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L’esperienza immersiva di Monna Lisa. Una grande mostra virtuale sulla Gioconda co-prodotta dal Louvre

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La mostra immersiva, dedicata alla Gioconda – che si terrà a Marsiglia, nel Palazzo della Borsa – segue i grandi eventi digitali di grande successo dedicati a Van Gogh, a Monet, alla civiltà e alla fine di Pompei. Cos’è una mostra immersiva? E’ un allestimento realizzato con ingrandimenti proiettati delle opere, suoni e luci che occupano più ambienti e che si presentano al visitatore che percorre le sale dell’esposizione stessa. Il visitatore è immerso in grandi immagini o particolari dell’opera d’arte ed è inserito in una narrazione. Egli così cammina in spazi di alto coinvolgimento sensoriale, in grado di costituire un percorso di conoscenza e di trasferimento facilitato di cognizioni, anche complesse.
In Francia è stata costituita una società pubblica peer la produzione di mostre immersive: il Grand Palais Immersif
L’installazione immersiva è dedicata alla Gioconda co-organizzata dal Louvre e dal Grand Palais Immersif. La mostra aprirà il 10 marzo e proseguirà fino ad agosto.
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I ricercatori e gli sviluppatori della mostra rispondono a queste domande e sviluppano i concetti che troveremo elencati qui di seguito.

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La Gioconda, mostra immersiva
Perché la Gioconda è il dipinto più famoso al mondo? Una domanda apparentemente semplice, ma le cui risposte variegate, complesse e sorprendenti consentono ai visitatori di accedere alla comprensione di parte del mito e soprattutto dell’opera stessa, al di là di falsi misteri e luoghi comuni.
La mostra propone così una riscoperta del capolavoro di Leonardo da Vinci attraverso storie ed esperienze sensoriali che si articolano a diversi livelli:

– il cammino del visitatore è scandito dal contatto con la “pelle-paesaggio” delle opere di Leonardo che avvolge l’intero spazio espositivo. Immerge i visitatori in un luogo ispirato ai paesaggi della Gioconda, della la Vergine delle rocce, di Sant’Anna. I paesaggi risultanti da queste opere si compongono e interagiscono per creare un universo panoramico che anima lo spazio. Il digitale, noto come mezzo e formato “freddo”, qui seduce per la sua dimensione sensibile ed emotiva, con texture grafiche inedite.

– diverse narrazioni visive raccontano le storie, le trame, la contemporaneità e il processo che ha reso questo dipinto l’icona che è diventato. Il pubblico cammina così attraverso narrazioni visive che sono allo stesso tempo istruttive, sensibili e contemplative. Sei proiezioni digitali in formati molto grandi evocano la polisemia dell’opera di Leonardo da Vinci:

1. La Gioconda, un’icona universale
Il ritratto della Monna Lisa è oggi una delle poche immagini veramente universali. Immagine, icona o simbolo, è il volto più famoso della storia dell’arte.

2. Abbiamo rubato la Gioconda
Uno spazio della mostra racconta come il dipinto più famoso del mondo sia stato rubato dal Louvre e poi ritrovato a Firenze prima di essere restituito al Museo parigino, dopo un tour d’addio in Italia.

3. La Gioconda, copiata, mai eguagliata
Fino al XIX secolo molti pittori hanno reso omaggio alla composizione di Leonardo da Vinci. Dalla sua creazione, la Gioconda è stata copiata e imitata. Il dipinto non fu terminato quando il giovane Raffaello trovò nella Gioconda una potente fonte di ispirazione per le proprie opere. Fu poi un modello per moltissimi ritratti di donne e uomini provenienti da tutta Europa, per secoli.

4. La Gioconda e la ritrattistica
Come altri pittori prima di lui, Leonardo da Vinci pone il suo personaggio di fronte a un paesaggio. Se la tradizione italiana ha finora privilegiato la posizione di profilo, in quella proveniente dal Nord Europa la vista privilegiata sono i tre quarti e lo sguardo volge verso il visitatore. La cornice offre la vista delle mani che prendono vita. Soprattutto, il maestro scelse di dipingere Monna Lisa con un’espressione che pochi artisti prima di lui avevano osato rappresentare: il sorriso. Leonardo da Vinci si ispirò quindi ad altre tradizioni pittoriche, in particolare alla pittura fiamminga. Ma poiché è stato in grado di rendere la vita del suo modello come nessun altro. Ha creato un capolavoro che ci affascina ancora cinque secoli dopo.

5. La parte inferiore dell’opera
L’impressione di straordinaria realtà che emana dalla Gioconda deriva dalla tecnica pittorica di Leonardo da Vinci: sfocando le linee di contorno, tutti gli elementi del dipinto sembrano formare un corpo unico. Per lui ombre e luci devono fondersi l’una nell’altra e perdersi.
“come fumo”. Inventò così questo effetto pittorico noto come “sfumato”. Per l’artista è il culmine del suo lavoro di ricerca e della sua osservazione scientifica del mondo.

6. Un pittore e il suo modello
Durante la sua vita, Leonardo da Vinci realizzò diversi ritratti. Nei suoi disegni, nei suoi taccuini o nella sua pittura, ha cercato di capire come rappresentare la vita in tutta la sua complessità. Dipinta a grandezza naturale, la Gioconda sembra essere per il suo creatore la rappresentazione più fedele della sua ricerca. Leonardo da Vinci non consegnò mai al suo sponsor, Francesco del Giocondo, il ritratto della moglie di quest’ultimo. Lo tenne preziosamente vicino a sé fino alla morte, perfezionandolo costantemente.

Ciascuna delle proiezioni offre diversi immaginari e animazioni adattate a ciascun contenuto:

– i dispositivi interattivi continuano ad indagare questa immagine e hanno lo scopo di suscitare l’attenzione del visitatore. Quest’ultimo può infatti “toccare” queste opere digitalizzate, manipolarle, osservarne la grana ei minimi dettagli, come raramente avrà potuto fare prima.

– le diverse esperienze offerte consentono una trasmissione dinamica delle conoscenze. Il pubblico vive quindi un vero incontro con capolavori mitici.

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