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Rifiuti elettronici ritraggono i presidenti del G7. Chi è Joe Rush, lo scultore che abita in un elicottero

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Mount Recyclemore: è l’ultimo lavoro di Joe Rus e Wreckage Alex con la crew dei rifiuti Mutoid nella baia di St Ive in Cornovaglia, davanti al vertice del G7. L ‘assemblea dei capi dei leader mondiali si affaccia sull’hotel dove i leader mondiali in foto soggiorneranno – il primo ministro britannico Boris Johnson, il primo ministro giapponese Yoshihide Suga, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro italiano Mario Draghi, il primo ministro canadese Justin Trudeau , la cancelliera della Germania Angela Merkel e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
La scultura è stata realizzata con i rifiuti elettronici e obsolete, scartate apparecchiature elettriche. L’opera di Rush cita le sculture realizzate, a partire dal 1927 da Gutzon Borglum, nel granito delle Black Hills in South Dakota negli Stati Uniti d’America.
Diffondendo il vangelo di “Mutation”, Joe Rush e la sua Mutoid Waste Company, un collettivo underground di artisti selvaggi e sovversivi il cui credo è l’arte fatta di rifiuti, feste e strada, scuotono la storia culturale alternativa dell’Europa.

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L’opera di Rush. Osservando i volti possiamo riconoscere ogni personaggio del G7

L’artista londinese Joe Rush, fondatore della Mutoid Waste Company, è un’incarnazione vivente dell’ideale underground.
Rifiutando le regole del mercato dell’arte, si autoproclama “artista dei margini”.
Amante della libertà e fedele ai suoi impegni ambientalisti, anticonsumisti e umanistici, Rush, un geniale inventore, costruisce i suoi sogni con i significativi rifiuti della nostra società postindustriale. Il suo percorso artistico dagli anni Thatcher ad oggi è stato straordinario.
Nel 1984 fonda la Mutoid Waste Company spinto da un ideale di libertà incarnato in una trilogia inscindibile: l’arte, le feste, la strada. La Mutoid Waste Company era un collettivo artistico itinerante punk e libertario di artisti selvaggi e sovversivi.
Negli anni Ottanta, sfidando la repressione di quello che loro definivano “regime Thatcher”, organizzarono e allestirono a Londra leggendari rave party illegali dall’estetica apocalittica. Lì, in magazzini abbandonati, fabbriche ed edifici in disuso, ambienti urbani in degrado che hanno occupato e mutato, Joe Rush ha introdotto la sua “arte del salvataggio”. Realizzate con rottami militari e industriali, le sue installazioni di spettacolari macchine e sculture rock’n’roll sono gli specchi storici delle nostre società.
Il suo museo, le sue gallerie sono le feste gratuite che la Mutoid Waste Company organizza all’interno del Glastonbury Festival e in tutta Europa.
Da Londra a Berlino- nel giugno 1989, a Görlitzer Bahnhof, trasforma l’artiglieria pesante della Guerra Fredda in un giardino di sculture di pace. Un anno dopo, con un Mig 21 rubato dai campi dell’esercito russo e piantato nella Terra di Nessuno di fronte al Reichstag, avrebbe festeggiato la fine della Guerra Fredda. Da Parigi e Amsterdam a Milano e Barcellona, ​​la Mutoid Waste Company ha influenzato le controculture europee.

​Oggi, 35 anni dopo i suoi inizi, proprio mentre l’umanità sta entrando nell’Antropocene, un’era geologica definita dall’impatto ecologico delle attività umane sul pianeta (inquinamenti industriali, oceani di rifiuti, deforestazioni, pesca eccessiva, emissioni tossiche…) in un’economia neoliberista contesto di sovrapproduzione e iperconsumo, Joe Rush, con le sue sculture mutanti, commoventi e poetiche costruite sui rifiuti della nostra società consumistica incarna ancora una volta, un movimento di Resistenza.
Dal suo elicottero-casa, residuo della guerra di Corea, in piedi nel mezzo di un deposito di rottami, alla meccanica e monumentale Phoenix che si esibisce sul palco del concerto dei Rolling Stones; dalla cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici che ha diretto sui campi dell’iconica Glastonbury di cui è direttore creativo, le sue performance portano il segno della creatività, della libertà, dell’anarchia, dell’eccitazione, della lotta e della repressione, della sovversione e il potere di mobilitazione di un movimento che è diventato europeo e ha ispirato la Street Art.

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