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L’Impressionismo nei Caraibi, lo splendore cristallino di Oller seduce New York


di Stefano Maria Baratti

L’attuale mostra Impressionism and the Caribbean: Francisco Oller and His TransatlanticWorld , presso il Brooklyn Museum (200 Eastern Parkway, Brooklyn, New York, fino al 3 Gennaio 2016) è dedicata alle opere dell’artista cosmpolita portoricano Francisco Oller y Cestero (1833-1917).
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L’accezione più lata del termine «caraibico» richiama un simbolismo naturalistico, l’intera area del mar Caraibico, le numerose isole e coste adiacenti, con forti connotazioni classiche del «paradiso tropicale» indigeno: spiagge bianchissime, mare cristallino, fondali incantati, spesso spazi rimossi dal bagaglio culturale europeo, poiché fuoriescono dalle dimensioni empiriche del concetto di «cultura organizzativa», spesso delimitata dai confini del colonialismo occidentale. L’incontro – o lo scontro – tra la produzione artistica che riguarda l’Europa e le altre aree che hanno adottato forme da essa derivate, spesso crea delle fratture e zone conflittuali nel dialogo complesso e sfuggente tra queste due dimensioni. Raramente il contrasto natura-cultura, simbolo del nuovo e del vecchio mondo, offre delle soluzioni ai confini naturali della cultura europea. Nel caso di Francisco Oller, esiste un osmosi senza precedenti.
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Terzogenito di una famiglia aristocratica di origine spagnola, Oller fu l’unico pittore latinoamericano che contribuì allo sviluppo dell’impressionismo. Nato a Bayamón, una piccola città di Puerto Rico, situata nell’immediato entroterra nord-orientale dell’isola caraibica, a soli undici anni dimostrò un notevole talento artistico studiando con il pittore Juan Cleto Noa, proprietario dell’unica struttura accademica di San Juan, la capitale dell’isola. Nel 1848 gli fu offerta una borsa di studio in Italia, a Roma, da parte del generale Juan Prim, governatore dell’isola, che tuttavia la madre del quindicenne Oller non accettò per via della giovane età del figlio.

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A partire dal 1851, Oller visse ad intermittenza tra Madrid e Parigi. A Madrid studiò pittura presso l’Accademia Reale di Belle Arti a San Fernando, sotto la guida di Don Federico de Madrazo y Kuntz, direttore del museo del Prado. Nel 1858 si trasferisce a Parigi, dove è prima allievo di Thomas Couture, e poi di Gustave Courbet, presso il museo del Louvre, annoverando tra i suoi compagni Claude Monet, Auguste Renoir e Camille Pisarro. E ‘stata la combinazione tra loro nuova estetica e il realismo di Gustave Courbet, che avrebbe avuto un impatto duraturo sullo sviluppo dello stile.
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Fu durante questo periodo che Oller – dotato oltremodo di una voce da baritono – fu chiamato a partecipare all’esecuzione di varie opere italiane e cominciò a frequentare il cenacolo di pittori protagonisti dell’impressionismo, tra i quali Bazille, Renoir, Monet e Sisley. Ne nasce un coinvolgente rapporto di amicizia e di collaborazione, che influenzerà tutta la sua tematica: soprattutto lo studio dal vero in particolari condizione di luce, sensazioni e percezioni visive tropicali di nature morte e paesaggi della sua isola natale.
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Protagonisti di molte tele del pittore portoricano saranno anche i personaggi chiave della lotta d’indipendenza contro la Spagna, durante la guerra ispano-americana del 1898 grazie alla quale Puerto Rico si liberò infine dal giogo dell’impero spagnolo, fino a diventare eventualmente da colonia statunitense a estado libro asociado (ovvero «commonwealth») con governo autonomo.
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Quando finalmente nel 1884 Oller si stabilìsce definitivamente a Puerto Rico, diventa il fondatore della prima accademia di Belle Arti femminile, in seguito denominata Universidad Nacional. Nel 1871, la Spagna lo nomina membro onorario dell’ordine Caballeros de la Orden de Carlos III, e pittore ufficiale dell’accademia reale presso la corte di Amedeo I. Suo malgrado, Oller dedicherà il resto della sua vita a testimoniare la realtà del paesaggio, il tessuto sociale e la cultura di di Puerto Rico, il risultato dell’unione di numerose altre culture: Taino, spagnola, africana e statunitense.
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