Pittura contemporanea

Chi è davvero il misterioso Banksy? Dove portano le tracce della sua identità. Un video lo inchioda?

Banksy, grandissimo artista di street art, ha sempre nascosto la propria identità. Ma testimonianze dei suoi esordi, quando non si firmava con uno pseudonimo e non evitava di apparire in filmini più o meno amatoriali, confermerebbero la completa sovrapposizione tra Banksy stesso e il musicista e writer britannico, di origine italiana, Robert Del Naja, noto anche con il nome di 3D (Bristol, 21 gennaio 1965). Un video girato quando l'artista era molto giovane, costituisce un altro non trascurabile indizio della coincidenza d'identità, desumibile non solo dalle vite parallele dei due personaggi, ma dallo stile pittorico convergente. Non secondario un altro elemento; il filmato che vediamo qui, in fondo alla pagina, è stato postato dal canale youtube StreetArtGlobe, che è, com'è evidente, molto vicino all'ambiente dei writers

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Giovanna Bruschi, sul vertice e nel vortice dello spirito. L’ascesi di Angela in acquaforte

In esse sono ben visibili i tratti dominanti della sua arte, e le varie fasi di un linguaggio maturato attraverso le ambientazioni e paesaggi “totali” e misticheggianti, aderenti alla lezione dei suoi maestri, tra i quali Gerardo Dottori, di cui inizialmente ripropone come leit-motif la formula paesaggistica di «aeropittura» futurista. Ne nascono composizioni ritmiche munite di una grammatica visiva (forme, linee, sfumature) che ripetono moduli decorativi, forme crescenti e decrescenti in ritmi concentrici o radiali espandendosi in senso circolare dall’interno all’esterno o viceversa, forme quindi «assetate d’Oltre» come sottolinea la sua stessa biobibliografia

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Il Piacere d’estate. Mare, eros, spiagge, piscine, letti insabbiati. L’edonismo reaganiano nella pittura di Fishl. Il video

 Visto dall'Italia,  l'artista si rivela appartenente a quel filone postmoderno, che unisce la tradizione al pop e che caratterizza gli anni del cosiddetto "edonismo reaganiano". Le sue opere sono fortemente contrassegnate dal piacere - ma anche dalla sofferenza indotta dallo stesso - dall'estate, dal sesso, dalle spiagge, in atmosfere torride rappresentate da una pittura figurativa, molto rapida nel gesto ed efficace. Curiosa l'esplorazione del mondo delle piscine private e delle feste, molto americane, attorno ad esse, con spiccati richiami eterosesssuali. Da contrapporre alle piscine, eminentemente gay, dell'anglo-americano David Hockney (Bradford, 9 luglio 1937)

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David Hockney, sintesi figurazione-pop-gay nelle amate piscine con nuotatori nudi

Grande successo hanno avuto nel mondo i suoi dipinti di ville e piscine americane, con uomini appaiati e nudi. In queste opere si assiste a una fusione tra una sintesi figurativa, elementi decorativi - l'acqua è un arazzo, una tappezzeria - e l'elemento maschile, che appare sempre come oggetto del desiderio. I suoi dipinti più noti hanno valori che si attestano attorno ai 3 milioni di dollari, come potremo vedere più in basso.

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Gli artisti che dipingono con feci, sangue, sperma, urina e tampone vaginale

Escrezioni e secrezioni. Così l'arte della provocazione è arrivata a manipolare e a utilizzare le sostanze prodotte dal corpo umano come medium tecnico per la realizzazione di corrosive e volutamente ributtanti opere d'arte. Un viaggio tr gli artisti che hanno percorso e percorrono la strada proibita

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Richter cerca il Sublime e l’anti-nichilismo. Sì, è lui, con l’astratto, che tiene in vita la pittura di paesaggio. Il video

Ampie tirature verticali e diagonali forniscono una struttura architettonica che demarca la tela in ciò che può essere letto come due regni binari che solo Richter potrebbe creare: il terreno e il celeste, il fisico e lo spirituale, l'oscurità e la luce, la creazione e la distruzione, il bene e il male e l'equilibrio dei due. Un ricco spettro di pigmenti si illumina con la solennità del vetro colorato, mentre un'esplosione di luce bianca fuoriesce dal profondo strato nero del sottosuolo in una risonante esaltazione. L'interscambiabilità tra luce e oscurità davanti e dietro tra queste lamine eteree, rispettivamente in strisce unite e spalmate e spesse accensioni, destabilizza radicalmente ogni senso di profondità; piuttosto, la frantumazione improvvisativa del colore vibra contro le nostre retine e riecheggia nelle nostre orecchie mentre il timore emotivo e spirituale di questa pittura diventa un'esperienza fisica

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Sei la mia infinita passione. Quando il nudo è eros e pathos. I quadri di Aerni

Tecnicamente molto libero e dotato di una non comune scioltezza pittoricista, Christoph R. Aerni - svizzero, nato nel 1954 a Gäu-Hägendorf - si è misurato spesso - e con efficacia - con il tema del nudo emanante, quello legato più all'arte erosa che alla semplice ricerca di volumi plastici, così perfettamente offerti dalle figure femminili. Le immagini delle sue modelle non esprimono neutralità sessuale, ma coinvolgono lo spettatore in una dimensione di sguardo emotivo. Bella è anche la storia di questo pittore svizzero che, dopo le scuole elementari, è entrato in un una scuola professionale legata al legno e alla scultura, frequentando poi gli istituti d'arte di Basilea, Berna e San Gallo. Dal 1974 al 1979 è stato impiegato come scultore. al 1979 è stato pittore e scultore libero professionista Ha quattro figli adulti e vive a Gunzgen. Il suo studio si trova in un'ex fabbrica, a tre chilometri di distanza Egerkingen

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Cos’è il vandalismo meditato? Donne. Tra iconolatria e iconoclastia contemporanea. Il video

Gen Atem è considerato un pioniere del movimento europeo di Urban Art. Dopo l'era dei graffiti newyorkesi degli anni '80, ha studiato e praticato la filosofia e la calligrafia orientale in un monastero buddista e nel 1999 ha ricevuto la consacrazione al sacerdote Zen. Miriam Bossard vede il suo lavoro artistico nella tradizione del collage classico. L'equilibrio tra l'impressione grafica e la poesia astratta caratterizza il suo lavoro. Negli anni '80 e '90, entrambi vivevano a New York: Gen Atem si esibiva con il suo mentore, l'artista Rammellzee, in spettacoli underground e mostre, mentre Miriam Bossard completava i suoi studi di Belle Arti lì con un diploma di master. Dal 2008 la coppia di artisti ha collaborato e realizzato mostre a New York, Zurigo, Bregenz, Istanbul e Tokyo

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Eduardo Moctezuma, iperrealista. Tre metri di tela per un accuratissimo paesaggio d’Irlanda. Video

L'oggettività di un iperrealista porta il paesaggio, l'oggetto o il volto da rappresentare a un livello così oggettivo, in gara con la macchina fotografica, da annullare programmaticamente ogni mutamento cromatico che la nostra mente percepisce, rifiutando di affrontare la realtà come il rapporto tra una soggettività emotiva e una totalità cangiante. Per questo potremmo dire che l'iperrealista è l'antipode dell'espressionista, ma pure è distante dall'impressionista che trasferiva l'oggettiva emotività di percezione del colore sulla tela. Eduardo Moctezuma è un ottimo, pazientissimo pittore iperrealista messicano. Qui lo osserviamo, in sintesi, mentre realizza un ampio paesaggio irlandese, con valori cromatici piuttosto uniformi, legati alla nuvolosità. Una scelta precisa anche questa, da parte del pittore, che ha voluto, nella scelta del soggetto paesistico, eliminare le fotografie con i colori più accesi in quanto è nella gamma alta che è più facile identificare la presenza della mano umana, che deve essere scoperta dal visitatore solo in un secondo momento. Una prima occhiata deve ingannare: è una fotografia

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Scolpire il quadro con il “machete”. Un’imprimitura spessa di cortecce d’albero e il lavoro di lama in Kiefer

Nei quadri di Anselm Kiefer il passaggio verso il tridisimensionale e la scultura è avvenuto progresssivamente, con il fermo proposito di superare l'inganno ottico della pittura tout court, senza abbandonare la tela. Nei suoi paesaggi ha iniziato ad inserire erba secca e sterpi, in primo piano, passando poi a rametti e, successivamente, a composizioni con cortecce, incollate saldamente al supporto sottostante - preparato con campiture tonalmente realistiche - e lavorate con una spatola lunga, con colpi inferti alla superficie stessa con una gestualità ritmica, che caratterizza i modi della grande pittura novecentesca

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