Pittura antica

Fai clic. La neve e il ghiaccio, i pattinatori, le trappole per uccelli. Cammina nel quadro di Bruegel. Lente magica

Al cospetto di un dipingo fiammingo, un paesaggio - intendiamo - si prova una sorta di desiderio infantile  di essere all'interno del dipinto. Di osservare, ad esempio, cosa stiano facendo le piccole figure. Di vederne i volti. O capire qual è la forma di decorazione di una chiesa o di un una casa. Eccovi accontentati, più sotto con la possibilità di entrare nell'opera, di percorrerlo e di ingrandirlo, fino ad arrivare alla craquelure della tavola. Il Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli è un dipinto a olio su tavola (38x56 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1566 e conservato nel Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles

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Come fu dipinta la Gioconda. Perchè quel sorriso? Leonardo voleva dipingerla mentre rideva, ma gli fu impossibile

In particolare risulta degna di considerazione l’individuazione, alla base degli strati di pittura, di un apprestamento sommario del ritratto basato sull’incisione del supporto. Una sorta di mappa della fisionomia con la quale l’artista aveva ripreso, nei suoi elementi lineari fondamentali, la verità della donna che aveva di fronte

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Il teschio degli Ambasciatori. Perchè quel quadro? Com’era collocato?

Nel dipinto di Hans Holbein intitolato “Gli ambasciatori” (1533). Il disco fortemente scorciato che appare obliquamente, in sospensione sul pavimento, è, come ben sappiamo, la raffigurazione di un teschio... Ma come era collocato il quadro e quale funzione poteva avere nella sala del castello in cui era stato sistemato?

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Annibale Carracci. Il pittore malinconico e depresso che superò i dialetti, inventando l’italiano in pittura

La "Riforma dei Carracci" è una riforma della lingua pittorica. L'Italia parlava diversi linguaggi pittorici diversi, diversi "dialetti". La prima cosa che uno storico dell'arte compie dinnanzi a un dipinto è quella di individuarne l'area di appartenenza (lombarda, veneta, toscana). Ciò significa riconoscere un accento, quello legato a una data zona. Con i Carracci non è possibile. La loro ricerca, ed in particolare quella di Annibale, è connotata dallo studio e dalla interpretazione delle varie scuole (da Correggio a Veronese, da Tiziano e Giorgione a Raffaello, ecc.). Così facendo danno vita ad una "lingua" sconosciuta che miscela, al suo interno, i vari elementi, rendendoli singolarmente irriconoscibili.

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Vermeer – Psicologia, perché siamo attratti dalla Ragazza con l’orecchino di perla?

La potenza sviluppata da quell’icona si basa sul comportamento della giovane donna, che presentandosi quasi di spalle, ruota il collo, guardando quello chi sta dietro di sé e abbandonando poi la pupilla in uno spazio trasognato. Girare la testa non appartiene alla tradizione posturale della donna. Ne rappresenta un’eccezione amorosa, giustificata esclusivamente da un intenso interesse suscitato dal maschio.

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Nubi, nuvole e cielo nell’arte – Nei quadri indicano i cambiamenti della visione del mondo

Il tratto filosofico che domina l’ampio segmento d’ogni epoca incide in maniera vincolante nell’ambito della rappresentazione; e l’indicatore del cielo - come elemento scenografico maggiore, dotato del potere di irradiare luce e di permeare ogni angolo del dipinto - gioca un ruolo centrale nel delineare gli snodi del pensiero

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Il significato del pesce e dei pesci nella religione

Le Symbolisme de la nature (1864) di monsignor De la Bouillerie - arcivescovo di Berga e coadiutore della diocesi di Bordeaux - è un raro dizionario ragionato dei simboli della natura, animata e inanimata, che coglie, attraverso i testi biblici e patristici, la stretta connessione tra la Parola divina e gli elementi naturali, indicando precisi percorsi interpretativi a chi si accinga alla lettura di testi di matrice religiosa. Proseguiamo la pubblicazione di alcuni stralci dei preziosi volumi

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Cosa vuol dire “fare le fiche” o “far le fighe”. Il gesto della Divina Commedia

In questo modo si rappresenta l'organo sessuale femminile - la fica o figa, nel gergo volgare- che viene posseduto dal pene rappresentato dal pollice. Esso è un gesto di sopraffazione, come sopraffazione era intesa, un tempo il rapporto erotico tra uomo e donna. Il maschio dominante si riferisce in questo modo alla potenza del suo pene e della sua figura, lanciando un messaggio di dominio territoriale

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