Pittura antica

Colorismo in pittura – Il colorismo veneto. Definizione, concetto ed esempi

Il colorismo è una modalità tecnico-pittorica - che ha caratterizzato, in passato soprattutto la scuola veneta - che assegna all'atto pittorico un'importanza maggiore rispetto al reticolo disegnativo steso, in preparazione, sul supporto del dipinto. La pittura viene così generalmente stesa senza che sulla tela o sulla tavola, al contrario della pittura dell'Italia centrale, molto vincolata al disegno - sia realizzato un minuzioso disegno preparatorio. Sicchè si può affermare che mentre i grandi maestri del rinascimento fiorentini o romani, di fatto, coloravano un disegno, restando ad esso vincolati, i veneti procedevano a plasmare la luce-colore con minori vincoli, utilizzando più il pennello che il lapis o il carboncino.

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Quando nei dipinti irrompeva l’homo selvaticus. Mostro? Buon selvaggio? Marsia? Santo?

L'immagine medievale di un uomo irsuto con la clava in mano. Chi era questo personaggio inquietante?In molti casi nella pittura di derivazione araldica, come in alcune opere di Albrecht Dürer rappresenta un guerriero brutale che disconosce le regole cavalleresche e che, comunque, travolge il nemico. Poi, redento, diviene simile ad un eremita che protegge le comunità disperse sui monti. d’un nerboruto essere peloso che al principio era un dio

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Rembrandt sognava che la sua vedova ne bevesse le ceneri in una coppa come Artemisia

Rembrandt si pensò morto e immaginò di essere incorporato dalla moglie Saskia, come Mausolo che era finito nella coppa dell’adorata Artemisia, emblema della fedeltà coniugale. Un amore che va al di là della morte. Un sentimento che porta all’incorporazione del defunto, alla trasformazione della polvere in carne. Artemisia riceve le ceneri di Mausolo è un dipinto realizzato da Rembrandt nel 1634. Un’opera che racconta una storia sentimentale senza fine. Il titolo è stato posto al quadro in un tempo successivo alla sua esecuzione, anche se la critica non converge unanimemente sull’identità del soggetto

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Ambroise-Louis Garneray – L’avventurosa vita del pittore corsaro citato da Melville

Ambroise-Louis Garneray ebbe una vita avventurosa. Fu marinaio a tredici anni, soldato, mercante, negriero. Al fianco del terribile Surcouf assalì e depredò le navi degli inglesi, suoi mortali nemici. Poi decise di raccontare quelle mirabolanti imprese con pennelli e colori…Le opere del pittore francese con tale soggetto furono ampiamente descritte ed elogiate da Herman Melville nel Moby Dick

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Ahi, troppo desiderio. I messaggi nei ritratti di fidanzamento dei giovani del Cinquecento

I ritratti di fidanzamento. Così i nostri antenati eternavano il proprio sentimento. Sguardo languido, atteggiamento rilassato e qualche scritta vincolante. Come quella evidente del Rondani o quella misteriosa, affidata al greco antico, del Moretto. Entriamo nelle trame dell’eros e della tela

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Palazzo Te: gli affreschi che emozionarono Vasari e che vibrarono fino alle pagine di Shakespeare

"Si pensi mai uomo vedere di pennello cosa alcuna più orribile o spaventosa, né più naturale...Giorgio Vasari, nelle sue Vite, lo definisce “dotato dalla natura, erede del graziosissimo Raffaello si’ ne’costumi, quanto nella bellezza delle figure nell’arte della pittura”. La fama raggiunta a Roma lo fece conoscere nelle più importanti corti italiane, e sul finire del 1524 Federigo Gonzaga, primo duca di Mantova, lo fece chiamare nella città lombarda per dare inizio alla costruzione e alla decorazione di Palazzo Te.

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