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tecniche d’arte

Come funzionava la bottega di un pittore antico? Diverse figure, diverse funzioni. L’analisi dei ruoli

Gli studi dei pittori cinquecenteschi non erano come gli atelier che noi immaginiamo, quelli dei pittori del romanticismo, dell'impressionismo o delle avanguardie, nei quali il ruolo dell'artista veniva svolto, in buona parte, in titanica solitudine. Per affrontare lavorazioni complesse e per produrre un elevato numero di pezzi, il pittore si dotava di diversi lavoranti, alcuni mantenuti, a livello di cibo e alloggio, altri minimamente salariati. Inoltre disponeva di lavoratori che si occupavano dei supporti e dei lavori di falegnameria. E di allievi che potevano essere garzoni di bottega o studenti paganti - com'era Caravaggio, nella bottega di Peterzano -. Alcuni garzoni diventavano poi collaboratori del maestro, nell'ambito pittorico. Preparavano i fondali oppure impostavano i dipinti, sino quasi a finirli. Il maestro controllava e dava il proprio assenso. Poteva intervenire, anche rapidamente, per migliorare l'opera. Il lavoro, nella bottega antica, era più simile a quello di una factory warholiana in cui si lavorava in gruppo, ma tutto quanto uscisse dalla bottega recava il marchio del maestro che a un antro di un artista misantropo

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Luca Quercia, uno stormo di uccelli è lontano, mentre le gabbie oscillano nel vuoto

L'artista insignito insignito del Premio finalisti del Nocivelli 2018: "Le mie gabbie vuote sono ossimori concettuali che raccontano, per contrasto, di voli liberi di uccelli e di uomini in rapporto panico con la natura.  ''Stormo'' ferma il momento di massima libertà di movimento degli uccelli con il paradosso della gabbia. Gli elementi geometrici ci presentano un'installazione dove un gioco di pieni e vuoti, forme e non forme fanno vibrare lo spazio sospeso nel tempo e nel luogo. Il lavoro nasce come un bassorilievo composto da sagome piatte in rete metallica ritagliate e sovrapposte ma che nell'opera finale assumono un volume plastico formato dalla profondità degli elementi. Il mio lavoro riesce nel momento in cui si disgrega nello spazio confondendosi con le sue ombre".

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Gli artisti che dipingono con feci, sangue, sperma, urina e tampone vaginale

Escrezioni e secrezioni. Così l'arte della provocazione è arrivata a manipolare e a utilizzare le sostanze prodotte dal corpo umano come medium tecnico per la realizzazione di corrosive e volutamente ributtanti opere d'arte. Un viaggio tr gli artisti che hanno percorso e percorrono la strada proibita

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Richter cerca il Sublime e l’anti-nichilismo. Sì, è lui, con l’astratto, che tiene in vita la pittura di paesaggio. Il video

Ampie tirature verticali e diagonali forniscono una struttura architettonica che demarca la tela in ciò che può essere letto come due regni binari che solo Richter potrebbe creare: il terreno e il celeste, il fisico e lo spirituale, l'oscurità e la luce, la creazione e la distruzione, il bene e il male e l'equilibrio dei due. Un ricco spettro di pigmenti si illumina con la solennità del vetro colorato, mentre un'esplosione di luce bianca fuoriesce dal profondo strato nero del sottosuolo in una risonante esaltazione. L'interscambiabilità tra luce e oscurità davanti e dietro tra queste lamine eteree, rispettivamente in strisce unite e spalmate e spesse accensioni, destabilizza radicalmente ogni senso di profondità; piuttosto, la frantumazione improvvisativa del colore vibra contro le nostre retine e riecheggia nelle nostre orecchie mentre il timore emotivo e spirituale di questa pittura diventa un'esperienza fisica

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Il quadro cubista non veniva inventato, ma dipinto davanti al soggetto. Ecco come. Video del MoMa

Il Moma di New York ha ricostruito le modalità con le quali Braque, Picasso e gli emuli lavorarono ai dipinti cubisti. L'iniziale suggestione giunse da Cézanne, che nei paesaggi aveva rimarcato strutture lineari o parzialmente geometriche, presenti nella natura. Anche l'arte tribale africana mostrava singolarmente la comprensione di strutture fisse, angolose che radicavano sui punti fissi della terra, dell'esistere, dell'universo. Il Cubismo fu anche un adattamento alle scomposizioni scientifiche e alla verità dell'invisibile, che giungeva dalla scienza e dai microscopi. Braque e Picasso sottolinearono il fatto che nel Novecento non era più possibile guardare alla superficie delle cose, ma era necessario scomporle per individuarne i meccanismi. Lo specchio della realtà piana degli impressionisti era stato gettato a terra e mandato in frantumi. E ogni tassello rifletteva qualcosa di diverso, rispetto al quadro iniziale. Si imponeva un processo di astrazione, davanti a un soggetto da dipingere. Nel filmato, vediamo una natura morta realizzata, passo dopo passo con la tecnica cubista

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Lo scrittore Victor Hugo fu un ottimo pittore. Usò, caffè, fuliggine, zolfo dei fiammiferi. Il video dei dipinti

Era capace di realizzare ricostruzioni architettoniche dettagliatissime, arabeschi e decorazione in punta di pennino, che univa poi a larghe campiture ottenute attraverso la diluizione del medium. Baudelaire, che oltre ad essere un sublime poeta, era un acutissimo critico d'arte, scrisse di Hugo-pittore: «Non ho trovato presso gli espositori del Salon la magnifica immaginazione che cola dai disegni di Victor Hugo come il mistero dal cielo. Parlo dei suoi disegni a china, perché è fin troppo evidente che, in poesia, il nostro poeta è il re dei paesaggisti.» (Baudelaire, Curiosità estetiche, 1868 — IX Salone del 1859, Lettere al signor Direttore della rivista francese VIII) Inizialmente i suoi lavori sono nettamente realistici, salvo poi acquisire una dimensione più fantastica con l'esilio e il suo confronto "mistico" con il mare.

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Renoir e la neve. La gioia della luce calda, l’insofferenza per il gelo. La tecnica

Come Monet e molti altri impressionisti, Renoir lavorava en plein air, davanti al soggetto naturale, all'aria aperta, ma a differenza di Monet, che appariva ai suoi vicini o ai passanti come un uomo siberiano coperto di neve e trapuntato dal ghiaccio, Renoir rifuggiva le temperature fredde, sognava il Sud della Francia dal clima mite e odiava starsene coi piedi nella neve per accordare la propria tavolozza ai colori naturali dell'inverno

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Gauguin e la neve. L’abbandono dell’impressionismo, la scelta simbolista

Paul Gauguin dimostra la svolta che egli compie rispetto ai propri precedenti impressionisti. Le linee di chiusura, simili a quelle del disegno aumentano; quanto un'idea, in questo caso, fiabesca o favolosa. E' l'aura immateriale che l'artista cerca nel soggetto, evitando di dipingere da vero, ma realizzando le proprie opere in studio, senza l'ossessione dell'esattezza fotografica

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Gli alberi e le pietre nell’arte. Gli splendidi artifici naturali di Giuseppe Penone. Il video delle opere

L'intersezione tra vegetale, minerale e umano produce le sculture Giuseppe Penone, artista e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte povera, che vive e lavora a Torino. Egli fa parte del movimento italiano che ha utilizzato materiali inusuali o di scarto per avviare a una ricerca collocata tra psiche - individuale e universale . e materia, in una sorta di meditazione francescana attorno al mondo e alla sua struttura. Penone è certamente l'artista del gruppo che più si avvicina alla land art. Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947 e i boschi attorno al proprio paese iniziano a fornirgli immagini di nodi vegetali, di pietre avviluppate dall'albero in crescita e sollevate da terra. Al tempo stesso riceve un forte imprinting osservando l'attività di contadini e giardinieri che intervengono sulla natura in un equilibrio prodotto da un paziente lavoro di interazione

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