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Statue di mensole e colonne rinascimentali scoperte ora a Piuro, cancellato da alluvione nel 1618


PIURO, RINVENUTE COLONNE IN PIETRA E STATUE DALLO SCAVO ARCHEOLOGICO
La Pompei delle Alpi regala nuove scoperte archeologiche



Gli scavi di messa in sicurezza dell’area conosciuta ai più come “Cantina del Piocc”, stanno emergendo nuovi elementi di assoluto interesse. Lo comunica l’ente municipale di Piuro, un comune di 1.881 abitanti della provincia di Sondrio in Lombardia, situato a nord-ovest del capoluogo della provincia.

Dopo la frana del 4 settembre 1618, il paese di Piuro venne cancellato, lasciando sul territorio diverse frazioni che hanno mantenuto la vecchia denominazione a livello comunale. Il Comune e le maggiori attività produttive si trovano in località Prosto, mentre altri nuclei importanti sono Borgonuovo, Santa Croce e Savogno.

Il cantiere inserito nel progetto Interreg ​ Italia-Svizzera AMALPI18 si stava occupando della realizzazione di terrazzamenti per la messa in sicurezza dell’area quando, con evidente sorpresa, sono emersi elementi architettonici di assoluto interesse. Una colonna in pietra finemente decorata oltre a elementi in arenaria scolpita di cui uno rappresentante un volto femminile, rassomigliante ai volti della sala delle cariatidi di Palazzo Vertemate.

L’area è sottoposta a constante monitoraggio da parte della Soprintendenza in collaborazione con l’università di Verona, per la quale sul campo è presente il Dott. Mattia Cantatore, collaboratore del Prof. Fabio Saggioro, coordinatore della ricerche al Mot al Castel, area interessata negli ultimi scavi che ha rivelato essere il fulcro di Piuro sin dai tempi dei romani grazie ai ritrovamenti di sepolture databili verso la fine del IV secolo. Nelle prossime ore il professore si recherà sul posto insieme al funzionario della soprintendenza archeologica Dott. Stefano Rossi.


“Questa prima opera di messa in sicurezza dell’area di scavo e delimitazione delle strutture sepolte – dichiara Mattia Cantatore dell’Università di Verona – si sta rivelando particolarmente proficua, non solo per il rinvenimento di pezzi di indubbio valore estetico, ma anche perché sta consentendo di aprire una finestra sugli edifici presenti nel 1618 e sulle loro caratteristiche In particolare se si dovesse confermare che gli elementi rinvenuti facessero parte della cosiddetta “Canatina del Piocc”, il fabbrico sarebbe di maggior pregio di quanto preventivato”.

“Questi nuovi ritrovamenti confermano l’assoluta eccezionalità del contesto archeologico di Piuro nel panorama alpino – dichiara Stefano Rossi – diventa ora sempre più urgente trovare le risorse per valorizzare questo importante patrimonio e renderlo fruibile al pubblico con una modalità che sappia dare forma alle tante storie riportate alla luce da oltre sessant’anni di ricerche”.
Questi elementi appena ritrovati, risalgono evidentemente ad un edificio risalente al periodo rinascimentale, a cavallo quindi tra il XVI e in XVII secolo. Grande soddisfazione per questi ritrovamenti viene espressa dal comune e dall’associazione Italo-Svizzera per gli Scavi di Piuro che sono alla costante ricerca di nuovi fondi per proseguire l’attività di scavo e valorizzazione e conservazione del patrimonio archeologico di Piuro.