Pittura antica

Vincenzo Foppa e i Caylina. Dynasty tra pittori-parenti e pittori-serpenti

Non semplice lite, ma caso giudiziario senza esclusione di colpi. La vecchia madre dei Caylina, infatti, aveva lasciato in eredità la casa di famiglia, invece che ai figli, a Vincenzo, in cambio del suo mantenimento. Tale volontà fu contestata da Bartolomeo. Già dal 1481 Foppa si era rivolto nientemeno che al duca Gian Galeazzo Sforza affinché fosse interrotto il comportamento molesto del cognato, che non solo lo accusava di non aver rispettato i patti di mantenimento, ma addirittura di aver “venduto la casa di Sant’Agata”

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Nobili, buffoni e dei nell’universo di Diego Velazquez

Felipe V. Garin Llombart, Direttore Onorario del Prado a Stile Arte:I due viaggi in Italia avvennero a distanza di molti anni e furono motivati da ragioni sostanzialmente diverse. Il primo, compiuto tra il 1629 e il 1631, fu il viaggio di studio di un giovane pittore che su invito del suo re giunse a Genova, Venezia, Firenze e poi Roma, per apprendere il più possibile. Il secondo viaggio nella Penisola di Velázquez, avvenuto dopo vent’anni, ebbe una motivazione diversa. Ormai affermato pittore di corte, Soprintendente alle Opere dell’Alcazar e Aiutante di camera di Filippo IV, fu da questi inviato in Italia con l’incarico di selezionare opere d’arte per l’arredo del Palazzo Reale di Madrid, e per convincere Pietro da Cortona a seguirlo in Spagna

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Padovanino, l’impero dei sensi e della sensualità

Fu un pittore di grande sensualità,che esplorò l'intensità dell'eros, attraverso il recupero - di facciata - di racconti biblici - come Susanna e i vecchioni, Sansone Dalila, Giuditta e Oloferne)o della romanità classica. La sua Carità romana, che rappresenta il prigioniero Cimone mentre succhia il latte dal seno della figlia Pero, che gli fa visita nel carcere e che lo nutre in questo modo per evitare che muoia di fame, è uno dei racconti pittorici più conturbanti

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