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Stile Arte

Un disegno Matisse disperso dal 1948 trovato arrotolato sopra un armadio. Era in una casa ereditata

La modella di Matisse sarebbe Hélène Galitzine in Mercier, figlia del principe Lev Golitsyn ed Helena Gagarin, che era una delle modelle preferite di Matisse insieme a Lydia Delectorskaya, negli anni '30. La ricostruzione dei passaggi di proprietà, compiuta dalla casa d'aste, indicherebbe il dono dell'opera, da parte di Matisse, a una donna di Nizza - oggi sconosciuta -, che l'avrebbe poi donato a suor Suzanne Mazare del convento dei Minimi, situato a Mane, un luogo non distante dalla cittadina in cui il disegno è stato trovato

Gli animali di filo di ferro e materiali di recupero invadono Castelfiorentino. Le opere di Massarutto

Cresciuto nella campagna Friulana fin da piccolo osserva il padre, tassidermista (impagliatore di animali) e lo aiuta in laboratorio. Per lui questa diventa una vera e propria scuola di anatomia, tendini, ossa, muscoli ogni dettaglio gli servirà negli anni a venire. Il bestiario richiama ai diritti degli animali e sottolinea, attraverso i materiali di recupero, che ogni cosa può tornare a una nuova vita

Trovato a Dresda il teschio che Bernini scolpì nel marmo di Carrara per Papa Alessandro VII

Il capolavoro , precedentemente creduto perduto è a grandezza naturale e realizzato in modo così realistico che può sembrare un vero teschio umano. Nulla sembra schematico e nessun dettaglio è stato trascurato: dalle suture craniche delicatamente arricciate agli zigomi sottosquadro al setto nasale sottile. La testa è cava e anche perfettamente e anatomicamente corretta anche nella parte inferiore

Ponte di Bassano, finiti lavori anti-crollo. Il disegno è ancora quello di Palladio. Una mostra sulla sua storia

La bocciatura del primo progetto dell'insigne architetto veneto. La mostra racconta il mito del ponte, ma contemporaneamente parla di un ponte concreto e reale da 500 anni, il ponte di Bassano, disegnato da Palladio, distrutto e ricostruito più volte in un’epopea che dal Settecento del Ferracina giunge al presente del ‘Ponte degli Alpini’. Il racconto della mostra si snoda a partire da disegni originali di Palladio, libri cinquecenteschi, mappe antiche, dipinti del Settecento, fotografie di fine Ottocento, modelli di studio contemporanei

Trend. Colori per dipingere le pareti ispirati agli accordi cromatici delle tavolozze dei grandi pittori italiani

Modigliani, Canaletto, Botticelli o di Michelangelo. Ciò che viene colto è l'insieme dialogante dei colori e della tonalità, in quella che - alla francese - viene definita palette e che, in italiano, è la tavolozza. Ogni pittore ha una propria tavolozza, nel senso che, quando spreme i tubetti o colloca le preparazioni sulla tavoletta di legno, sceglie i colori secondo precise e personali sensibilità. La palette o tavolozza - intesa come accordo cromatico reiterato nella produzione dell'artista - costituisce uno dei principali elementi di autografia

Elisa Morucci, un’elegante scultrice fiorentina per la statua del calciatore Paolo Rossi. Le opere alchemiche dell’artista

L'artista lavora su un interessante substrato di matrice alchemica, con rinvii e citazioni di stilemi di antiche civiltà, nel colloquio con l'invisibile. L'artista: "Paolo Rossi è stato il mio primo grande amore platonico di bambina. Avevo 5 anni nell'82 e ho imparato a amare questo splendido sport, anche grazie a lui. Quando ho appreso che ci aveva lasciati, l’emozione è stata grande, sono affiorati i ricordi ed è stato naturale il desiderio di tributargli un omaggio"

Puliscono la statua di Cellini e trovano gli occhi d’argento di Cosimo I. Cosa significa quello sguardo

Un saggio di pulitura ha dato subito un risultato emozionante: celato sotto uno strato scuro e compatto è infatti emerso il chiarore di un metallo di colore diverso dal bronzo e in breve la restauratrice ha potuto accertare che il metallo era proprio argento. Benvenuto Cellini aveva dunque adottato una tecnica usata fin dall’antichità, inserendo lamine d’argento all’interno degli occhi

Caravaggio. Chi si muove dietro la tenda di Giuditta e Oloferne? Nuove figure. Ecco com’era, il quadro, quando fu impostato

L'artista aveva la necessità di agire in un ambito fortemente narrativo, configurando, negli strati più profondi il "prima" e il "dopo". Il volto crudele del generale nemico, una seconda testa sul braccio della donna. Un'ancella giovane. Un gruppo di personaggi attorno al tavolo imbandito per la festa al condottiero. Una figura con barba. La quinta architettonica

Il filo che conduce da Piero della Francesca a Modigliani e oltre. Divertissement attorno al cardine della rappresentazione

Dall'assoluto valore delle formule pierfrancescane si diparte un filo - che vibra e si attorciglia, come il filo di fumo del tabacco - che percorre tutta l'arte occidentale. Il tentativo di rappresentare la realtà non dimenticando mai il lato nascosto, nell'unione tra il volto e la schiena, nel superamento della bidimensionalità della pittura attraverso la pittura stessa