Pittura antica

Scandalosa Lavinia Fontana. Le difficoltà d’essere artiste nel ‘500. Il video delle opere

Si sposò a condizione di poter continuare la carriera artistica. Lavinia Fontana (qui accanto, nell'autoritratto), pittrice protofemminista, non esitò ad affrontare soggetti “impossibili” per la morale dell’epoca, come i nudi di entrambi i sessi. Per quanto riguarda le opere religiose, esse non furono inizialmente ben accolte: se si tollerava che una donna si “sporcasse” le mani per dar vita a quadri di piccole dimensioni, ben più difficile era accettare che realizzasse una pala d’altare. Lavinia Fontana sconfisse anche questo pregiudizio: una sua pala, eseguita nel 1589, finì addirittura all’Escorial. a lavinia 2

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Le dolci Madonne dell’assassino, Boccaccino reo di uxoricidio

Non si conoscono, purtroppo, i suoi primi dipinti, andati perduti. Quelli ideati ad inizio Cinquecento, invece, ci offrono il ritratto di un autore che inseguiva il modello della grazia. Da una parte un’inclinazione alla mitezza che però nasconde, o così almeno ci raccontano le cronache di quegli anni, un tratto inaspettato, che fa sorgere sulla sua persona sospetti e ombre. Attento ai particolari e delicato, è capace di infondere una profonda dolcezza nelle espressioni e negli atteggiamenti dei soggetti, aspetti che ben presto diverranno il marchio di fabbrica dell’artista

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Alchimia nell’arte

Quanto incise la pratica ermetica nell’iconografia pittorica? Quanto Parmigianino, artista dedito alla ricerca della pietra filosofale, utilizzò simboli di quella disciplina? La mostra di Casalmaggiore e l’intervista a Mino Gabriele consentono un approfondimento di valore

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Vincenzo Foppa e i Caylina. Dynasty tra pittori-parenti e pittori-serpenti

Non semplice lite, ma caso giudiziario senza esclusione di colpi. La vecchia madre dei Caylina, infatti, aveva lasciato in eredità la casa di famiglia, invece che ai figli, a Vincenzo, in cambio del suo mantenimento. Tale volontà fu contestata da Bartolomeo. Già dal 1481 Foppa si era rivolto nientemeno che al duca Gian Galeazzo Sforza affinché fosse interrotto il comportamento molesto del cognato, che non solo lo accusava di non aver rispettato i patti di mantenimento, ma addirittura di aver “venduto la casa di Sant’Agata”

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Nobili, buffoni e dei nell’universo di Diego Velazquez

Felipe V. Garin Llombart, Direttore Onorario del Prado a Stile Arte:I due viaggi in Italia avvennero a distanza di molti anni e furono motivati da ragioni sostanzialmente diverse. Il primo, compiuto tra il 1629 e il 1631, fu il viaggio di studio di un giovane pittore che su invito del suo re giunse a Genova, Venezia, Firenze e poi Roma, per apprendere il più possibile. Il secondo viaggio nella Penisola di Velázquez, avvenuto dopo vent’anni, ebbe una motivazione diversa. Ormai affermato pittore di corte, Soprintendente alle Opere dell’Alcazar e Aiutante di camera di Filippo IV, fu da questi inviato in Italia con l’incarico di selezionare opere d’arte per l’arredo del Palazzo Reale di Madrid, e per convincere Pietro da Cortona a seguirlo in Spagna

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