Home / Pittura del Novecento / Giacomo Balla fu nauseato dal Futurismo. E tornò alla pittura figurativa. Eccola
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Giacomo Balla fu nauseato dal Futurismo. E tornò alla pittura figurativa. Eccola

di Enrico Giustacchini

L’arte pura è nell’assoluto realismo, senza il quale si cade in forme decorative e ornamentali”.

Così Giacomo Balla scriveva nel 1937 in una lettera al quindicinale milanese Perseo. Così la grande anima del Futurismo – il “maestro”, secondo la celebre definizione di Maurizio Calvesi – decretava, nero su bianco, il suo distacco dal rivoluzionario movimento in nome di un ritorno al primato della figura e del vero visibile.
Per il pittore torinese (1871-1958) si trattava della seconda “inversione a U” della carriera. In senso esattamente opposto alla precedente: di modo che il cerchio poteva, a questo punto, dirsi chiuso. In entrambi i casi, fu una scelta coraggiosa, priva di calcoli, fondata sulla coerenza al proprio intimo travaglio e ad un itinerario scandito da una ricerca sofferta e inesauribile.
Balla esordisce da divisionista. Compagno di studi di Pellizza da Volpedo, quando, nel 1895, si trasferisce a Roma – dove rimarrà per tutta la vita – non tarda a radunare intorno a sé un gruppo di giovani artisti, che lo considerano un pioniere della nuova tendenza e che lo riconoscono subito come punto di riferimento della stessa. Tra di loro, Boccioni, Severini, Sironi.
Influenzato per certi versi anche dalla “lettura” della luce attuata dall’Impressionismo e dal Pointillisme, Giacomo realizza lavori i cui temi sono prevalentemente individuati all’interno di un filone pauperista, ispirato a un’idea piuttosto generica di socialismo umanitario: Fallimento, il Polittico dei viventi, La giornata dell’operaio…


Alcuni quadri eseguiti attorno al 1910 segnano con chiarezza il passaggio verso il Futurismo. Emblematico in tal senso è Lampada ad arco (datato 1909, ma in realtà molto probabilmente dipinto nel 1911). Ancora legata agli stilemi divisionisti (e per questo rifiutata alla mostra futurista parigina del 1912), la tela lascia trapelare i fermenti dell’artista in direzione di un’adesione al movimento marinettiano, a cominciare dalla scelta poetica – o, per meglio dire, antipoetica – del soggetto, con la luce elettrica che nella notte annichilisce e umilia la luce lunare.
La svolta definitiva è ormai imminente. Giacomo, che già aveva firmato il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista, che già aveva dato vita – lui, fotografo appassionato – ad opere suggestionate dalla cronofotografia (Bambina x balcone) e dalla fotodinamica (Dinamismo di un cane al guinzaglio), nel 1913 pubblica un volantino in cui annuncia la vendita all’asta di tutti i suoi lavori precedenti, assicurando al contempo che “Balla è Morto”. Decide persino di cambiare nome: d’ora in poi egli sarà FuturBalla. In un appunto per un’autobiografia di qualche anno più tardi scriverà: “Nel ’500 mi chiamavo Leonardo o Tiziano. Dopo 4 secoli di decadenza artistica son riapparso nel ’900 per gridare ai miei plagiatori che è ora di finirla con il passato perché son cambiati i tempi. Mi dissero pazzo: poveri tonti!!! Ò già creato una nuova sensibilità nell’arte espressione dei tempi futuri che saranno colorradioiridesplendoridealluminosissssssss-simiiiiii”.
Instancabile, con la sua mente vulcanica sempre pronta a sfornare idee e intuizioni, in pochi mesi il Nostro è posto virtualmente ai vertici del movimento, di cui è ritenuto l’indiscusso caposcuola. Nel 1915, con l’allievo Depero progetta il Manifesto della Ricostruzione futurista dell’universo. Compito dell’arte – vi si afferma – non è di cantare il mondo, ma di trasformarlo. Marinetti applaude: “L’arte, prima di noi, fu ricordo, rievocazione angosciosa di un Oggetto perduto (felicità, amore, paesaggio) – sottolinea. – Col Futurismo, invece, l’arte diventa arte-azione”. Nel 1927, Balla il rivoluzionario ricorderà, in un saggio, che “essere futurista” richiede “assoluta assenza di tradizione”.
Tuttavia, analogamente ad altri protagonisti delle avanguardie, anche per lui verrà il momento del dubbio. Già in quegli stessi trionfanti e caleidoscopici anni Venti, Giacomo avverte, ogni tanto, il bisogno di rifugiarsi nella figurazione. Produce ritratti in cui il pigmento sembra disintegrarsi in una sorta di nube di piroettanti molecole, quasi che l’autore – non potendo liberarsi della propria innata tensione alla rappresentazione dinamica – si arrovellasse a cercare l’esistenza di altri e differenti modi di esprimere le vibrazioni del mondo. Talvolta sullo sfondo della tela compaiono alcune forme geometriche, lacerti di un Futurismo che per Balla è forse – e inconsapevolmente – già passato, già caduto in disgrazia, buono al più per una frettolosa citazione.
Siamo alla seconda inversione a U, quella che chiude il cerchio. Nel 1933 il maestro dice definitivamente stop al Futurismo. Quattro anni dopo spiegherà il perché del voltafaccia con la citata lettera al Perseo: “L’arte pura è nell’assoluto realismo…”.
A differenza della maggior parte dei suoi colleghi nel “pentimento”, di cui ci stiamo occupando in questa inchiesta, nella nuova stagione di Balla sembra prevalere comunque, rispetto al richiamo alla tradizione classica, l’ossessione della modernità. L’infaticabile Giacomo – che pure si è andato progressivamente rinchiudendo in un volontario isolamento – è convinto di aver ancora molto da proporre, e sempre in favore di un’evoluzione della pittura, che ne garantisca e ne accresca le capacità di raccontare la parallela evoluzione del mondo. Come bene annota Vanessa Gavioli, l’originalità della sua produzione ultima “ci fa ricollocare l’arte di Balla in una prospettiva di continuo ripensamento dei canoni stilistici da perseguire. Il Ritorno all’ordine non risulta, in questo caso, un atteggiamento consono attraverso cui interpretare i lavori di Balla tra gli anni Venti e Trenta. La scelta all’interno del repertorio impressionista o della ritrattistica estetizzante di fine secolo non è sufficiente a qualificare il grado di tali pitture”.
Il realismo assoluto a cui anelava il Nostro coincide con quello che è stato denominato “realismo fotografico”. La passione per la fotografia si riaffaccia prepotentemente agli orizzonti dell’artista.
“Nell’abbandonare il Futurismo – osserva Fabio Benzi -, Balla si dovette comunque costruire un’alternativa estetica che avesse almeno altrettanta capacità di imposizione ‘moderna’, dovette elaborare un linguaggio consono in ugual misura alla visione contemporanea. E cosa poteva esserci di più moderno della fotografia?”.
Sarebbe tuttavia fuorviante pensare a questa operazione in un contesto – di cui risulterebbe peraltro difficile anche solo comprendere le ragioni e le radici – di tardiva infatuazione per le capacità mimetiche riconosciute al gesto pittorico, messo anacronisticamente a confronto con le possibilità offerte dalla tecnologia.
Il realismo fotografico di Balla riconferma invece l’interesse, mai sopito nell’autore, per il ruolo espressivo della luce nella definizione formale e cromatica dei soggetti. E’ la fotografia d’arte – ma pure la fotografia di moda – la principale fonte d’ispirazione, con i suoi esiti inconfondibili, all’insegna di tagli diagonali e di un’illuminazione radente (pensiamo alla produzione di Elio Luxardo, tra l’altro amico di Marinetti e storicamente vicino ai futuristi), tutte caratteristiche che ritroviamo nei ritratti che il pittore esegue in quel periodo.


Se la fotografia restava uno dei grandi amori di Giacomo, “erano completamente cambiate – prosegue Benzi -, in questa ricerca estetica, l’accezione e la posizione, potremmo dire, del suo ‘occhio fotografico’. Non più la fotografia come presa diretta della realtà, o come sperimentazione e possibilità di resa del movimento, ma come interprete di punta del ‘gusto moderno’. (…) Non sono dunque semplicemente ‘realiste’, le opere postfuturiste di Balla, sono bensì elaborazioni di un sistema sofisticato di visione, colto sotto la specie di un occhio fotografico, appunto, legato all’interpretazione della contemporaneità più concettualmente distillata”.
Il risultato è una serie di dipinti di strepitosa bellezza anche se, ahinoi, oggi pochissimo conosciuti e frequentati. Ne proponiamo volentieri alcuni su queste pagine. Sono creazioni caratterizzate da colori vividi e stesure materiche, nonché da quell’aura “flou” cui si accennava, nella quale Calvesi ha creduto di ravvisare – al di là dei riferimenti alla riappropriazione in ambito pittorico delle peculiarità del medium fotografico – la persistenza di precedenti convinzioni, l’estremo retaggio – tutto futurista – dell’“identificazione ectoplasmatica di dinamismo energia-materia-luce”, seppur concretizzatosi “con un forte accento di verismo”.

GRATIS, QUANTO VALE UN QUADRO DI GIACOMO BALLA. CLICCA SULLA RIGA QUI SOTTO

http://www.christies.com/LotFinder/searchresults.aspx?action=search&searchtype=p&searchFrom=auctionresults&entry=giacomo%20balla

 

UN VIAGGIO TRA I DIPINTI DI GIACOMO BALLA

 

SE HAI GRADITO IL SERVIZIO E STILE ARTE, VAI ALL’INIZIO DI QUESTA PAGINA E CLICCA  “MI PIACE”

 

Come vendere e guadagnare da casa: quadri, preziosi e oggetti da collezione - Fare gli artisti e guadagnare

VUOI VENDERE OPERE DI GRANDE VALORE O COLLEZIONI INTERE? QUI consulenza alle operazioni di vendita. Contattaci e i nostri esperti ti guideranno con competenza. Invia le immagini e i dati in una mail a redazione@stilearte.it inserendo nell'oggetto la dicitura "Vendita quadri". Ti ricontatteremo al più presto
2 - GUADAGNARE DA CASA - Vendi da qui quadri e cose vecchie alle vere aste. Istruzioni-kit Come guadagnare senza uscire di casa e standosene comodi sul divano? E' facile. Magari hai già un quadro o un oggetto di collezionismo che vuoi vendere in modo sicuro, prendendo bene. Magari, invece, devi far mente locale per cercare in casa, in cantina, in soffitta. Chiedi ad amici e parenti gli oggetti che non servono più. Iscriviti subito gratuitamente alle aste Catawiki con i link sicuri che troverai qui sotto e parti per un'avventura tranquilla e redditizia. Non dovrai nemmeno uscire di casa per portare il pacco in posta o dallo spedizioniere, perché, a vendita avvenuta, passerà lo spedizioniere stesso a ritirare, da te, il pacco. Catawiki cerca oggetti speciali, quelli che ormai non si trovano più nei negozi o che sono "fuori di testa". Ma cerca anche quadri di valore, stampe e tanti oggetti di collezionismo. Proponi in vendita all'asta i tuoi oggetti con Catawiki: clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si aprirà una pagina come quella della fotografia qui sotto. Gratis   3 - FARE GLI ARTISTI E GUADAGNARE – Ecco come Qui le regole e gli indirizzi per gli artisti e i fotografi artisti che vogliono mantenersi, vivendo di pittura e arte, nell'era del web. PER INIZIARE A VENDERE la tua opera d'arte, CLICCA SUL LINK ARANCIONE, qui sotto. Non sono richieste cifre di adesione o iscrizione, né ora né in futuro. Servono solo le foto, che puoi scattare alla tua opera anche con il telefonino.  La tutela dell'utente è completa, sotto ogni profilo, con garanzia assoluta di gratuità, privacy e supervisione della correttezza di ogni operazione da parte un notaio, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la presenza notarile - pure essa completamente gratuita per l'utente - è una garanzia assoluta delle modalità operative e delle dichiarazioni di gratuità del servizio. > Vendi le tue opere d'arte con Catawiki: Clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si apre una pagina come quella della fotografia qui sotto Iscriversi a Catawiki è semplice, rapido e soprattutto sicuro. Abbiamo testato questa importante casa d'aste e possiamo dare il nostro personalissimo "pollice in su" in quanto a correttezza, professionalità e preparazione. Fare affari è ancora possibile anche nell'era della crisi!

Colori ad olio - Quali scegliere? Le risposte nell'articolo

COLORI A OLIO, ecco i più venduti. Approfitta dell'offerta Amazon (vedi i prodotti qui di seguito) attraverso la selezione effettuata dalla nostra redazione, che ha individuato i prodotti migliori ai prezzi più convenienti. Colori a olio: ecco le recensioni: MAIMERI: Olio puro. Una soluzione di alta qualità. Questo prodotto, infatti è definito puro in quanto il colore non è mescolato con altre sostanze. Si tratta di olio più pigmento e nulla più, se non un minimo apporto di additivi per migliorare la qualità del colore. Caratteristica principale, infatti, è l'attenzione e la fedeltà del colore. Un prodotto studiato per il risultato cromatico migliore possibile. Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Maimeri  

Maimeri 0398100 - Set Tubi Olio Classico,10 Colori Assortiti. Prezzo: 42 euro (più spese spedizione)

  FERRARIO: Van Dyck. Una gamma con uno dei migliori rapporti qualità/prezzo. Ideale per chi è alle prime armi ma, data la qualità del prodotto, molto utilizzata anche dagli esperti del settore. Purezza, intensità delle tinte e impasto untuoso sono  le caratteristiche principali.  Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Ferrario     OLD HOLLAND: un prodotto per puristi. Old Holland produce ancor oggi i suoi colori utilizzando le tecniche e le formule tradizionali. Uno dei marchi più ricercati dagli artisti fin dalla nascita della pittura ad olio. Il prezzo non è certamente adatto alle tasche di tutti ma si tratta pur  sempre della "Ferrari" dei colori ad olio.  Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Old Holland WILLIAMSBURG: una linea e un prodotto che si fregia di essere stato creato dagli artisti stessi, per la migliore resa possibile. Ogni tonalità risulterà diversa nell'impasto, che può essere più o meno granuloso o più o meno oleoso, in quanto appositamente studiata per la resa cromatica migliore Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Williamsburg  WINSOR & NEWTON:  la giusta via di mezzo. Il prezzo è alla portata e la qualità offerta è sicuramente di medio/alto livello. E' la linea Winsor & Newton, utilizzata dalle accademia. Buona  qualità dei colori, ad un prezzo abbordabile Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori WINSOR & NEWTON REGALA UN KIT DI PITTURA: abbiamo selezionato - nella griglia che proproniamo qui di seguito - i prodotti più interessanti in rapporto qualità/prezzo proposti dal web.
Clicca qui per valutazioni gratuite di opere d’arte, antiche e moderne

x

Ti potrebbe interessare

Munch – “Così ho sentito l’urlo”. Storia, genesi e analisi del quadro

Georgia Totto O’Keeffe (1887-1986), quei grossi fiori carnosi che ricordano il sesso. Il video