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Lo schiacciamento del capezzolo di Paolina tradisce Canova

Il calco in gesso del seno di Paolina realizzato da Antonio Canova è conservato nel Museo Napoleonico di Roma.
L’oggetto venne ereditato o acquisito presso parenti dal conte Primoli, discendente di Luciano Bonaparte, principe di Canino, fratello di Paolina.

E’ possibile notare, in buona evidenza, lo schiacciamento del capezzolo e dell’area sovrastante, che risulta gravata da un peso invisibile. L’effetto rinvia inequivocabilmente a un calco dal vero, eseguito sul tronco della donna, collocata in posizione verticale, poiché lo schiacciamento venne provocato dal peso del gesso che fu apposto da Canova sul seno della sorella di Napoleone. Canova, come tutti gli scultori dell’epoca, faceva uso di calchi in gesso che erano “moralmente puniti” nel campo della scultura. Egli fu accusato dalla critica a lui contemporanea di avere utilizzato questi materiali per il gruppo “Dedalo e Icaro”. Ma non si teneva conto dei mutamenti intervenuti nel campo della scultura dai tempi di Michelangelo. L’idea era infatti quella di uno scultore con il martello e lo scalpello, intento a portare a termine lotte titaniche con la Forma e con il marmo. In realtà, il calco in gesso per maschere funebri da utilizzare poi per statue con il volto identico al defunto era una pratica diffusa almeno dai tempi dei Romani. Con i secoli il calco diventò sempre più diffuso. Gli scultori, nell’Ottocento, erano autori del bozzetto in creta che poi, in molti casi, ingrandito con l’assemblaggio di parti corporee ricavate da calchi. Ciò consentiva una perfezione assoluta nella resa scultorea. Canova non scalpellava le sue statue e la presenza di un segreto nel suo studio è rivelata da una testimonianza di Hayez che fece visita all’atelier dello scultore, ma che non potè accedere a una stanza misteriosa alla quale l’accesso era impedito a tutti i visitatori. Con tutta probabilità, in questo vano erano conservati i calchi. La presa del calco del seno di Paolina potrebbe essere avvenuta durante la fase realizzativa della Venere vincitrice, che rappresenta, appunto la sorella di Napoleone. Forse fu una richiesta da parte della donna stessa, molto consapevole della propria bellezza e delle forme perfette del proprio seno. Il calco in gesso nasceva da un’ingessatura simile a quella terapeutica, che si pratica oggi in ortopedia, ma con un più esigui strato di materiali. Si poteva trarre un calco da tutto e a Parigi c’erano botteghe specializzate dove si potevano acquistare i calchi. Oppure venivano realizzati da ogni bottega, nel caso di pose particolari.

Il calco in gesso del seno di Paolina realizzato da Antonio Canova

Il calco in gesso del seno di Paolina realizzato da Antonio Canova

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