paralizzare il movimento delle sue figure, ad eliminare ogni tratto che possa riferirsi a una quotidianità superficiale

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