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La seduzione del bello. Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700 al Museo Bagatti Valsecchi

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La seduzione del bello
Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700
a cura di Antonio D’Amico
15 ottobre 2022 – 12 marzo 2023
Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù 5, Milano

Il Museo Bagatti Valsecchi apre le porte della storica dimora di via Gesù per inaugurare un autunno di grandi novità. Dal 15 ottobre la mostra La seduzione del bello. Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700, una selezione di cinquanta opere del Seicento e del Settecento, custodite nella collezione milanese Gastaldi Rotelli e realizzate da artisti quali Procaccini, Cairo, Nuvolone, Magnasco, Guardi, Régnier, Londonio, Ricci, Todeschini, Monsù Bernardo, Ceruti.

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Francesco Cairo, Maddalena portata in cielo dagli angeli, 1650 circa, Collezione Gastaldi Rotelli

Il Museo, che è nel cuore del quadrilatero della moda, rinnova lo Shop nell’arredamento grazie alla partnership con Manifattura di Domodossola e offre al pubblico una ricca offerta editoriale e una vasta proposta di merchandising realizzata appositamente da Athison in esclusiva per il Museo Bagatti Valsecchi.

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Giulio Cesare Procaccini, San Sebastiano e due angeli, 1620 circa, Collezione Gastaldi Rotelli

Il Museo Bagatti Valsecchi, con il patrocinio del Ministero della Cultura, il sostegno di Regione Lombardia e del Comune di Milano e il fondamentale contributo di GKSD Investment Holding, dal 15 ottobre presenta una selezione di dipinti della collezione Gastaldi Rotelli nella grande mostra dal titolo La seduzione del bello. Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700, a cura del conservatore Antonio D’Amico, con la collaborazione di Maria Silvia Proni, curatrice della collezione Gastaldi Rotelli. Cinquanta capolavori lasciano per la prima volta tutti insieme la loro abituale residenza per entrare negli ambienti neorinascimentali di via Gesù e porsi in dialogo con l’ecclettica raccolta permanente quattro e cinquecentesca che i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi radunano alla fine dell’Ottocento. Con questa mostra, la Casa Museo si configura così come una “Casa delle Collezioni”, creando un interessante quanto inedita riflessione sul ruolo del collezionismo privato, la sua storia e la conseguente valorizzazione e fruizione in età contemporanea.

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Giacomo Antonio Ceruti, detto Il Pitocchetto, La mamma col bambino e la mucca, 1740-1750 circa, Collezione Gastaldi Rotelli

Gilda Gastaldi e Giuseppe Rotelli, appassionati della pittura del Seicento e del Settecento e attratti dalla varietà di temi che la caratterizzano, alla fine del Novecento, per circa un ventennio, hanno raccolto un nucleo eccezionale di dipinti, partecipando ad aste in tutto il mondo e viaggiando alla costante ricerca di preziose opere d’arte.

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Francesco Guardi, Capriccio con torre rustica e velieri, 1760-1770 circa, collezione Gastaldi Rotelli

Questa passione collezionistica trova un antecedente celebre nei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi che nell’Ottocento danno vita al palazzo di famiglia nel cuore di Milano, ora sede del Museo, arricchendolo di dipinti e manufatti d’arte applicata quattro cinquecenteschi, con l’intento di creare una dimora ispirata alle abitazioni nobiliari del tardo Rinascimento.

Questa mostra vuole dunque mettere in connessione queste due importanti collezioni che, seppur con metodologie diverse, sono espressione e ritratto dei loro artefici e rispecchiano la loro volontà di vivere circondati d’arte e bellezza.
Il percorso della mostra si sviluppa in tutte le sale del Museo e il visitatore è chiamato a scrutare i dettagli dei dipinti della collezione Gastaldi Rotelli per individuare le assonanze con le diverse identità tematiche che caratterizzano tutti gli ambienti di casa Bagatti Valsecchi.

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Eberhard Keilhau, detto Monsu’ Bernardo, Scuola di ricamo con bambino e giovinetta che legge o scena domestica, 1660-1670 circa, Collezione Gastaldi Rotelli

È possibile osservare da vicino immagini bibliche e religiose nei quadri di Giulio Cesare Procaccini, Giuseppe Vermiglio, Tanzio da Varallo e Francesco Cairo, contemplare il quotidiano vivere con le scene mistiche di Alessandro Magnasco, quelle di musica dipinte da Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini e Bernardo Strozzi, di studio del cosmo, di natura e di paesaggio, realizzate da Michele Marieschi, Luca Carlevaris e Francesco Guardi, fino a lasciarsi catturare dai corteggiamenti e dai banchetti popolati da pitocchi, magistralmente dipinte da Monsù Bernardo, lo Pseudo Salini, Todeschini e Giacomo Ceruti.

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Giovannni Paolo Pannini, Capriccio archeologico con la predica di San Pietro (Predica di San Pietro tra le rovine romane), 1740, circa, collezione Gastaldi Rotelli

Non sempre ciò che i pittori raffigurano è immediatamente decifrabile. È nei gesti, negli sguardi, nelle scene della pittura di genere che si celano affascinanti giochi simbolici, talvolta erotici e sensuali, che soltanto uno sguardo attento potrà riconoscere, per scoprire che l’arte trasforma lo spazio in tempo e ci regala scampoli di realtà ma anche momenti d’illusione.

L’allestimento, realizzato dallo studio milanese Garibaldiarchitects, coinvolge tutte le sale ed è arricchito dai preziosi tessuti di Dedar e dalle terre naturali di Matteobrioni, creando un percorso inedito che riconfigura gli spazi della Casa Museo: ogni stanza ospita un tema pittorico diverso per esaltare l’identità dei singoli ambienti e creare suggestioni con le opere esposte.

Camilla Bagatti Valsecchi, presidente della Fondazione Bagatti Valsecchi, dichiara: “Il nostro museo, vuole essere un luogo dinamico, accogliente, pronto a far dialogare la propria identità storico artistica con altre preziose collezioni, per offrire inedite visioni e percorsi insoliti del mondo dell’arte. È con questo spirito che sono felice di accogliere tra le sale del museo questa significativa selezione di dipinti provenienti dalla collezione di Giuseppe Rotelli e Gilda Gastaldi. I visitatori potranno percorrere tutte le sale della Casa Museo e scoprire alcuni ospiti d’eccezione; tele realizzate da artisti tra Seicento e Settecento, in Lombardia e in Veneto, che trasformano gli spazi di casa Bagatti Valsecchi in momenti di bellezza e armonia per la vista e la mente. Auspico che chiunque possa vedere la mostra viva la piacevole sensazione di lasciarsi sedurre dal bello, un sentimento del quale tutti abbiamo necessità, soprattutto in questo difficile momento storico”.

Dal primo dicembre il percorso si arricchirà di una nuova sala, normalmente chiusa al pubblico, che ospiterà un approfondimento dedicato al tema della natività: sarà possibile ammirare un grande Presepio dipinto dal milanese Francesco Londonio, insieme a una Sacra Famiglia di Carlo Francesco Nuvolone, una Madonna che allatta il Bambino di Prospero Fontana e un suggestivo Riposo durante la fuga in Egitto di Sebastiano Ricci, a testimonianza che la collezione Gastaldi Rotelli dispone di una preziosa quanto rara presenza di capolavori segreti tutti da scoprire.

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Giacomo Antonio Ceruti, detto il Pitocchetto. L’incontro al pozzo, 1750 circa, Collezione Gastaldi Rotelli

“Questa grande mostra” – afferma il conservatore del Museo e curatore della mostra, Antonio D’Amico – “costituisce una preziosa opportunità per il pubblico che potrà ammirare opere difficilmente fruibili nei musei e sarà anche l’occasione per riflettere sulla capacità che ancora oggi possiede la Casa Museo Bagatti Valsecchi di trasformarsi per accogliere ospiti illustri. In questo caso il Museo si veste di festa perché apre le porte a dipinti del Seicento e del Settecento, generando un’ideale incontro tra due collezioni e tra linguaggi artistici differenti. Inoltre, la mostra sarà per il Museo Bagatti Valsecchi l’avviamento di nuovi progetti, come il nuovo shop e gli eventi collaterali di In Arte Veritas, un ciclo di tre incontri dedicati alla connessione tra Arte e Vino condotti insieme ad Andrea Amadei”.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Sagep Editori. Un volume di pregio ricco di immagini e denso di contenuti che affronta il tema del collezionismo privato da molteplici punti di vista, approfondendo tematiche quali il collezionismo al femminile, il ruolo del collezionismo privato nella formazione delle raccolte civiche, la retorica delle immagini in epoca sei e settecentesca, la moda dipinta e il rapporto delle opere con gli spazi museali, grazie agli interventi di importanti studiosi.

Con l’obiettivo di rendere la visita del Museo ancora più coinvolgente e interessante, in occasione dell’apertura della mostra, viene presentato il nuovo Shop completamente ristrutturato, frutto di una sinergia siglata con Manifattura di Domodossola S.p.A., storica azienda piemontese nata nel 1913 e leader nella produzione di intrecciati destinati al mondo della moda, dell’arredamento e della calzatura. Tutta l’area dello shop è rivestita con i materiali prodotti dall’azienda, in particolare le pareti presentano un luminoso intreccio di rame dorato, mentre il desk all’ingresso e le aree espositive dei prodotti sono impreziosite da dettagli in pelle intrecciata. La Fondazione Bagatti Valsecchi, grazie a questa importante partnership, offrirà al pubblico una ricca varietà di merchandising appositamente pensata e realizzata da Athison, marchio di alta pelletteria di Manifattura di Domodossola S.p.A. In questo modo il Museo s’inserisce ancor di più nel quadrilatero milanese e nel mondo della moda, con accessori di grande raffinatezza. Il nuovo Shop, la cui illuminazione è di Album Italia S.r.l., accoglierà il pubblico facendolo sentire a casa, in un ambiente caldo, intimo e pieno di tante novità.

La mostra è arricchita anche da In Arte Veritas, tre serate ideate e condotte dal sommelier e gastronomo Andrea Amadei con lo storico dell’arte Antonio D’Amico, e realizzate grazie a tre importanti cantine vinicole italiane, Altemasi, Donnafugata e Rocca di Frassinello. Il pubblico, il 30 novembre 2022 con Rocca di Frassinello, il 25 gennaio con Donnafugata e l’1 marzo 2023 con Altemasi, potrà degustare una selezione di vini, vivendo un’esperienza multisensoriale, tra Arte e Vino, lasciandosi suggestionare dai profumi e dalle simbologie che si celano nelle immagini dipinte. La prenotazione per le serate è obbligatoria sul sito del Museo.

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