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Il significato della coccinella nel linguaggio dei simboli. Come realizzarla in segnalibro. Il video

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Le coccinelle (Coccinellidae Latreille, 1807) sono una famiglia di insetti dell’ordine dei Coleotteri (sottordine Polyphaga, infraordine Cucujiformia, superfamiglia Cucujoidea), presente in tutto il mondo, con circa 6.000 specie descritte. Per quanto scarsamente utilizzata nell’arte antica, la coccinella è un simbolo positivo molto presente nella cultura contemporanea, dopo aver vissuto una stagione leggendaria fortunata tra i bambini delle altri epoche. E’ certamente, ancor più della farfalla, l’animaletto più pop del mondo.
Il Rosso-ferrari della livrea, le allegre decorazioni a pois, la semplice forma emisferica, il musetto di “semplice” produzione, la sua attinenza visiva con la Coca Cola, lo rendono assolutamente un oggetto molto raffigurato nella cultura popolare e industriale del Novecento. Esso significa, gioia, pulizia, correttezza, bontà, amore. La Coccinella era ed è considerata un insetto portafortuna specie quando associata al quadrifoglio. Essa era utilizzata anche per piccole divinazioni infantili, rispetto al possibile arrivo di una notizia, in alcuni casi legata all’amore. Ci si metteva una coccinella su un dito o su una mano lasciandole libertà di movimento. E si diceva “Se è brutta (la notizia) sta’, se è buona va’”. Nella variante, all’indicativo: Se brutta sta, se bella va”. In alcuni casi la coccinella volava. In altri si fermava, ma chi la teneva sulla mano faceva di tutto perchè essa si liberasse, librando in volo. Per la sua forma che può ricordare a un cuoricino e poichè essa appare in primavera, diventa un simbolo dell’amore tra uomo e donna e del corteggiamento.
Nello scautismo prendono il nome di coccinelle le bambine tra gli 8 e gli 11 anni nei gruppi dove è presente un cerchio. L’uniforme delle coccinelle prevede un copricapo circolare di colore rosso a 7 punti neri.
Nella mitologia estone, la coccinella è l’animale scelto da Linda per ricercare un potente mago che possa salvare la vita all’eroe Kalev. Per la simpatia che ispira, la coccinella è spesso usata come simbolo per antonomasia delle tecniche di difesa fitosanitaria a basso impatto ambientale (lotta biologica e lotta integrata) e proposta nei marchi e nelle campagne di marketing. Ad esempio, la campagna pubblicitaria che lanciò il marchio del consorzio Melinda della Val di Non era basata su uno spot che proponeva la coccinella come emblema di una produzione basata su uno dei primi disciplinari di lotta integrata avviati in Italia.
Usata come simbolo dalla Compagnia petrolifera Total (che per un periodo negli anni settanta, dava in omaggio dei modellini magnetici a chi si riforniva di carburante). Nel Triveneto è anche, curiosamente, chiamata “l’ave maria va a scuola”.
Nel Saluzzese si insegnava ai bambini una filastrocca che recitava: parpaiola vola, vola, mustemè la via për endé a scola, (coccinella vola vola, insegnami la strada per andare a scuola).
Nella zona di Firenze è chiamata Lucia, molto probabilmente perché popolarmente associata alla omonima santa siciliana: si crede infatti che raccogliendo questo insetto e facendolo volare via, venga protetta la vista di chi lo fa; al contrario, chi facesse del male o peggio ancora uccidesse la coccinella, sarebbe colto da problemi alla vista.
Certo è il fatto che tutti i bambini italiani sapevano che uccidere una coccinella “porta male”.
I coccinellidi sono prevalentemente zoofagi predatori a spese di insetti e Acari. All’interno della famiglia si riscontra anche la presenza di specie micetofaghe e specie fitofaghe. Queste ultime sono presenti solo nella sottofamiglia degli Epilachninae. Le coccinelle zoofaghe possono aiutare in modo pulito l’agricoltura poichè sono in grado di mangiare gli acari, che tolgono linfa ai germogli e che fanno soffrire le piante. Per queste vengono impiegate nelle piantagioni di mela nel Trentino.

 

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