Home / Futurismo / L’arte e il fascismo, tutti i colori del nero. Guerra, politica e cultura tra futurismo e classicismo
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

L’arte e il fascismo, tutti i colori del nero. Guerra, politica e cultura tra futurismo e classicismo

PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, SUBITO QUI A DESTRA. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO , OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995

di Beatrice Avanzi

Stile intervista Giampiero Mughini, che fu componente del Comitato scientifico della mostra “L’arte per il consenso. Da Sironi a Depero 1922-1935”.

numero31Può illustrarci i contenuti della mostra, allestita nella casa natale di Mussolini a Predappio?
La mostra ripercorse il fascismo, i suoi miti, la sua ascesa politica, la sua figura carismatica. Un’esperienza che oggi all’unanimità condanniamo, perché ci sono di mezzo la seconda guerra mondiale e le leggi razziali. Però molti contemporanei, che non avevano ancora visto queste cose, hanno vissuto in modo diverso il mito, l’avvento, la vittoria politica, il regime. Una delle stupidaggini più grandi dell’antifascismo è sostenere che dalla parte del fascismo non ci sia stata cultura. La cultura invece ci fu, con protagonisti di notevole livello. Filippo Tommaso Marinetti, Mario Sironi, Giuseppe Ungaretti e Leo Longanesi da soli fanno una squadra che pochi partiti politici del Novecento potrebbero vantare.


La mostra propose una riflessione sul modo in cui il regime si avvalse delle arti figurative come strumento per creare consenso.
Se ne avvalse certamente, perché il regime era un impasto di modernità e di repressione, di dettatura e di esaltazione di certe linee culturali. Alcune delle arti più moderne nascono – non dico contagiate dal fascismo – ma certo ad esso proclivi: l’architettura moderna, tutto il dibattito sull’architettura razionalista degli anni Trenta, ad esempio. Il libro che funge da cavallo di battaglia degli architetti modernisti – il “Rapporto sull’architettura” che Pier Maria Bardi scrive nel 1931 – è dedicato a Mussolini. I razionalisti ritenevano che Mussolini fosse dalla loro parte ed effettivamente egli stette dalla loro parte nell’occasione, quanto mai sintomatica, della stazione di Firenze progettata da Michelucci. Mussolini non era certo un intellettuale colto e aggiornato, ma aveva avuto dei buoni maestri. Qualcosa aveva imparato da Prezzolini, molto aveva imparato da Margherita Sarfatti. La Sarfatti, ebrea, sua amante, era una donna di eccezionale personalità e vitalità ed è lei che lo ambienta all’arte moderna, all’arte italiana del Novecento.
Lo stesso Mussolini affermò che l’arte dell’Italia fascista doveva essere “tradizionalista e moderna”, favorendo tanto l’avanguardia futurista, volta a rapportare il regime alla modernità, quanto il linguaggio classicista e monumentale del “Novecento” promosso da Margherita Sarfatti…
Il Futurismo, sia il primo che il secondo, sta dalla parte del fascismo. Lo spartiacque è dato dalla guerra, cosa che oggi viene completamente dimenticata o falsata dalla cultura media. Essere stati per la guerra non era, come può apparire a un pacifista di oggi, essere stati per il massacro. Significava essere stati per una tappa ritenuta indispensabile all’affermazione di un grande paese moderno, nella linea e nella logica della storia dell’umanità fino a quel momento. I futuristi in guerra ci andarono… E quindi aver fatto la guerra – e Mussolini è il capo politico che interpreta questa esigenza – è lo spartiacque. Chi ha fatto la guerra sta da una parte, chi sputa sui soldati e sugli ufficiali, che pure la guerra l’hanno vinta, sta dall’altra parte. E avere sputato sugli italiani che hanno fatto la guerra è stato un grave errore della sinistra italiana.
Nelle arti figurative si arrivò all’elaborazione di una vera e propria “iconografia” del fascismo…
E’ vero. Lo stesso Mussolini, con quel cipiglio, quella sveltezza, quella drammaticità, aveva una carica iconografica assai forte, certo più dei leader di oggi. Non molti ricordano che uno dei grandi architetti modernisti dell’Italia del Novecento, Giuseppe Pagano, che poi nella sua maturità sarebbe divenuto un antifascista e sarebbe morto in un campo di concentramento nazista, da giovane era un acceso seguace di Mussolini e aveva scattato una sequenza fotografica bellissima del “covo” del Duce, cioè della prima redazione del “Popolo d’Italia”.
Gli artisti contribuirono dunque a creare il “mito mussoliniano”…
Assolutamente. I futuristi per primi, ma non solo questi… Pochi sanno che Alberto Savinio, che appare come la quintessenza della creatività e della libertà intellettuale, era un filo-mussoliniano. Era filo-mussoliniano anche Ungaretti, che è il creatore della poesia italiana moderna e si fa prefare da Mussolini il terzo dei suoi libri. Il momento più alto della collaborazione tra il regime e la cultura d’avanguardia fu la famosa “Mostra della rivoluzione fascista”, dedicata al decennale, che si tenne al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1932 ed è uno dei grandi avvenimenti della cultura italiana moderna.
E’ possibile individuare alcuni tratti caratteristici di uno “stile fascista”?
Parlerei piuttosto di stili dell’arte moderna che sono nati in ambienti culturali vicini al fascismo, ed erano il dinamismo, la modernità, la velocità, la sfida rappresentata dai nuovi strumenti a disposizione dell’uomo… non dimentichiamo l’importanza dell’aereo per la mitologia fascista. Le famose trasvolate oceaniche di Balbo appartengono veramente al mito delle cose volute da Mussolini, interpretate da uno dei suoi collaboratori più importanti, perché – anche questo va detto – il Fascismo ebbe degli uomini di primissimo piano. Un uomo come Balbo da solo illumina un periodo della politica italiana. E poi Bottai, Rocco, Giovanni Gentile… Insomma, i conti con questa parte della nostra storia sono complessi. E non sono conti che mirano a dire “com’era bello”, ma a spiegare come è andata.

Come vendere e guadagnare da casa: quadri, preziosi e oggetti da collezione - Fare gli artisti e guadagnare

VUOI VENDERE OPERE DI GRANDE VALORE O COLLEZIONI INTERE? QUI consulenza alle operazioni di vendita. Contattaci e i nostri esperti ti guideranno con competenza. Invia le immagini e i dati in una mail a redazione@stilearte.it inserendo nell'oggetto la dicitura "Vendita quadri". Ti ricontatteremo al più presto
2 - GUADAGNARE DA CASA - Vendi da qui quadri e cose vecchie alle vere aste. Istruzioni-kit Come guadagnare senza uscire di casa e standosene comodi sul divano? E' facile. Magari hai già un quadro o un oggetto di collezionismo che vuoi vendere in modo sicuro, prendendo bene. Magari, invece, devi far mente locale per cercare in casa, in cantina, in soffitta. Chiedi ad amici e parenti gli oggetti che non servono più. Iscriviti subito gratuitamente alle aste Catawiki con i link sicuri che troverai qui sotto e parti per un'avventura tranquilla e redditizia. Non dovrai nemmeno uscire di casa per portare il pacco in posta o dallo spedizioniere, perché, a vendita avvenuta, passerà lo spedizioniere stesso a ritirare, da te, il pacco. Catawiki cerca oggetti speciali, quelli che ormai non si trovano più nei negozi o che sono "fuori di testa". Ma cerca anche quadri di valore, stampe e tanti oggetti di collezionismo. Proponi in vendita all'asta i tuoi oggetti con Catawiki: clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si aprirà una pagina come quella della fotografia qui sotto. Gratis   3 - FARE GLI ARTISTI E GUADAGNARE – Ecco come Qui le regole e gli indirizzi per gli artisti e i fotografi artisti che vogliono mantenersi, vivendo di pittura e arte, nell'era del web. PER INIZIARE A VENDERE la tua opera d'arte, CLICCA SUL LINK ARANCIONE, qui sotto. Non sono richieste cifre di adesione o iscrizione, né ora né in futuro. Servono solo le foto, che puoi scattare alla tua opera anche con il telefonino.  La tutela dell'utente è completa, sotto ogni profilo, con garanzia assoluta di gratuità, privacy e supervisione della correttezza di ogni operazione da parte un notaio, il Dott. J. Borren dello studio M.J. Meijer Notarissen N.V., Amsterdam. Anche la presenza notarile - pure essa completamente gratuita per l'utente - è una garanzia assoluta delle modalità operative e delle dichiarazioni di gratuità del servizio. > Vendi le tue opere d'arte con Catawiki: Clicca qui, su questa riga,  per iniziare le operazioni. Tutte gratuite. Ti si apre una pagina come quella della fotografia qui sotto Iscriversi a Catawiki è semplice, rapido e soprattutto sicuro. Abbiamo testato questa importante casa d'aste e possiamo dare il nostro personalissimo "pollice in su" in quanto a correttezza, professionalità e preparazione. Fare affari è ancora possibile anche nell'era della crisi!

Colori ad olio - Quali scegliere? Le risposte nell'articolo

COLORI A OLIO, ecco i più venduti. Approfitta dell'offerta Amazon (vedi i prodotti qui di seguito) attraverso la selezione effettuata dalla nostra redazione, che ha individuato i prodotti migliori ai prezzi più convenienti. Colori a olio: ecco le recensioni: MAIMERI: Olio puro. Una soluzione di alta qualità. Questo prodotto, infatti è definito puro in quanto il colore non è mescolato con altre sostanze. Si tratta di olio più pigmento e nulla più, se non un minimo apporto di additivi per migliorare la qualità del colore. Caratteristica principale, infatti, è l'attenzione e la fedeltà del colore. Un prodotto studiato per il risultato cromatico migliore possibile. Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Maimeri  

Maimeri 0398100 - Set Tubi Olio Classico,10 Colori Assortiti. Prezzo: 42 euro (più spese spedizione)

  FERRARIO: Van Dyck. Una gamma con uno dei migliori rapporti qualità/prezzo. Ideale per chi è alle prime armi ma, data la qualità del prodotto, molto utilizzata anche dagli esperti del settore. Purezza, intensità delle tinte e impasto untuoso sono  le caratteristiche principali.  Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Ferrario     OLD HOLLAND: un prodotto per puristi. Old Holland produce ancor oggi i suoi colori utilizzando le tecniche e le formule tradizionali. Uno dei marchi più ricercati dagli artisti fin dalla nascita della pittura ad olio. Il prezzo non è certamente adatto alle tasche di tutti ma si tratta pur  sempre della "Ferrari" dei colori ad olio.  Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Old Holland WILLIAMSBURG: una linea e un prodotto che si fregia di essere stato creato dagli artisti stessi, per la migliore resa possibile. Ogni tonalità risulterà diversa nell'impasto, che può essere più o meno granuloso o più o meno oleoso, in quanto appositamente studiata per la resa cromatica migliore Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori Williamsburg  WINSOR & NEWTON:  la giusta via di mezzo. Il prezzo è alla portata e la qualità offerta è sicuramente di medio/alto livello. E' la linea Winsor & Newton, utilizzata dalle accademia. Buona  qualità dei colori, ad un prezzo abbordabile Clicca qui per visualizzare e acquistare i colori WINSOR & NEWTON REGALA UN KIT DI PITTURA: abbiamo selezionato - nella griglia che proproniamo qui di seguito - i prodotti più interessanti in rapporto qualità/prezzo proposti dal web.
Clicca qui per valutazioni gratuite di opere d’arte, antiche e moderne

x

Ti potrebbe interessare

Adolf Hitler disegnava i Sette Nani e Biancaneve. Ecco i cartoni del dittatore

Quanto vale un quadro di Braque, vita e opere del fondatore del Cubismo

390 Condivisioni
Condividi390
Tweet
+1
Condividi
WhatsApp