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Il bacio degli amanti del Cinquecento. Lei è Ginevra. Ma cosa avviene sotto il piatto?

Plateau, ca. 1515–25 Italian (Deruta), Maiolica (tin-enameled earthenware), lustered; Overall (confirmed): 3 5/8 x 16 5/8 in. (9.2 x 42.2 cm) The Metropolitan Museum of Art, New York, Purchase, 1884 (84.2.11) http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/186686

Piatto con due amanti
Metropolitan museum of arts
Date:ca. 1520–50
Culture:Italian, Deruta
Medium:Maiolica (tin-glazed earthenware), lustered
Dimensions:Overall (confirmed): 3 5/8 × 16 5/8 in. (9.2 × 42.2 cm)
Classification:Ceramics-Pottery
Credit Line:Purchase, 1884

a beham

a bacio paragone

 

 

Per quanto, nell’intenzione dell’autore cinquecentesco, dovesse essere un bacio intenso, il risultato non fu nei termini del realismo. Il nostro occhio – modellato dalle fratture della linea, provocate dal cubismo – apprezza l’errore pieno del profilo femminile in questo splendido piatto che unisce il tardo gotico al Rinascimento, ma la delineazione originaria è in pieno contrasto con l’eleganza della cornice. Prodotto squisitamente artigianale, esso venne probabilmente realizzato con un cartoncino di silhouette – senza disegni interni – e forse lo stencil fu tratto da un’incisione di Beham (1500-1550) perchè la forma del naso della donna, molto particolare – prolungata e imponente – appare in una sua incisione, guardata dal verso opposto. I cartoni ricavati dalle stampe non erano definiti nelle parti interne e non erano precisi, – nel caso della presenza di due figure – a livello di raccordi. Gli artigiani dovevano seguire solo il suggerimento tratto dalla stampa perchè se il soggetto fosse stato eccessivamente ritagliato, il cartoncino avrebbe avuto una durata minima. E ciò non sarebbe stato economicamente auspicabile poichè il novero dei soggetti andava preziosamente conservato.

Plateau, ca. 1515–25 Italian (Deruta), Maiolica (tin-enameled earthenware), lustered; Overall (confirmed): 3 5/8 x 16 5/8 in. (9.2 x 42.2 cm) The Metropolitan Museum of Art, New York, Purchase, 1884 (84.2.11) http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/186686

Plateau, ca. 1515–25
Italian (Deruta),
Maiolica (tin-enameled earthenware), lustered; Overall (confirmed): 3 5/8 x 16 5/8 in. (9.2 x 42.2 cm)
The Metropolitan Museum of Art, New York, Purchase, 1884 (84.2.11)
http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/186686

L’artigiano compie così i massimi errori nella parte superiore dei volti dei due amanti, forse perchè non riesce a darsi una spiegazione plausibile tra la vicinanza delle bocche e la distanza delle fronti, spazio che poi riempì a proprio modo. Quello che mancò all’opera – e qui viene rafforzata la nostra ipotesi che ha implicato un lavoro su silhouette muta, recante esclusivamente la linea più esterna d’ingombro – fu soprattutto il completamento, attraverso il chiaroscuro, della cavità tra naso e occhio.
L’artigiano completò il bacio con l’omaggio d’amore. Sotto il profilo degli abiti, l’autore del piatto colse la moda, l’acconciatura e il cappello dei primi decenni del Cinquecento.

Il lavoro venne realizzato a Deruta (Déruta) – l’accento è diverso da quello che viene comunemente usato nell’Italia settentrionale – il Comune della ceramica che sorge a 15 chilometri da Perugia e a 150 da Roma. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Nelle intenzioni dell’autore, i due soggetti erano probabilmente Ginevra e Lancillotto.  L’identità della donna può essere ipotizzata attraverso il nome suggerito dal germoglio con aghi appuntiti – ginepro – e dalla notorietà popolare dei due amanti del ciclo bretone. Il ginepro veniva utilizzato ripetutamente per indicare il nome Ginevra. Appare, tra gli altri dipinti, in Pisanello – presunto ritratto di Ginevra d’Este – e in Leonardo, nel ritratto di Ginevra de’ Benci. Il ginepro allude anche alla riservatezza spinosa e, al tempo stesso, alle spine dell’amore.

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