Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte,
clicca, a destra, "Mi piace".

La potenza dei numeri. Alienazione e magia


di Maurizio Bernardelli Curuz

robertindiana-seven

Dal numero come realtà sottesa ed invisibile, come motore interno dell’universo e della composizione artistica, alla cifra divenuta, per astrazione, oggetto dell’opera stessa. E all’interno di questo lungo itinerario, che si snoda quantomeno a partire dal Rinascimento – ma con il recupero di suggestioni della classicità -, la presenza dirompente del numero nell’arte del ’900 viene percorsa nell’ambito di Numerica, mostra curata da Lorenzo Fusi e da Marco Pierini a Siena, Palazzo delle Papesse.

Mostra e catalogo costituiscono un entusiasmante – per quanto all’apparenza impervio – viaggio per le strade, i sentieri e i principali snodi che testimoniano, di fatto, il mutare d’atteggiamento dell’uomo novecentesco nei confronti delle rivoluzioni industriali e tecnologiche. Perché se da un lato il numero segna, con precisione, l’accesso ad una dimensione – appunto – tecnologica e alla realtà alienata della società di massa, dall’altro indica alternative anti-scientifiche, anti-tecniche, alla ricerca della sua valenza di motore universale.
“A seconda delle singole poetiche, dei movimenti di appartenenza, della formazione culturale o della provenienza – spiegano alle Papesse -, gli artisti hanno utilizzato il numero, assoluto oppure associato ad altre immagini, suoni e parole, per affrontare tematiche proprie delle scienze esatte, della numerologia, della tecnologia, della superstizione, della filosofia”.
“Non è il rapporto tra scienze esatte ed arti visive l’argomento di Numerica – scrive Marco Pierini -, né tantomeno l’individuazione di misure, proporzioni, equilibri e simmetrie che abbiano origine e fondamento nella matematica o nella geometria. E’ il numero in sé, la rappresentazione grafica che nel tempo se ne è data, la forma di volta in volta assunta, l’assolutezza del suo icastico manifestarsi che ha orientato la selezione delle opere d’arte e ha indirizzato il corso delle riflessioni. Oggetto e soggetto di dipinti, sculture, disegni, video, fotografie, installazioni, il numero ha rivelato un potenziale rimasto latente e inespresso fino ai primi decenni del secolo scorso”.
Ad esclusione della celeberrima Melencolia I di Dürer e di pochi altri dipinti allegorici riferiti alla matematica e alla geometria, il numero resta una realtà sottesa, che incide sulla rappresentazione artistica antica, che regola simmetrie e sezioni auree, ma come elemento ordinatore, dietro le quinte. Ma ecco, con prepotenza, la sua prima apparizione, a segnare l’avvento definitivo del moderno.
“E’ nei dipinti cubisti e futuristi – afferma Pierini -, seguendo (con minor evidenza ma analogo percorso) il destino della parola, che il numero conosce la prima emancipazione da nota marginale e accessoria a soggetto, anche se non ha da subito piena autonomia e indipendenza. Nel secondo decennio del Novecento si incontrano numeri in quantità sempre maggiore nei dipinti delle avanguardie: cavati da ritagli di giornali, presi a prestito da una targa d’automobile o da una pubblicità, da un numero civico, un numero di telefono, un orario del treno, talvolta invece incorporati nelle composizioni senza possibilità di riconoscerne l’origine. Esemplare, da questo punto di vista, il grande 6943 che si staglia in Stati d’animo I: gli addii di Umberto Boccioni (1911) a indicare il numero del motore della locomotiva, ma molte altre cifre si riscontrano in opere futuriste, in particolare quelle di Gino Severini e Fortunato Depero, autore già dalla metà degli anni Dieci di alcuni disegni intitolati Compenetrazione di numeri che ne offrivano elaborati sviluppi grafici”.

Non può sfuggire, in questo ambito, la forza rivoluzionaria del numero futurista, che sbreccia la composizione, portando, almeno inizialmente, materiale anti-poetico ed anti-artistico – contro la linea della tradizione, contro la Nike di Samotracia – all’interno dei dipinti con un’evidente forza eversiva e il valore esplosivo di una formula tecnica. Ma già si assiste ad un’esplorazione diversa delle forze numeriche.
Numeri innamorati di Giacomo Balla, databile attorno al 1924, “costituisce uno dei primi esempi di affrancamento del numero da un contesto figurativo più articolato e complesso. Le cifre sono assolute protagoniste dell’opera, prendono corpo e volume attraverso una proiezione telescopica del segno grafico”. “Lo stesso titolo – annota Marco Pierini -, con l’inequivocabile attributo ‘innamorati’, indica una non esclusiva pertinenza dei numeri alla sfera delle scienze esatte. Del resto, già un decennio avanti Marinetti aveva dichiarato: ‘L’amore della precisione e della brevità essenziale mi ha dato naturalmente il gusto dei numeri, che vivono e respirano sulla carta come esseri vivi nella nostra nuova sensibilità numerica’”.
E’ da questo punto che, lungo il Novecento, le piste numeriche, in ambito artistico, assumono caratteristiche spesso antitetiche.
Il conteggio è divenuto frattanto una necessaria pratica universale, sicché la cifra rappresenta la prima chiave visiva della modernità. “Un numero soltanto, invece, domina il notissimo The Figure 5 in Gold, olio su cartone compiuto nel 1928 dal pittore americano Charles Demuth – spiega Pierini -, ispirato dai versi di William Carlos Williams dove il poeta si sofferma sul rumoroso passaggio di un mezzo dei pompieri sul cui retro campeggia un grande 5 in oro”.
La natura invasiva del numero nella società di massa, la crisi d’identità nel rapporto tra individualità e gruppo – ben stigmatizzato da Pirandello in Uno, nessuno, centomila -, costituiranno un punto di riferimento per quegli artisti critici nei confronti della civiltà dei consumi, che trasforma l’uomo in una pura entità numerica o in unità controllate e definite da codici a barre – intesi quale trasformazione lineare di unità numeriche -, come avviene in Generic Man di Jana Sterbak (1987-89). E proprio la discesa dell’uomo in una realtà concreta e virtuale in cui galleggiano soprattutto numeri, porterà gli artisti pop, che utilizzano i topoi della civiltà contemporanea, a considerare le cifre come segni decontestualizzati e trasformati in icona, privi di connotazioni simboliche, plancton della società dei consumi. “Puri pretesti per dipingere, secondo Jasper Johns, i numeri sono percepiti da Robert Indiana quali elementi dominanti del paesaggio urbano e resi in maniera ‘oggettiva’ e anonima, intenzionalmente memore dello stile dei cosiddetti Precisionists degli anni Venti e Trenta”.
Su questa linea, in Italia, Mario Schifano è stato tra i primi “ad eleggere a soggetto di alcuni dipinti lettere e numeri, mentre in parallelo Mario Ceroli dava vita a sculture di varie dimensioni in legno e metallo con cifre isolate; l’interesse per i numeri non ha trovato un limite cronologico negli anni Sessanta, ma ha continuato a coinvolgere artisti di generazioni, provenienze e poetiche assai diverse”. Ciò che si nota, comunque, è la progressiva assunzione da parte degli artisti di un nuovo punto di vista. Il numero, in modo crescente, diviene oggetto di un confronto che si presta a letture sociologiche e filosofiche.
Così, tra essere e nulla, tra entità numeriche e lo zero, si evidenzia la ricerca di Pier Paolo Calzolari, che “esplicita in maniera palesemente contraddittoria – e perciò efficace, sebbene forse inconsapevole – tutta la difficoltà che la cultura occidentale ha avvertito all’apparire della decima cifra e del suo mistero, quell’impalpabile zephirum (lo zero, ndr) che rappresenta l’assenza e il vuoto, che esiste e tuttavia è niente”. In un’opera di Calzolari, Senza titolo (Zerorose), ad esempio, “non ci sono, in effetti, rose, ma ben ventinove zero forgiati in vetro e colorati di rosa dalla luce al neon. Alla sequenza di zero si accompagna una voce registrata che senza sosta scandisce le parole ‘zero’ e ‘rose’ – quasi indistinguibili nella continua loro iterazione – e aggiunge un’ulteriore sensazione di incertezza percettiva e di lieve turbamento”.
Alla linea “fredda” – lungo la quale il numero diviene moltiplicatore dell’alienazione o segno del transito irreversibile del tempo verso il nulla o, ancora, sordo misuratore di quantità produttivistiche e consumistiche – si oppone una linea “calda”, ricca di rinvii alla tradizione esoterica, alchemica e pitagorica, nella quale la cifra assume una valenza spirituale e risulta una sorta di causa efficiente, in grado di dare respiro e senso all’universo ed alla vita.

A cominciare dalla nota serie di Fibonacci, in base alla quale “ciascun termine (a partire dal terzo) è uguale alla somma dei due termini precedenti”, e dai suoi “frequenti e sorprendenti riscontri in natura, dalla successione delle foglie negli alberi al numero dei petali delle margherite, fino alle spirali lungo le quali si dispongono i semi di girasole o alle squame che rivestono gli ananas”, Mario Merz lavora dal 1970 attorno a questi numeri creatori e creativi, nei quali gli sembra “di riconoscere la forma dell’energia vitale della materia”.
E il nodo è proprio questo. Contro il numero freddo, produttivistico viene posto l’esorcismo della cifra intesa come forza intrinseca della natura. “L’idea di Fibonacci – dichiara l’artista – era l’idea di una serie numerica che avesse un significato proliferante e non un significato puramente matematico”. Egli applica questa capacità generatrice della cifra numerica alla spirale del Solomon Guggenheim Museum di New York, alla Mole Antonelliana di Torino o all’opera La spirale appare, realizzata per il Centro d’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, “che si dispiega – ricorda il co-curatore di Numerica – per ben 24 metri. Una struttura di ferro sostiene la teoria di fascine disposte in verticale, elementi estrapolati dalla natura eternamente uguali a se stessi ai quali si oppongono pile di quotidiani ingialliti e rosi dal tempo. Su questi ultimi si appoggiano i numeri, in una successione che, terminando col 10946, si configura come una delle più lunghe mai realizzate da Merz”.
Su una linea ideologicamente contigua si colloca il Quadrato magico di Mario Ceroli, il quale rinvia ad una tradizione numerologica che affonda le proprie radici nella storia e che legge nelle cifre una vibrazione magica, in grado di raccordare il microcosmo umano al macrocosmo, nella propiziazione del destino. Un numero anti-aritmetico che compensa i bassi calcoli della società contemporanea, che sa contare soltanto i propri passi.

Clicca sul link per aprire il PDF, per vedere l’articolo completo di tutte le immagini:

[PDF] La potenza dei numeri


Come vendere e guadagnare da casa: quadri, preziosi e oggetti da collezione - Fare gli artisti e guadagnare

VUOI VENDERE OPERE DI GRANDE VALORE O COLLEZIONI INTERE? QUI consulenza alle operazioni di vendita. Contattaci e i nostri esperti ti guideranno con competenza. Invia le immagini e i dati in una mail a redazione@stilearte.it inserendo nell'oggetto la dicitura "Vendita quadri". Ti ricontatteremo al più presto
2 - GUADAGNARE DA CASA - Vendi da qui quadri e cose vecchie alle vere aste. Istruzioni-kit Come guadagnare senza uscire di casa e standosene comodi sul divano? E' facile. Magari hai già un quadro o un oggetto di collezionismo che vuoi vendere in modo sicuro, prendendo bene. Magari, invece, devi far mente locale per cercare in casa, in cantina, in soffitta. Chiedi ad amici e parenti gli oggetti che non servono più. Iscriviti subito gratuitamente alle aste Catawiki con i link sicuri che troverai qui sotto e parti per un'avventura tranquilla e redditizia. Non dovrai nemmeno uscire di casa per portare il pacco in posta o dallo spedizioniere, perché, a vendita avvenuta, passerà lo spedizioniere stesso a ritirare, da te, il pacco. Catawiki cerca oggetti speciali, quelli che ormai non si trovano più nei negozi o che sono "fuori di testa". Ma cerca anche quadri di valore, stampe e tanti oggetti di collezionismo. Proponi in vendita all'asta i tuoi oggetti con Catawiki: clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si aprirà una pagina come quella della fotografia qui sotto. Gratis   3 - FARE GLI ARTISTI E GUADAGNARE – Ecco come Qui le regole e gli indirizzi per gli artisti e i fotografi artisti che vogliono mantenersi, vivendo di pittura e arte, nell'era del web. PER INIZIARE A VENDERE la tua opera d'arte, CLICCA SUL LINK ARANCIONE, qui sotto. Non sono richieste cifre di adesione o iscrizione, né ora né in futuro. Servono solo le foto, che puoi scattare alla tua opera anche con il telefonino.  La tutela dell'utente è completa, sotto ogni profilo, con garanzia assoluta di gratuità, privacy e supervisione della correttezza di ogni operazione da parte un notaio, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la presenza notarile - pure essa completamente gratuita per l'utente - è una garanzia assoluta delle modalità operative e delle dichiarazioni di gratuità del servizio. > Vendi le tue opere d'arte con Catawiki: Clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si apre una pagina come quella della fotografia qui sotto Iscriversi a Catawiki è semplice, rapido e soprattutto sicuro. Abbiamo testato questa importante casa d'aste e possiamo dare il nostro personalissimo "pollice in su" in quanto a correttezza, professionalità e preparazione. Fare affari è ancora possibile anche nell'era della crisi!

Colori ad olio - Quali scegliere? Le risposte nell'articolo

COLORI A OLIO, ecco i più venduti. Approfitta dell'offerta Amazon (vedi i prodotti qui di seguito) attraverso la selezione effettuata dalla nostra redazione, che ha individuato i prodotti migliori ai prezzi più convenienti. Colori a olio: ecco le recensioni:
MAIMERI: Olio puro. Una soluzione di alta qualità. Questo prodotto, infatti è definito puro in quanto il colore non è mescolato con altre sostanze. Si tratta di olio più pigmento e nulla più, se non un minimo apporto di additivi per migliorare la qualità del colore. Caratteristica principale, infatti, è l'attenzione e la fedeltà del colore. Un prodotto studiato per il risultato cromatico migliore possibile. Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Maimeri
 

Maimeri 0398100 - Set Tubi Olio Classico,10 Colori Assortiti. Prezzo: 42 euro (più spese spedizione)

   

Royal Talens: il rinomato brand - fondato nel 1899 e da sempre sinonimo di grandissima qualità - ha presentato  il suo più prestigioso set di pittura ad olio. Se si vuole acquistare o regalare il meglio del meglio ecco l'Edizione 'Excellent' in custodia in legno – Con vernice, tavolozza e pennelli. La vernice ad olio della gamma Rembrandt è realizzata con la più elevata concentrazione possibile di pigmento finemente macinato, con tutte le 24 pitture del set classificate come resistenti per 100 anni alla luce.Clicca qui per visualizzare e acquistare i prodotti Royal Talens

Royal Talens – Scatola con colori ad olio Rembrandt – Edizione 'Excellent' in custodia in legno – Con vernice, tavolozza e pennelli - Acquistala qui

E' possibile acquistare anche un set più accessibile al grande pubblico,  il Royal Talens - Rembrandt Oil Colour Box - Master Gold Edition. Meno colori e meno accessori, ma qualità massima.

Royal Talens - Rembrandt Oil Colour Box - Master Gold Edition - Acquistala qui

  FERRARIO: Van Dyck. Una gamma con uno dei migliori rapporti qualità/prezzo. Ideale per chi è alle prime armi ma, data la qualità del prodotto, molto utilizzata anche dagli esperti del settore. Purezza, intensità delle tinte e impasto untuoso sono  le caratteristiche principali.  Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Ferrario     OLD HOLLAND: un prodotto per puristi. Old Holland produce ancor oggi i suoi colori utilizzando le tecniche e le formule tradizionali. Uno dei marchi più ricercati dagli artisti fin dalla nascita della pittura ad olio. Il prezzo non è certamente adatto alle tasche di tutti ma si tratta pur  sempre della "Ferrari" dei colori ad olio.  Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Old Holland

Old Holland: Colori - Qui trovi una selezione di colori a olio

WILLIAMSBURG: una linea e un prodotto che si fregia di essere stato creato dagli artisti stessi, per la migliore resa possibile. Ogni tonalità risulterà diversa nell'impasto, che può essere più o meno granuloso o più o meno oleoso, in quanto appositamente studiata per la resa cromatica migliore Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Williamsburg

Williamsburg olio Signature colori Set - Prezzo: EUR 63,70 + EUR 11,77 di spedizione

WINSOR & NEWTON:  la giusta via di mezzo. Il prezzo è alla portata e la qualità offerta è sicuramente di medio/alto livello. E' la linea Winsor & Newton, utilizzata dalle accademia. Buona  qualità dei colori, ad un prezzo abbordabile Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori WINSOR & NEWTON

Winsor & Newton Winton Oil Assortimento 10 Tubi 37 ml Assortiti - Prezzo consigliato: EUR 51,30 Prezzo OFFERTA: EUR 43,90 | Spedizione 1 giorno Risparmi: EUR 7,40 (14%) Tutti i prezzi includono l'IVA.

REGALA UN KIT DI PITTURA: abbiamo selezionato - nella griglia che proproniamo qui di seguito - i prodotti più interessanti in rapporto qualità/prezzo proposti dal web.