Press "Enter" to skip to content
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte,
metti "Mi piace" sulla nostra pagina Facebook.

Esibire il pene in erezione. La moda del Cinquecento e le braghette "celòduriste" in pittura

Seguici su Facebook e metti Mi Piace alla pagina di Stile Arte:

blank
Vecchia moda, quella della presentazione del pene. Preservarlo, innalzarlo, sostenerlo, fingere che non conosca requie e che non si ritiri mai da una posizione aggressiva, per quanto scomoda. Pene in erezione significa machismo. Forza.
Il pene eretto è il corno dei cervi, dei bisonti. E’ inquietante per gli altri maschi e intende attirare le femmine, almeno nelle intenzioni, ed essere deterrente rispetto agli altri maschi. In fondo è uno scettro. Il maschio dominante può esibire il pene.
Lo usano ancora certe tribù antiche, l’astuccio penico. Vengono utilizzati più materiali per confezionare il regale contenitore, ma tra i più adatti è la coda di una zucca appuntita. Ora ci si affida alle creme, alla ginnastica dell’organo – c’è anche quella – o a gli interventi chirurgici.
blank
Pensavamo che, con l’evoluzione culturale, certe cose rimanessero solo nel privato, ad alimentare la parte più ferina del nostro essere. E mai avremmo pensato che nel Cinquecento la moda del pene finto o rafforzato, fosse un fenomeno dilagante nelle élite. Nella saccoccia della braghe ci si infilava di tutto, all’inizio per pura comodità. Poi ci si accorse che ponendo il fazzoletto in quel punto si otteneva un effetto ingrossamento, simile a quello che le donne ottenevano con gli abiti a livello di seno, di ventre e di natiche. Quindi il contenitore della braghetta fu programmaticamente concepito, negli abiti.
blankCosì i sarti presero a trasformare la tasca della braghetta e a ricavarne un pene di stoffa, che usciva dalle sopravesti. La “coda” non avrebbe dovuto oscillare troppo perchè sarebbe apparsa ridicola. Cosi, in sartoria, eccedevano in punti di tensione. Doveva essere salda come una prua, precedere gloriosamente il portatore. Ed ecco il prodotto, testimoniato da numerosi artisti del Cinquecento. Ne prendiamo un paio.
blank
Parmigianino che ritrae (qui sopra) Pier Maria Rossi di Sansecondo, attorno al 1539-40 lo coglie nella fierezza della condizione guerriera, nella sontuosità di una balconata romana. L’estensione della brachetta bianca è perfetta, nella giovanile fierezza di chi la indossa. Il pene dell’abito riecheggia l’elsa della spada e l’artista tesse una lode alla spada-pene, dipingendo la statua antica, sullo sfondo, alla nostra destra. E’ Marte. Da lontano non è possibile capire cosa esibisca. Solo avvicinandosi un po’, si vede che maneggia l’arma e non l’attributo priapeo.
blank
 
Ma la posizione è la stessa. Un gioco sottile, sotto il profilo iconografico. Come le brache: tagliate, come usava allora, alla lanzichenecca, rinviano, nella decorazione, alla forma delle vulva. Ma non è finito qui, il divertimento sessuale che avviene, evidentemente, nella piena complicità tra committente e artista.  Isolando un particolare, vediamo all’improvviso che la mano-elsa di Rossi, diventa una donna che osserva ammirata il grande pene di Marte (qui sotto)
blank
Dal cavaliere sciupafemmine, al politico, elegante e morigerato.
blank
Diabolica la braghetta con estensione indossata da Antonio Navagero, nel 1565, per apparire al cospetto del grande ritrattista bergamasco Giovan Battista Moroni. L’effigiato è nientemeno che il Podestà di Bergamo, colto in un momento di serenità, con una bella lettera in mano.
blank E’ un uomo soddisfatto di sé, degli incarichi – ecco il motivo della lettera, che gli comunica probabilmente la “promozione” -, in pace con il proprio corpo. Ostenta mitezza e un corno diabolico, all’inguine.
La posizione asseconda il turgore dell’imbottitura della braghetta, ampiamente entrata nella moda al punto da non coinvolgere più soltanto giovani rampanti, ma anche politici ai vertici delle amministrazioni territoriali. Ma la moda non proseguì per molti decenni. In effetti in un mondo controriformato questo uncino risultava eccessivo.

Come vendere e guadagnare da casa: quadri, preziosi e oggetti da collezione - Fare gli artisti e guadagnare

VUOI VENDERE OPERE DI GRANDE VALORE O COLLEZIONI INTERE? QUI consulenza alle operazioni di vendita. Contattaci e i nostri esperti ti guideranno con competenza. Invia le immagini e i dati in una mail a [email protected] inserendo nell'oggetto la dicitura "Vendita quadri". Ti ricontatteremo al più presto
blank
2 - GUADAGNARE DA CASA - Vendi da qui quadri e cose vecchie alle vere aste. Istruzioni-kit Come guadagnare senza uscire di casa e standosene comodi sul divano? E' facile. Magari hai già un quadro o un oggetto di collezionismo che vuoi vendere in modo sicuro, prendendo bene. Magari, invece, devi far mente locale per cercare in casa, in cantina, in soffitta. Chiedi ad amici e parenti gli oggetti che non servono più. Iscriviti subito gratuitamente alle aste Catawiki con i link sicuri che troverai qui sotto e parti per un'avventura tranquilla e redditizia. Non dovrai nemmeno uscire di casa per portare il pacco in posta o dallo spedizioniere, perché, a vendita avvenuta, passerà lo spedizioniere stesso a ritirare, da te, il pacco. Catawiki cerca oggetti speciali, quelli che ormai non si trovano più nei negozi o che sono "fuori di testa". Ma cerca anche quadri di valore, stampe e tanti oggetti di collezionismo. Proponi in vendita all'asta i tuoi oggetti con Catawiki: clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si aprirà una pagina come quella della fotografia qui sotto. Gratis blank   3 - FARE GLI ARTISTI E GUADAGNARE – Ecco come Qui le regole e gli indirizzi per gli artisti e i fotografi artisti che vogliono mantenersi, vivendo di pittura e arte, nell'era del web. PER INIZIARE A VENDERE la tua opera d'arte, CLICCA SUL LINK ARANCIONE, qui sotto. Non sono richieste cifre di adesione o iscrizione, né ora né in futuro. Servono solo le foto, che puoi scattare alla tua opera anche con il telefonino.  La tutela dell'utente è completa, sotto ogni profilo, con garanzia assoluta di gratuità, privacy e supervisione della correttezza di ogni operazione da parte un notaio, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la presenza notarile - pure essa completamente gratuita per l'utente - è una garanzia assoluta delle modalità operative e delle dichiarazioni di gratuità del servizio. > Vendi le tue opere d'arte con Catawiki: Clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si apre una pagina come quella della fotografia qui sotto blank Iscriversi a Catawiki è semplice, rapido e soprattutto sicuro. Abbiamo testato questa importante casa d'aste e possiamo dare il nostro personalissimo "pollice in su" in quanto a correttezza, professionalità e preparazione. Fare affari è ancora possibile anche nell'era della crisi!