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Si schiudono le uova covate dall’artista francese Abraham Poincheval. Il video

La sofferenza e la straordinaria applicazione sono i criteri che presiedono le opere dell'artista francese Abraham Poincheval. Una sofferenza che sfiora il disumano. L'ultima performance si è tenuta nell'aprile 2017 all'interno degli spazi del museo di Tokyo a Parigi. Il giovane artista si è rinchiuso in una struttura di plexiglass, coperto da un piumino, ed ha iniziato a covare dieci uova. Una sfida, per certi aspetti grottesca, che ha messo a dura prova il suo protagonista. Il riposo concesso, infatti, non è stato più di mezz'ora al giorno. Le uova, per schiudersi, devono essere mantenute a una temperatura costante che è lievemente superiore a quella dell'essere umano due punti: 37°. Per surriscaldarsi, Poincheval ha così dovuto coprirsi a dismisura. Il 18 aprile, il primo risultato con la schiusa di un uovo. Lui ha commentato questo evento con entusiasmo, poiché la nascita del pulcino l'ha fatto sentire all'interno della materia. Naturalmente, al di là del riconoscimento delle estreme capacità di sofferenza dimostrate dall'artista stesso in diverse occasioni, si apre la discussione sul medium e sulle finalità dell'arte, sempre più un fenomeno destinato a suscitare scalpore e sorpresa per forare il guscio impenetrabile dei mass media

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Performer trascorre una settimana in una pietra. “Ecco come ho vissuto”. Il video

Ha trascorso una settimana rinchiuso in un macigno, all'interno del quale un utensile a controllo numerico aveva perfettamente scavato l'ingombro del suo corpo. L'unica possibilità di un minimo movimento era consentito alle dita dei piedi, che potevano contare sul vuoto tra la pelle delle scarpe e il piede. Questa performance è avvenuta al Palais de Tokyo di Parigi. Il protagonista è Abraham Poincheval, 1972, che ha improntato il proprio lavoro alla dimensione claustrofobica dello "stare dentro". Per noi tutti una sensazione orribile, insopportabile. Ma lui è davvero allenato. E racconta di non aver mai avuto un minuto di angoscia, mai un pensiero costretto, mai la reazione di soffocamento o di prigionia

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