Pittura antica

Il sarto, architetto dell’universo. Evoluzione degli abiti del Cinquecento

L’ABITO DIPINTO - L’abito di fine Cinquecento si configura quale “artificiosa costruzione”, elaborata per proporre un’alternativa al corpo e creare una sorta di bellezza formale che sostituisce la naturale all’insegna del “finto”. E ciò in piena sintonia con l’architettura manierista

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I messaggi cifrati nel quadro dell’Apparizione della Madonna della Stella del Romanino

Maria era apparsa il 31 maggio 1536 nel territorio bresciano, sullla sommità di una collina, al pastore pastore Antonio de Antoni, di Gardone Valtrompia, che pasceva il gregge di Bonomo Bonomi. Il pastore pregava, mentre conduceva le pecore, tenendo tra le dita la corona di un rosari. Improvvisamente vide davanti a sè un grande stella luminosa, che era più radiosa del sole e, al centro di essa, la Madonna che reggeva il bambino in braccio

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Speleologia dei significati: esplora con noi i cunicoli più profondi della Vergine delle Rocce

Dice Claudio A. Barzaghi:" Data l'imponente messe di lavori, sembra quasi impossibile pensare che vi siano ancora zone rimaste in ombra, eppure mi è sembrato che fossero rimasti relegati in un cantuccio proprio due aspetti chiave - sui quali io stesso non ho operato fino in fondo con la giusta acribia -, affrontati i quali si sarebbe potuto sciogliere l'enigma (posto che l'opera celi effettivamente un enigma) con maggior facilità e senso logico: la vera identità della figura alata sulla destra del quadro, con il suo conseguente e determinante contributo alla narrazione complessiva, e l'innegabile dato ambientale determinato dal fatto che l'opera (indipendentemente dal suo non del tutto accertato destino) fosse stata realizzata a Milano e con buona probabilità per Milano". Le analisi, le spiegazioni

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Il quadro astratto di Apelle che era un cult per i Cesari

L'amore per l'arte concettuale ed astratta, rappresentata in un quadro, risale almeno ai tempi di Giulio Cesare. Due linee tracciate da Apelle su una ravola vuota suscitarono, come il taglio di Fontana, ammirazione e consensi. Oltre ai motivi di pulizia estetica che rasentavano l'ordine estremo del nulla, l'opera era ammirata anche perchè dotata di un'ottima griffe, quella del pittore greco Apelles ( Colofone ca. 375-370 a. C.– fine IV secolo a.C.). Attorno al quadro, come accade a certe opere astratte, fu tramandata o artatamente costruita dal mercante che aveva piazzato l'opera la narrazione di un vicenda prodigiosa sotto l'aspetto pittorico. Due linee indicavano l'autografia di Apelle. La terza era invece stata tracciata un un ottimo pittore di Rodi, Protagenes. Il grande Apelle, curioso di vedere le opere del collega, si era recato da lui, senza preavviso aveva trovato lo studio deserto. Una vecchia, che, da un cantuccio, svolgeva opera di sorveglianza dello studio, chiese ad Apelle chi fosse, così da poterlo dire al padrone, quando fosse tornato.

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Mostri, pigmei e lillipuziani eccitati nella pittura nilotica

Dalla pittura ellenistica alessandrina derivano le scene nilotiche romane, che sono caratterizzate da visioni panoramiche a campo lungo, con paesaggi d'acqua e di terra che si mischiano in una sorta di caos primigenio, come avviene nel delta del Nilo, pullulante di animali e di uccelli, di uomini - nella maggior parte dei casi pigmei -, in un coloratissimo melange di vita, di piante lussureggianti, di sabbie, di corsi primari e secondari, tutto descritto pittoricamente o, attraverso le tessere dei mosaici, con una tecnica che risulta, nella maggior parte dei casi, minuziosa

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Servi e anche neri. Arte e pregiudizio

La bianca Giuditta è un’affascinante giovane dai capelli d’oro, rappresentata di fronte, in piena luce; per contro, l’ancella nera è vecchia, nerboruta, immersa in un cono d’ombra da cui trapela un profilo al limite del grottesco e del caricaturale. Si tratta di uno stereotipo cui l’arte occidentale farà ricorso con larghezza.

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Rosalba Carriera e altri – Pigmenti, quando il corpo è un tubetto di colore

Sfoglia l'articolo digitale. Già nel Settecento Rosalba Carriera ricorreva all’urina per preparare i pigmenti. Ma è a partire dagli anni Settanta del secolo scorso che si fa strada in arte la tendenza ad utilizzare le secrezioni umane come materiali esecutivi dell’opera. Ed ecco così tele dipinte col sangue con le feci, persino con il liquido seminale

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Il tonalismo – Cos’è il tonalismo e perchè si differenzia dalla pittura tonale. Tiziano, El Greco, Rembrandt

E' una modalità di rappresentazione della realtà che coglie il comportamento d'azione di una luce colorata - in buona parte dei casi, ma non in assoluto, bronzeo dorata - che intride di sè ogni parte del quadro, modificando le carnagioni dei soggetti e mutando il colore originale degli oggetti. Il tonalismo rappresenta la massima, esasperata azione della pittura tonale, al punto da essere esclusivamente costituito da un colore di luce - tono - che , nei casi più estremi, porta il dipinto ad assumere caratteristiche del monocromo

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