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Baccio Maria Bacci (Firenze 1888-1974) Solaria alle Giubbe Rosse 1930-1940 olio su tela Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti

Luci sul ‘900 a Palazzo Pitti



Luci sul ‘900
Il centenario della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti 1914 – 2014
Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze
28 ottobre 2014 – 8 marzo 2015

Orario e prezzi della mostra
Galleria d’arte moderna
martedì – domenica 8.15 – 18.50 (ultimo ingresso alle ore 18.00), chiuso il lunedì
biglietto intero € 13.00; ridotto € 6.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni; gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, insegnanti della Comunità Europea delle scuole statali, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea

Servizio didattico per le scuole
Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione al costo di € 3.00 ad alunno
Info e prenotazioni Firenze Musei 055.294883

Servizio visite guidate Galleria d’arte moderna
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383 e-mail firenzemusei@operalaboratori.com

A cento anni dalla sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti espone e racconta le sue collezioni del ‘900: “secolo di fervore innovativo, di strappi culturali (e non solo), di tragedie e di ricostruzioni, un secolo che nelle arti ha indirizzato una contemporaneità, la nostra del XXI secolo, profondamente modellata da quelle esperienze ereditate”(Cristina Acidini).

 Per celebrare il centenario della sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dedicare una mostra alle collezioni novecentesche possedute dal museo.
Infatti, nonostante la Galleria d’arte moderna sia nota soprattutto per essere il museo che vanta la più vasta e importante, storicamente e qualitativamente, collezione di dipinti macchiaioli al mondo, è probabile che non tutti conoscano l’interessante raccolta di opere novecentesche fino ad oggi relegata nei depositi.
L’esposizione  tende quindi ad attrarre l’attenzione su questo museo nel museo, fino ad ora sommerso per insufficienza di spazi espositivi: “sono come le luci di un faro quelle che (…) si accendono e spengono sulle collezioni di questo museo: una sorta di percorso a corrente alternata che consente di poter far vedere le più significative selezioni di tutto il patrimonio (….)” (Simonella Condemi).

Filippo De Pisis  (Ferrara 1896-Milano 1956) Natura morta con ragnatele 1951 olio su tela Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti

Filippo De Pisis (Ferrara 1896-Milano 1956)
Natura morta con ragnatele
1951
olio su tela
Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

Attraverso questa mostra, grazie al suo taglio storicistico, verranno raccontati i tempi e i modi che caratterizzarono le acquisizioni delle opere in Galleria così da evidenziare, attraverso le scelte operate nel corso dei decenni del secolo scorso, i fermenti culturali della Firenze di quel tempo.

Ma è più di una mostra, è la prova per un percorso museale di capolavori per lo più inediti del secolo scorso, che speriamo possano finalmentetrovare, a conclusione dell’esposizione, una collocazione stabile nelle ultime sale di facciata della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. Come del resto è accaduto per le collezioni novecentesche del Comune di Firenze che con il nuovo Museo Novecento hanno trovato recentemente i loro spazi espositivi nel complesso delle Leopoldine.

Fu l’importante Legato al museo voluto nel 1896 dal critico Diego Martelli, sodale del movimento macchiaiolo, ad evidenziare la necessità che anche a Firenze, come già a Roma e Venezia, vi fosse una Galleria che presentasse al pubblico le proposte dell’arte moderna. La raccolta di opere di importanti esponenti dell’arte ottocentesca toscana, soprattutto macchiaiola, doveva quindi trovare degna collocazione in un percorso che comprendesse anche le novità delle correnti contemporanee.

Nel marzo del 1913 nelle sette sale della Galleria dell’Accademia di Firenze, il Direttore generale del Ministero, Arduino Colasanti inaugurava una prima modesta sezione degli spazi museali dedicati all’arte moderna che undici anni dopo, nel giugno 1924, sarebbe approdata a Palazzo Pitti nell’attuale sede. Le diverse provenienze delle opere che allora la componevano, consistenti soprattutto nei premi Accademici e nelle raccolte lorenesi e sabaude, erano già in grado di illustrare criticamente la lunga e complessa storia verso la fondazione museale; si trattò di fasi storiche che precedettero e prepararono la successiva stagione culminata con la Convenzione tra Stato e Comune di Firenze stipulata nel giugno 1914; rimaneva però ancora da individuare uno spazio espositivo adeguato ad una collezione in continua crescita.

Le donazioni di opere accolte, oltre agli acquisti allora effettuati finalizzati fin dall’inizio a comporre il percorso del futuro museo ci permettono di comprenderei criteri di scelta che vennero adottati da quella Commissione, tuttora vigente,  che era stata istituita e giuridicamente prevista dalla Convenzione con l’incarico di accrescere, secondo precise indicazioni critiche, il patrimonio del museo.

 

Carlo Carrà (Quargento 1881-Milano 1966) Laguna 1932 olio su tela Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti

Carlo Carrà (Quargento 1881-Milano 1966)
Laguna
1932
olio su tela
Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

Gli allestimenti e le scelte 

Nella selezione delle opere esposte sono state scelte quelle dei principali interpreti della cultura figurativa italiana del ‘900: Felice Carena, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Guido Peyron, Ottone Rosai, che si alternano a quelle, prevalenti per quantità, degli esponenti del gruppo del “Novecento toscano” di Baccio Maria Bacci, Giovanni Colacicchi  e degli altri sodali, vicini al clima della rivista Solaria ed al  ritrovo canonico della cultura fiorentina, il caffè delle “Giubbe Rosse”, che resero la città negli anni Venti un fertile centro di incontro dei migliori artisti ed intellettuali italiani.

In mostra le opere acquistate alle varie edizioni delle Biennali veneziane tra il 1925 ed il 1945, alla  Quadriennale Romana del 1935, e quelle, molto più numerose, comprate in sede locale presso la Società di Belle Arti di Firenze, ma soprattutto alle Sindacali Toscane, dedicate alla cultura figurativa regionale. Fra queste ricordiamo opere di Giovanni Colacicchi, Ottone Rosai, Alberto Magnelli, Oscar Ghiglia, Achille Lega, Ardengo Soffici, Lorenzo Viani, Libero Andreotti, Italo Griselli etc.  

Oltre a questi ingressi non meno rilevanti  erano quelli che giungevano grazie ai doni, testimonianza, con la loro crescente frequenza, di un rapporto sempre più stretto tra la Galleria d’arte moderna e la città.

Mirko Basaldella  (Udine 1910-Cambridge 1969) Giuditta 1966 bronzo Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti

Mirko Basaldella (Udine 1910-Cambridge 1969)
Giuditta
1966
bronzo
Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

Gli anni del dopoguerra furono caratterizzati da una stasi nell’attività di acquisizioni di opere da parte della Commissione; tuttavia a partire dal 1950, per i successivi venti anni, la Galleria aggiornò comunque le proprie collezioni del Novecento grazie all’ingresso delle opere premiate alle varie edizioni del “Premio del Fiorino”, che lo statuto della stessa manifestazione destinava al museo.

Queste opere, del resto, sono l’unica testimonianza efficace della cultura figurativa italiana di quegli anni e rappresentano un significativo incremento di dipinti dovuti alla mano di Felice Casorati, Filippo De Pisis, Primo Conti, Fausto Pirandello, Vinicio Berti, Fernando Farulli, Sergio Scatizzi, Corrado Cagli.

Rilevanti, poiché documentano un deliberato interesse della Commissione verso la contemporaneità,  appaiono invece quegli acquisti conclusi, in via del tutto straordinaria, alla II° Esposizione Internazionale della Grafica del “Fiorino” del 1970: Burri e Jasper Jones.

Il percorso della mostra termina con la presentazione delle ultime acquisizioni volute dalla Commissione operate negli ultimi trenta anni della sua attività, dal 1985 ad oggi: tra queste Confidenze di Armando Spadini, la Mascherata di Mario Cavaglieri, già in collezione Longhi, e una bellissima Veduta di Grizzana di Giorgio Morandi, dedicata all’amico Ragghianti.

In occasione della mostra gran parte dei dipinti sono stati oggetto di restauro conservativo, ben 88 sul totale dei 120 esposti; campagna di restauro impegnativa sia sotto il profilo economico che di coordinamento, diretta dalla vicedirettrice della Galleria d’arte moderna Rosanna Morozzi.

Per completare il panorama delineato della mostra viene riproposto nell’Andito degli Angiolini un’ampia selezione delle opere di grafica che vennero presentate nella celebre Esposizione Internazionale del Bianco e Nero tenutasi a Firenze nel maggio 1914 presso la Società di Belle Arti. D’altro canto, alla grafica si concedeva un confronto più ardito ed immediato con le novità internazionali. Questa sezione, che aprirà al pubblico in una fase successiva il 25 novembre, è curata da Rossella Campana con la collaborazione di Rosanna Morozzi e Giorgio Marini sotto la direzione di Simonella Condemi e documenta l’eccellente livello qualitativo e il respiro internazionale delle opere che furono presentate in quell’occasione.

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