Stile arte Brescia

Coppia di tacchini bresciani vola su Parigi. Le opere attribuite a Giorgio Duranti abate, pittore-mecenate

Il legame con la passione per la caccia da parte della nobiltà bresciana è evidente. Duranti unì l'osservazione scientifica degli animali - anche quelli da cortile - con la ricerca di un rapporto tra staticità e movimento. Molto spesso i volatili assumono una violenza estrema, su fondale tempestosi e corruschi, nella quale pare di leggere quella determinazione oscura, dalla quale trae forza travolgente lo stesso sentimento bellicoso dell'umanità. Abate, conte e cavaliere, Giorgio Duranti aveva studiato scienze e musica. Era conosciuto come eccellente suonatore di violoncello. Vendette buona parte delle proprie opere pittoriche per finanziare la realizzazione della chiesa parrocchiale di Palazzolo. Anche suo fratello Faustino (1606-1766) era pittore

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“Chi l’ha visto”: a Gussago si trovano tracce di Enrico, figlio di Angelo Inganni. E un suo quadro

Enrico lasciò probabilmente la Santissima, dominata dalla matrigna e molto presumibilmente visse più frequentemente con la famiglia della madre sul lago di Como. Ma imparò a dipingere. Un quadro passato sul mercato internazionale ricorda gli ambienti interni e le cucine della Santissima

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L’unicorno nella pittura – Perché appare sempre vicino al grembo delle giovani donne?

L'unicorno era infatti considerato un animale sessualmente focoso, basilarmente intemperante nei confronti dei propri desideri sessuali. I suoi massimi appetiti si riteneva che fossero suscitati dalle ragazze, al punto che, nell'antichità si pensava che potesse essere catturando, lasciando come esca, nel bosco o in una radura, una vergine, cioè una donzella. L'immagine può essere ben compresa nella bruciante definizione che ne dà Leonardo da Vinci, all'interno degli scritti dedicati alla funzione simbolica degli animali

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Stefano Crespi, il viaggio contemporaneo come arte. Carte e passaporti impregnati d’Oriente

Ogni sua opera, istintiva, senza disegno preparatorio, si pone come un viaggio di profumi, immagini e colori e viene espresso tramite sintesi e combinazione irripetibile di gesti, atteggiamenti e stati d’animo che cambiano repentinamente. L'uomo è fatto del 80% di sogni e desideri, il modo per esprimerli nel miglior modo è attraverso un percorso di luoghi vissuti, ritrovando se stessi spiega l'artista bresciano. Come non riconoscerlo...Il viaggio è un bagno di umiltà; ti rendi conto di quanto è piccolo il luogo che occupi nel mondo. ( Gustave Flaubert ).

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Sirmione e Catullo al centro di Imago, concorso internazionale di fotografia

Presidente di giuria Paolo Pellegrin uno dei più importanti fotoreporter italiani nel mondo e fotografo di fama internazionale. Collabora con testate del calibro di Newsweek e NewYork Times magazine. Tra i membri a cui è affidata la cura e l'organizzazione dell'evento  Antonello Perin, Luigi Brozzi e Giovanni Benedetti . Ricoprono un ruolo fondamentale dove la professionalità della fotografia è una qualità indispensabile. Inoltre, in giuria, Michele Smargiassi, giornalista, autore e curatore del blog “ Fotocrazia” di Repubblica, Diego Orlando, collaboratore di Toscana Photographic Workshop e ideatore di Winephoto contest e Fausto Podavini devoto fotografo di reportage, secondo posto 2018 al World Press Photo Award internazionale. Edoardo Agresti riveste il ruolo di direttore artistico. Meraviglioso ed unico il suo abbraccio alla fotografia

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