Pittura antica

Le ruvide tele dei vagabondi, perché i pitocchi entrarono come icone nelle nobili case

Una devastante situazione economico-sociale, lo sviluppo di una letteratura grottesca che trasformò il povero in un’icona romanzesca. Migliaia di incisioni e di quadri in circolazione. Così i ricchi appesero nei palazzi le immagini dei poveri. Per divertirsi, per meditare e sentirsi favoriti dalla fortuna. Ecco come nacque quella moda lontana e come si sviluppò in direzione della pittura di realtà, che, ai tempi di Pitocchetto, invitava all'assistenza e proclamava la centralità del lavoro, come strumento di salvezza

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Arrivano dal cielo

Dischi luminosi, nubi a forma di sigaro, raggi intensi, navicelle che contengono uomini e donne appaiono, in alcuni casi, nei dipinti antichi. Ciò che gli ufologi ritengono testimonianza di una presenza aliena sono in realtà elementi allegorici sacri

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Eppur si muove, la neuroscienza spiega le magie cerebrali della pittura

Perché trentamila anni fa i pittori del Paleolitico ritraevano la profondità con le stesse tecniche di oggi? E perché i futuristi hanno “fallito” nel tentativo di rappresentare il dinamismo? Prosegue il racconto affascinante dei rapporti che intercorrono tra la fisiologia del cervello e l’espressione artistica. In questo articolo parliamo di spazio e movimento

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Il mistero delle due Gioconde. Una Monna Lisa più giovane? O Ginevra de’ Benci?

La seconda opera potrebbe essere un ritratto di Ginevra de' Benci, protagonista di un celeberrimo dipinto di Leonardo da Vinci. La vicenda complessa dell'opera. La lettura e la transcodifica di presunti anagrammi che consentirebbero una narrazione della vita della giovane donna. Meccanismo che non potrebbe essere distante dal maestro, appassionato anche d'enigmistica

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Le magnifiche slitte inventate e disegnate da Arcimboldo

La fortuna di Giuseppe Arcimboldo , Arcimboldi o Arcimboldus (Milano, 1527-1593), pittore manierista, è legata ai numerosi ritratti impropri ricavati dall’accostamento di elementi naturali – frutti, animali, pesci – o prodotti dell’uomo, che, giustapposti, o visti ribaltati, denotano un volto umano. Grande pittore e disegnatore - pure sotto il profilo tecnico - eccelse nell'invenzione, recuperando alcune suggestioni leonardesche e rilanciandole con arditezza, soprattutto all'interno della corte imperiale di Praga, dominata dall'alchimia e dal pensiero neoplatonico. Di rilievo l'invenzione di diverse slitte sontuosamente decorate, che furono ideate,si pensa, proprio durante il suo soggiorno nella lontana capitale. Eccole

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Francisco de Zurbaran – Non fate del male al povero agnello rassegnato

Fu, soprattutto, intenso interprete di soggetti religiosi, ma dipinse anche nature morte o, animali simbolici, come l'Agnus Dei, che rappresenta il sacrificio di Cristo. La sua pittura si caratterizza per la ieraticità dei personaggi, per il netto e tagliente contrasto tra luce ed ombra, per la monumentale compostezza dei suoi personaggi che paiono ritagliati nel nulla. Dopo un periodo di successo, il suo talento fu offuscato - anche per un progressivo mutamento del gusto, da parte del pubblico, e per il prevalere, nella Chiesa, di un orientamento più sentimentale nei confronti della narrazione pittorica - da quello di Murillo. Zurbarán morì in povertà, dimenticato, nel 1664, a Madrid.

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