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Com’era il volto di Dante? Quale il ritratto più fedele? Verso la realtà descrittiva delle fonti

di Nadia Scardeoni
Per lo più orfani del «prezioso vademecum» sul significato polisemico della Commedia offertoci da Dante nella «Epistola a Cangrande» per aprire mente, cuore e spirito di noi lettori alla comprensione piena della sua opera, fummo in tanti, il secolo scorso, a ribellarci alla grandezza di Dante e a provare quasi un rigetto per l’incapacità di reggere il peso emotivo e il volume esorbitante di poesia che le tre cantiche andavano riversando nelle lezioni pedanti della scuola superiore. Oggi, a distanza di poche decine di anni, le nuove tecnologie informatiche applicate alla didattica e alla ricerca, hanno reso possibile rivoluzioni sorprendenti rendendo fruibili materiali letterari e iconografici preziosi ed accattivanti. Grazie alla generosità di chi ha voluto condividere i propri studi e le proprie ricerche, i miti della letteratura e delle arti tutte, sono riemersi da sonni profondi e ci inondano di ritrovata bellezza. La mia esperienza sul digitale, applicata allo studio dell’iconografia dantesca dei codici miniati, ha conseguito la scoperta di una preziosa miniatura – l’ultima del Paradiso del codice Holkham che illustra Dante nell’atto di consegnare la Commedia a Cangrande.
Uno scenario quasi perfetto per il suo monito: «Fine del tutto e di ciascuna parte è di rimuovere gli uomini viventi in questa vita dallo stato della miseria e condurli allo stato di felicità»(D. A.).
Foto1- miniatura Holkham

Quando nel 2015, la prof.ssa Giuliana Nuvoli, dell’università di Milano, mi propose di ideare il « Volto di Dante» per l’ologramma del DANTE VIRTUALE mi riaffiorò il volto del modello-stereotipo creato da Giovanni Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante, ripreso anche nei ritratti di grandissimi artisti quali Botticelli e Raffaello nelle Stanze Vaticane.

“Il suo volto fu lungo, e ‘l naso aquilino; e gli occhi anzi grossi che piccoli; le mascelle grandi; e dal labbro disotto era quello di sopra avanzato; e il colore era bruno; e i capelli e la barba spessi, neri e crespi: sempre in faccia malinconico e pensoso “.
Questo «compito» così delicato e affascinante mi impose la necessità di coniugare il «volto ideale di Dante» ad una sua impronta storica veritiera e insieme accattivante tale da suscitare una più viva interlocuzione con l’immaginario collettivo, soprattutto quello dei giovani a cui il modello era rivolto, ben oltre l’icona stagnante delle narrazioni postume sul suo aspetto. L’umanista Leonardo Bruni fu fra i primi contemporanei a contrapporsi allo “stereotipo Boccaccesco” con sottile ironia: «Mi venne alle mani un’operetta del Boccaccio e…. ” mi parve che il nostro dolcissimo uomo, così scrivesse la vita e i costumi di tanto sublime poeta, come se a scrivere avesse il Filocolo, o il Filostrato, o la Fiammetta…». Bruni introduce, con la sua arguta illazione sul “ritratto fantasioso” di Boccaccio, una importante distinzione sulla terminologia del ritratto: “Ritratto» in arte, insieme al suo sinonimo «effigie», significa: «rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze e sembianze» (Accademia della Crusca) cioè «presa dal vero». Si trattava dunque di fare sintesi e affrontare una sorta di prova d’artista» che non avesse l’ardire di contrapporsi ad alcuna icona storica bensì di interpretare creativamente nuove esigenze di dialogo affidate a un Volto che oltre il Poeta, l’autore e l’attore della «Comedìa», intercettasse un Dante vitale, più “corrispondente” alla dynamis descrittiva e rappresentativa dei suoi versi! Non solo il Dante miniaturista, pittore, scenografo e visionario che domina la scena immane della sua Commedia ma anche il Dante reale, quello della vita vera con i suoi accadimenti, i suoi sogni, i suoi affetti e le sue vicissitudini, talvolta anche eroiche. Bastano poche note del Bruni, per restare ammaliati da un altro ritratto del giovane Dante, ricco di sfumature umanissime che nulla hanno a che vedere con l’icona fuligginosa, triste e caricaturale che ci è stata consegnata e tramandata nel corso dei secoli: “Subito apparve in lui ingegno grandissimo, e attissimo a cose eccellenti, non solamente a litteratura, ma agli altri studii iberali si diede, niente lasciando a dietro che appartenga a far l’uomo eccellente. Né per tutto questo si racchiuse in ozio, né privossi del secolo; ma vivendo e conversando con gli altri giovani di sua età, costumato ed accorto e valoroso ad ogni esercizio giovanile si trovava; in tanto, che in quella battaglia memorabile e grandissima, che fu a Campaldino, lui, giovane e bene stimato, si trovò nell’armi combattendo vigorosamente a cavallo nella prima schiera..» «Questa battaglia racconta Dante in una sua Epistola, e dice esservi stato a combattere, e disegna la forma della battaglia»
“Dopo questa battaglia tornò Dante a casa: e alli studii più ferventemente che prima si diede, e nientedimanco niente lasciò delle conversazioni urbane e civili: cosa miracolosa!; ché studiando continovamente, a niuna persona sarebbe paruto ch’egli studiasse, per l’usanza lieta e conversazione giovanile.” E sul Priorato a cui Dante fu eletto nel 1300, e che fu, infine, “causa della sua cacciata”, Bruni, trae da una epistola un frammento autobiografico di palpitante umanità:
“Tutti li mali e gli inconvenienti miei dalli infausti comizi del mio Priorato ebbono cagione e principio; del quale Priorato benché per prudenzia io non fussi degno, niente di meno per fede e per età non ne ero indegno, perocché dieci anni erano già passati dopo la battaglia di Campaldino, nella quale la parte ghibellina fu quasi al tutto morta e disfatta; dove mi trovai non fanciullo nell’armi, “dove ebbi temenza molta”, e nella fine allegrezza grandissima per li varii casi di quella battaglia”..( D. A.)

Il “ritratto morale” di Bruni e l’immagine di Dante, 25enne a cavallo, in prima fila a Campaldino, hanno bucato il mio schermo mentale rivoluzionando totalmente il mio immaginario in rapporto alla sua persona suscitando una ricerca sul suo “ritratto” più veritiero, che ho identificato nel Dante del Bargello, per il quale ho avvalorato la mano di Giotto in virtù di una scoperta straordinaria, evidentissima nella Cappella degli Scrovegni a Padova: “Giotto nel tratteggiare i contorni dei suoi personaggi cambia continuamente il colore a seconda della luce e dei piani visuali” . Applica genialmente i dettati della “prospettiva del colore”…due secoli prima di Leonardo e Giorgione..

Dagli studi sull’iconografia
al progetto artisti per Dante

Dalla partecipazione al Gruppo internazionale di ricerca “Dante e l’arte” , dalla collaborazione con “Dante a teatro” e dai nuovi studi tesi ad approfondire il tema dell’interazione delle arti e degli artisti di tutti i tempi, con l’Opera Magistrale di Dante è’ sorto il progetto didattico “ARTISTI PER DANTE”, un progetto mirato totalmente alla promozione di una proficua interazione degli studenti e degli artisti contemporanei con l’opera dantesca, per far innamorare le generazioni future del grande patrimonio morale che la Divina Commedia racchiude e che fluisce in noi tutti, grazie al dono dei poeti, degli artisti e di tutti coloro che ne hanno percepito e penetrato i suoi significati più intimi e profondi.
In collaborazione con i Partners, “Edscuola.it “ di Dario Cillo, “DANTE A TEATRO” di Giuliana Nuvoli , “DANTE E L’ARTE” di Rossend Arques, ARTISTI PER DANTE promuove: formazione, mostre , Workshop e si rivolge agli artisti, agli studenti dei licei, delle delle accademie, dei conservatori, delle università, per creare , intorno all’OPERA DANTESCA, tramite lo studio, la ricerca e la pratica delle arti visive, musicali, letterarie un terreno ideale di dialogo interculturale, atto, per la sua singolare valenza di linguaggio universale, a costruire sentieri di condivisione pacifica dei saperi e delle culture originarie, in reciproco DONO..
Obiettivo finale è la creazione della Digital library “DANTE’S3 project “ ( S3: sat – space – soul ), in partnership con il Ministero della Cultura di ASGARDIA ( http://artistiperdante.blogspot.com/2019/07/divina-commedia.html )
foto5 – dante’s3
Il progetto , onorato degli alti patrocini della Società Dante Alighieri di Roma, del Ministero della Cultura di Asgardia, del Seminario de Cultura de Paz de la Onu, della Fondazione Discanto , del Vicariato alla Cultura Diocesi di Verona, dell’Associazione Italiana di Cultura Classica e vari Istituti Unesco, ha in atto la “RASSEGNA ARTISTI PER DANTE – VERONA 2019” e ha disposto una serie di eventi dedicati alle celebrazioni del 700esimo Centenario: “Omaggio a Romano Guardini: La “magnifica visione” di Dante Alighieri ( 8 marzo 2019, San Pietro in Archivolto); Tre ritratti di Dante nelle chiese di Verona – Nuove proposte iconografiche, Dante, Cangrande e Spinetta Malaspina ( 26 aprile 2019, Sala Colonna del Chiostro della Cattedrale); Dante, il Volto: “Dante Giovinetto” ( 24 maggio 2019, San Pietro in Archivolto). Nel corso dell’evento “Dante Giovinetto” ho accostato al ritratto “mascotte” Dante giovane di Puccio Capanna due ritratti “coevi”: un dipinto su placca di metallo di ignoto e la bellissima scultura di Benedetto Civiletti ( 1872). (Il trio è oggi icona suggestiva del progetto DANTE’S3)

Due eventi della Rassegna Verona 2019. La Mostra: “LE CANTICHE NELL’ARTE” a cura dell’Accademia d’arte e Artigianato artistico di Verona, Verona, San Fermo Maggiore dal 5 al 31 ottobre e il Concorso “DANTE RISUONA” interazioni contemporanee con la DIVINA COMMEDIA, Roma novembre 2019
E infine, a suggello dell’anima dell’anima del progetto e delle sue declinazioni, con Giuliana Nuvoli (Unimi, DANTE750, Dante a teatro, Dante e il cinema) e coadiuvate da Olimpia Niglio (Icomos Italia. Minister of Culture, Asgardia Space Kingdom) e Yvonne Dohna Schlobitten (Pontificia Università Gregoriana. Docente di Estetica, filosofia e storia dell’arte cristiana), è sorta l’iniziativa di proporre l’ Iscrizione della DIVINA COMMEDIA alla lista The Memory of the World Register lists (bit.do/eRuhj) in linea con le direttive fornite da Icomos Italia , per la conoscenza delle procedure da seguire per questa importante Iscrizione che conta già un nutrito numero di adesioni e non solo dal nostro Paese. ( bit.do/eRuhj ) ( da: “Una culla per la Mostra: “LE CANTICHE NELL’ARTE” per il Catalogo dell’Accademia d’Arte e Artigianato Artistico di Verona – Stralci e integrazioni).

Nadia Scardeoni ( Icomos Italia, ARTISTI PER DANTE, DANTE’S3 project)
The Memory of the World Register lists bit.do/eRuhj

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