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Sotto una fattoria romana del II secolo d. C. trovati un tesoro di monete in una bottiglia e ceppi per schiavi

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Una bottiglia di metallo sepolta nei sotterranei di una fattoria di 1900 anni fa. Dentro di essa un panno di stoffa che chiude, come un tappo, il tesoretto. Monete antiche che devono ancora essere estratte dal contenitore. La bottiglia è stata recuperata, senza che fosse svuotata, e portata in laboratorio. Successivamente – come avviene in questi casi nell’archeologia contemporanea – il contenitore sarà sottoposto a un micro-scavo per il recupero accurato di tutto il materiale in esso contenuto. Il peso complessivo dell’oggetto e del suo contenuto è di 6,8 chilogrammi.

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La bottiglia di metallo che contiene un tesoretto, trovata sotto il terreno della cantina © Stéphane Lancelot, Inrap

La scoperta è avvenuta in uno spazio che potrebbe coincidere con la cantina dell’edificio padronale di un’antica tenuta gallo-romana. Sotto i resti dello stesso edificio sono stati trovati anche ceppi di ferro, utilizzati per impedire la fuga a schiavi e prigionieri, senza esimerli dalla possibilità di spostarsi per lavorare, sotto controllo. I ceppi sono infatti “manette per le caviglie”.

Questi e numerosi altri materiali sono emersi durante uno degli scavi compiuti nell’anno che si è appena concluso nella campagna di Saint-Sauveur, un comune francese di 1.385 abitanti situato nel dipartimento della Somme, nella regione dell’Alta Francia. I primi risultati di queste indagini sono stati pubblicati in queste ore dall’Inrap – Institut national de recherches archéologiques préventives -, un istituto francese d’altissimo profilo e di elevatissima operatività, impegnato, in particolar modo, negli interventi d’urgenza dell’archeologia preventiva.

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La bottiglia del tesoro e i ceppi © Stéphane Lancelot, Inrap

La fattoria, fondata nel I secolo, fu riorganizzata e ampliata notevolmente nel secolo successivo. La possiamo immaginare – nella versione del II secolo – composta da un palazzo padronale, attorno a una corte chiusa da edifici rustici di servizio e alloggi dei lavoratori. La fattoria aveva anche laboratori artigianali e cantine. Probabilmente nelle stanze sotterranee venivano detenuti schiavi o l’ambiente era utilizzato come prigione.

“I resti scoperti – relativamente alla parte più vecchia, risalente al I secolo, ndr – danno l’immagine di una popolazione romanizzata molto antica, che aveva contatti commerciali lontani, ma rimaneva fortemente ancorata alle abitudini alimentari galliche come la consumazione di carni di cavallo – dicono gli studiosi dell’Inrap – A partire dalla metà del II secolo il luogo fu riorganizzato, con un ampliamento dell’habitat e la comparsa di attività artigianali. Vasti edifici residenziali, associati a cantine e ripostigli, sono organizzati intorno a un cortile dominato da un imponente edificio con cantina. Nelle fondamenta di questo edificio rettangolare, abbiamo trovato un vaso interrato che conteneva un deposito monetario. La posizione dell’edificio principale e il percorso che conduce ad esso, così come la partizione tra un cortile con attività e un’area residenziale, ricordano l’organizzazione in pars urbana e pars rustica delle fattorie gallo-romane. In questo periodo fu installata anche una fucina che serviva per modellare, da piccoli lingotti, minuscoli oggetti come chiodi o coltellini”

I resti della fauna, trovati nell’area della fattoria del II secolo, mostrano un consumo di cibi variegato composto principalmente da carni di maiale e pecora. La notevole qualità e quantità di oggetti intrappolati nelle strutture scavate illustrano l’agio degli occupanti (ceramiche importate, vasellame metallico, ornamenti, scritte, ecc.) e testimoniano le attività ivi svolte (metallurgia, agricoltura, molitura, lavorazione tessile, legno e pelle).

Una necropoli gallica composta da cinquantatré tombe era stata scoperta dall’Inrap nel 2015 a Saint-Saveur. Un cimitero utilizzato per circa 150 anni, durante il III e il II secolo a.C. Vasi corredavano la tomba di ogni defunto, spesso con offerte di cibo e talvolta depositi di oggetti metallici: coltelli, forbici, rasoi e alcuni ornamenti come braccialetti o perle.
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Lo scavo del 2021 – oltre alla fattoria – ha rivelato un’altra necropoli dello stesso periodo, situata a diverse centinaia di metri di distanza, ai margini del sito dell’insediamento. È circoscritta da un recinto aperto ad est. Tre tombe occupano lo spazio centrale, tra cui una più riccamente dotata che contiene cinque vasi e due perle di vetro blu.

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