Home / arte curiosità / La Beata Panacea nell’arte. Uccisa con un fuso dalla matrigna. Una storia vera che precede Biancaneve
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

La Beata Panacea nell’arte. Uccisa con un fuso dalla matrigna. Una storia vera che precede Biancaneve


duomo

di Claudia Ghiraldello

Panacea. Il nome – che significa, come si sa, “rimedio per tutti i mali” – va riferito qui ad una Beata piemontese, nata a Quarona, in Valsesia, nel 1368. All’età di tre anni, Panacea rimase orfana della madre, e il padre Lorenzo si risposò. La matrigna, Margherita, era una donna cattiva, che non perdeva occasione per tormentare la fanciulla. Una volta, con la complicità della figlia Caterina, infierì sulla poveretta, lasciandola ferita sulla paglia della stalla. Queste narrazioni, riferite a episodi del tardo 1300 – e non relative a martiri di età lontanissime – appaiono molto vicine a reali episodi di violenza. Anche il movente della matrigna è antropologicamente molto vicino alle pulsioni di una seconda moglie, che vuole annientare la linea figliale di chi l’ha preceduta per portare ogni vantaggio su di sé e sulla propria. E il materiale narrativo è quello poi confluito, con altre vicende analoghe accadute nell’Europa centrale, nella fiaba di Biancaneve e della Bella addormentata.

Una sera Panacea, ormai quindicenne, tardava a riportare all’ovile il gregge che accudiva, essendosi fermata a pregare e a raccogliere legna sul monte dei Tucri. La matrigna andò su tutte le furie e, raggiuntala, la colpì con spietatezza con una rocca, un bastone e dei sassi, dopodiché le conficcò il fuso nel collo e nel petto, ripetutamente, fino ad ucciderla.
duomo

Nell’affresco ciò che la matrigna libra per poi colpire colpire la figliastra non è – come potrebbe apparire da una prima occhiata – una lancia, ma una rocca o conocchia ( a sinistra: conocchie della Val d’Aosta), uno strumento domestico utilizzato per la filatura, insieme al fuso, di dimensioni più piccole che vediamo poco sotto. Quindi, come appare verosimile, Panacea fu ferita inizialmente con una conocchia e finita con colpi di fuso. L’omicidio, preceduto, durante la breve vita di Panacea, da altre crudeltà da parte della matrigna e delle sorellastre, si rivelò immediatamente tale, suscitando una vasta indignazione.

duomo

Alla sua morte si verificarono numerosi prodigi, riconducibili al desiderio del popolo di veder riconosciuto il bene che stava in quella ragazza e all’avvertita colpa di non aver fatto nulla per lei, mentre era in vita. Il cadavere si fece così più pesante del piombo, le pecore vi si disposero attorno a cerchio ed un fascio di rami arsi, ma senza consumarsi. Solo all’arrivo del vescovo di Novara, Oldrado, si riuscì a sollevare la salma e a distenderla su un carro che, tirato da due giovenche, fu condotto al monte di Quarona.

Lorenzo non acconsentì a che la figlia venisse sepolta in un terreno di sua proprietà – sostanzialmente avvertiva su di sé parte della colpa –  pertanto il veicolo proseguì fino a Ghemme. Qui giunto, le campane si misero improvvisamente a suonare da sole. Proprio a Ghemme c’era la tomba della madre della fanciulla, e così le due creature poterono riunirsi in pace. In preda al rimorso, Margherita si gettò invece da una rupe.

Panacea, patrona delle filatrici, era invocata anche contro l’epilessia, le malattie degli animali domestici e gli incendi. Dalla Valsesia la sua fama si diffuse a largo raggio, nel resto del Piemonte e quindi a Milano, Roma e financo Vienna. Un’immagine di lei – un affresco staccato e collocato su pannello – si trova nel duomo di Biella, e per la precisione nella cappella di Santo Stefano. La beata è in ginocchio, in attesa rassegnata del colpo letale della matrigna, a lei sovrastante ed impugnante con la destra una conocchia. Un’altra conocchia è posta accanto alla giovinetta, mentre alcuni fusi, icasticamente raffigurati sospesi in aria a ricordare il martirio subito, arricchiscono la scena.

L’opera in questione, tardo-quattrocentesca, rivela una mano semplice, eppure accattivante. Non conta l’abilità tecnica, conta piuttosto l’entusiasmo comunicativo; il pittore è tramite del messaggio di fede al popolo, a cui deve trasmettere il disgusto per l’azione malvagia della perfida Margherita e la venerazione per il sacrificio di un’innocente quale fu quello della dolce Panacea.

Come vendere e guadagnare da casa: quadri, preziosi e oggetti da collezione - Fare gli artisti e guadagnare

VUOI VENDERE OPERE DI GRANDE VALORE O COLLEZIONI INTERE? QUI consulenza alle operazioni di vendita. Contattaci e i nostri esperti ti guideranno con competenza. Invia le immagini e i dati in una mail a redazione@stilearte.it inserendo nell'oggetto la dicitura "Vendita quadri". Ti ricontatteremo al più presto
2 - GUADAGNARE DA CASA - Vendi da qui quadri e cose vecchie alle vere aste. Istruzioni-kit Come guadagnare senza uscire di casa e standosene comodi sul divano? E' facile. Magari hai già un quadro o un oggetto di collezionismo che vuoi vendere in modo sicuro, prendendo bene. Magari, invece, devi far mente locale per cercare in casa, in cantina, in soffitta. Chiedi ad amici e parenti gli oggetti che non servono più. Iscriviti subito gratuitamente alle aste Catawiki con i link sicuri che troverai qui sotto e parti per un'avventura tranquilla e redditizia. Non dovrai nemmeno uscire di casa per portare il pacco in posta o dallo spedizioniere, perché, a vendita avvenuta, passerà lo spedizioniere stesso a ritirare, da te, il pacco. Catawiki cerca oggetti speciali, quelli che ormai non si trovano più nei negozi o che sono "fuori di testa". Ma cerca anche quadri di valore, stampe e tanti oggetti di collezionismo. Proponi in vendita all'asta i tuoi oggetti con Catawiki: clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si aprirà una pagina come quella della fotografia qui sotto. Gratis   3 - FARE GLI ARTISTI E GUADAGNARE – Ecco come Qui le regole e gli indirizzi per gli artisti e i fotografi artisti che vogliono mantenersi, vivendo di pittura e arte, nell'era del web. PER INIZIARE A VENDERE la tua opera d'arte, CLICCA SUL LINK ARANCIONE, qui sotto. Non sono richieste cifre di adesione o iscrizione, né ora né in futuro. Servono solo le foto, che puoi scattare alla tua opera anche con il telefonino.  La tutela dell'utente è completa, sotto ogni profilo, con garanzia assoluta di gratuità, privacy e supervisione della correttezza di ogni operazione da parte un notaio, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la presenza notarile - pure essa completamente gratuita per l'utente - è una garanzia assoluta delle modalità operative e delle dichiarazioni di gratuità del servizio. > Vendi le tue opere d'arte con Catawiki: Clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si apre una pagina come quella della fotografia qui sotto Iscriversi a Catawiki è semplice, rapido e soprattutto sicuro. Abbiamo testato questa importante casa d'aste e possiamo dare il nostro personalissimo "pollice in su" in quanto a correttezza, professionalità e preparazione. Fare affari è ancora possibile anche nell'era della crisi!
Clicca qui per valutazioni gratuite di opere d’arte, antiche e moderne

x

Ti potrebbe interessare

Accoltellato il figlio di Tiziano. Tre moventi per un crimine. Investigare nel mondo dell’arte

Vita scandalosa e grandi opere di Leonor Fini, pittrice surrealista

147 Condivisioni
Condividi147
Tweet
+1
Condividi
WhatsApp