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Pittura antica

Tennis, in un quadro a tema biblico si nasconde la prima telecronaca dipinta

In un’opera fiamminga a tema biblico, inopinatamente compare con grande evidenza un campo di gioco dove si sta svolgendo un incontro tennistica...n un’opera fiamminga a tema biblico, inopinatamente compare con grande evidenza un campo di gioco dove si sta svolgendo un incontro tennistico. Si tratta del primo dipinto conosciuto in cui viene mostrata una gara di questo sport. Del quadro, Gianni Clerici, nel volume 500 anni di tennis, ha rintracciato ben nove differenti versioni

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Giovanni Baglione – Splendori, miserie e quotazioni del pittore diffamato dal Caravaggio

Baglione aveva cercato di adeguare il suo pennello post-rinascimentale alle nuove suggestioni caravaggesche, ma i suoi tentativi di imitazione o di reinvenzione non erano particolarmente riusciti, anche a causa di una commistione tra personaggi della tradizione iconografica antica e l'urgente verità descrittiva di matrice caravaggesca, che entravano in comica, grottesca opposizione. La sua pittura Divino Amore e Amor Profano è una risposta assai impacciata e comica all'Amore vincitore del Caravaggio.

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Raffaello Sanzio: la formazione, gli esordi, i primi quadri

Raffaello Sanzio: certo, la bottega del papà fornisce i primi, elementari indirizzi, ma è poi l’atelier del Perugino a portare il ragazzino a quell’alto profilo che gli consente, già a 17 anni, d’essere considerato un maestro. E i disegni in stile Signorelli parlano anche della collaborazione con quell’artista. A Città di Castello una mostra dedicata agli esordi dell’Urbinate con diverse novità storiografiche

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Tiepolo, l’eredità dissolta

ARTE ED ARTISTI - Il casuale ritrovamento di documenti dell’epoca permette di ricostruire le vicende che portarono in un breve lasso di tempo alla totale dispersione da parte degli eredi dell’ingente patrimonio costruito con oculatezza da Giambattista e da Giandomenico, uniti nel sogno di perpetuare, con la gloria e la fama assicurate dall’arte, il potere economico e lo status sociale della propria famiglia

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François Clouet, la pelle più bella del mondo. Storia, quotazioni gratis, opere

François Clouet ( Tour 1510 - Parigi 1572) fu un ottimo pittore manierista francese. Per manierismo francese si intende l'elemento di fusione di modelli pittorici locali, ancora caratterizzati dagli echi della grande eleganza del gotico, con elementi provenienti dall'Italia, volti a dar maggior corposità e verità ai dipinti. Dalla fusione della cultura artistica italiana e francese, nacque la cosiddetta Ecole de Fontainebleau, che prese il nome dalla foresta vastissima in cui sorgeva il castello di caccia dei re, edificio che fu oggetto di un vasto programma decorativo

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Magnifiche illusioni – Il trompe-l’œil, cos’è? Scoprilo leggendo l’articolo

Nel Seicento in Europa si diffonde il trompe-l’œil, sfida alla perfetta riproducibilità delle cose che assume i caratteri di un genere pittorico totalmente autonomo basato sulla filosofia dell’inganno percettivo. L’olandese Samuel van Hoogstraten nel 1678: “La pittura è una disciplina che consiste nel rappresentare tutte le idee del mondo visibile in maniera da ingannare gli occhi”. Idee che egli metterà in pratica in alcuni strabilianti quadri-manifesto, tra i quali il celeberrimo “Quodlibet” del museo di Karslruhe: un pêle-mêle dove i nastri colorati ed inchiodati al legno - secondo un’iconografia frequentissima nel genere - sorreggono forbici, occhiali, pettini, lettere, sigilli di ceralacca, cammei, e poi penne d’oca mozzate, libriccini, medaglioni d’oro, pennelli, fogli arrotolati e gualciti…"

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Cosme’ Tura, il pittore alchimista

Il maestro ferrarese fu un poeta dell’immagine. “Con la sua luce, i suoi colori - afferma Stephen J. Campbell -, i fantastici paesaggi e le prospettive improbabili, le figure di pietra e metallo, ha conferito all’arte del ’400 inattesi slanci espressionistici "Con la sua luce, i suoi colori, i paesaggi fantastici e le prospettive improbabili, le sue figure alchemiche, fatte di pietra e di metallo più che di carne, Tura è riuscito a conferire alla cultura figurativa una spinta in senso espressionista, unica negli anni a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. La sua poesia a volte cortese e fantastica, altre devozionale e ascetica, fa comparire in ogni sguardo, in ogni smorfia della bocca, in ogni tagliente fisionomia, la traccia della mano e, insieme, dell’individualità dell’artista: una presenza che è essa stessa stata dipinta come fosse l’agente della scrittura

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Diffamazione a mezzo quadro – Guido Reni, il diavolo è un cardinale

Guido Reni dipingendo “San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo” (1636) disegnò Lucifero con le “fattezze” del cardinal Panfili che divenne poi Innocenzo X. Panfili era in disaccordo con la famiglia Barberini. E proprio Antonio Barberini, cardinale di Sant’Onofrio, fratello di Urbano VIII - come riporta lo storico Carlo Cesare Malvasia - aveva commissionato l’opera per collocarla nella chiesa romana dei Cappuccini

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