Tag Archivi: case d’artista

Il meraviglioso chalet del pittore Balthus. 113 finestre, facciata scolpita nel Settecento. Il video

Costruito tra il 1752 e il 1756 da David Henchoz, il Grand Chalet, patrimonio nazionale svizzero -  113 finestre, facciate scolpite - è tra i più antichi chalet in Svizzera. Fu inizialmente progettato per ospitare grandi botti di legno per la commercializzazione all'ingrosso di formaggio. Le sue dimensioni sono state determinate dalla necessità di creare questi spazi sotterranei, condizionando così la struttura dell'intero edificio. Rimase nelle mani della stessa famiglia fino al 1875, trasformato nel 1852 in albergo pensione solida reputazione, che ospitò personaggi  come Victor Hugo o Alfred Dreyfus. Il pittore Balthus - al secolo Conte Balthazar Klossowski de Rola - acquistò lo splendido immobile nel 1977 e vi si stabilì con la moglie, la contessa Setsuko Klossowska Rola e la loro figlia Harumi. Rimarrà lì fino alla fine della sua vita. Ancora oggi, questo luogo unico e senza tempo è sia la residenza di famiglia che la sede della Fondazione Balthus

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Fai clic e visita con noi, da qui, la casa di campagna di Michelangelo, messa in vendita nel 2018

Si chiama Il Torrino di Michelangelo. E' la casa di campagna di Buonarroti, il grandissimo artista toscano dominato, nel campo economico, da una devastante ansia di accumulo. Egli cercava il massimo del guadagno, anche in modo spericolato., conducendo, peraltro,  una vita piuttosto misera. Teneva il denaro in nascondigli dello studio. In parte lo depositava poi in banca, in parte lo utilizzava per acquisti di edifici e campi, che avrebbe lasciato al nipote, avendo a cuore le sorti del nome della propria famiglia, che doveva competere con i potenti dell'epoca, grazie alla figura dell'artista stesso e di tanti "posti al sole" del proprio amato erede. Fu proprio l'artista ad acquistare, a Castellina nel Chianti, questo edificio di belle proporzioni, in pietra viva, cresciuto, nei secoli, attorno a una sorta di casa torre dell'XI secolo, pagandolo per l’esattezza 2.630 fiorini. L'artista, che aveva 74 anni, rilevò il bell'immobile da Simona Guicciardini, vedova di Pierantonio di Giovanfrancesco de’ Nobili, vissuto per tanti alla corte dei Medici. Nel 1973 l'edificio, in parte cadente, venne acquistato dalla famiglia Busoni, che lo recuperò. La famiglia ha posto in vendita l'edificio, nel 2018 per una somma di 7 milioni e 470mila euro

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Picasso. Case e palazzi e castelli di proprietà del maestro. Ecco dove abitò nel Sud della Francia. Video

All'apice del successo, durato decenni, Picasso si concesse un altro mutamento di vita, trasferendosi nel Sud della Francia, dove visse per trent'anni, fino alla morte, e ringiovanì, nello spirito, grazie a nuovi impulsi, nuova voglia di fare. Era Il Midi di Cézanne e di Matisse.  Castelli, ville sontuose, parchi. Ecco un viaggio tra le sue abitazioni, ma anche i luoghi comunitari che cambiarono, grazie alla sua magica presenza. Picasso è nato spagnolo ma è morto francese

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Gauguin, la sua stanza nell’osteria della spiaggia di Le Pouldu. Soggiornò qui per un anno. E la decorò. Video

Paul Gauguin ha trascorso più di un anno a Pouldu nella casa di Marie Henry, La Buvette de la Plage, poi ricostruita. Con il termine buvette, in francese, si intende qualcosa di vicino al nostro vecchio concetto di osteria, dove si beveva, all'occorrenza si mangiava e, in alcuni casi, offriva anche - come una locanda - stanze per dormire. Paul Sérusier, Charles Filiger e Jacob Mayer di Hann si trasferirono qui durante l'inverno del 1889 e decorarono le pareti, le porte, le finestre e i soffitti della sala da pranzo. In precedenza il gruppo soggiornava a Pont-Aven ma poichè quella località iniziava ad essere oggetto di un turismo crescente, i pittori si trasferirono in un luogo più tranquillo. Le Pouldu è una località balneare della costa sud-occidentale del Finistère, nel nord-ovest della Bretagna (Francia nord-occidentale), situata lungo l'estuario sull'Oceano Atlantico del fiume Laïta. Dal punto di vista amministrativo, si tratta di una frazione del comune di Clohars-Carnoët

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Entrate nel magico castello di proprietà di André Breton, padre del Surrealismo. Il video

E lì, in quel luogo favoloso - palazzo e torre, che risalgono al XII e XIII secolo - in un medioevo pietrificato, la coppia riceveva Max Ernst, Benjamin Peret, Léo Ferré Henri Cartier-Bresson, Man Ray, Juliette Greco. Saint Cirq, il borgo in cui sorge il castelletto di Breton, è attualmente classificato tra "i più bei villaggi di Francia" ed è stato anche indicato nel 2012 come "villaggio francese preferito." Si trova a sud della Francia, nel Lot, nel Parco Naturale del Quercy, nella regione del Midi-Pirenei. Il piccolo paese - 222 abitanti - ha autonomia amministrativa e pertanto è riconosciuto dallo Stato come Comune. Il castelletto passò nella mani della figlia di Breton, Aube, che lo vendette quindi a una coppia di ardisti i quali decisero, con il tempo di alienarlo. Si è così fatto avanti il Comune che lo ha acquisito per la cifra di 587.000 euro per acquisire la casa e che deve trovare 613.000 euro per il restauro, con il fine di trasformarlo in un centro dedicato a Breton e al Surrealismo. In questo intento, l'ente municipale è coadiuvato dall'associazione La Rose e dalla Fondazione Breton, che hanno promosso una sottoscrizione per raccogliere fondi

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Piero Manzoni: il “paradiso” nel palazzo di Soprazocco, tra spensieratezza e nostalgia. Il video

Facile riconoscerlo, Piero, in quell’istantanea che lo ritrae a tre anni, nel settembre del 1936. Facile perché quell’espressione di eterno bambino, gli occhi sgranati ad assorbire il mondo, con infinita, inesausta curiosità, lui non la perderà più. La ritroviamo nelle foto che lo immortalano, adulto e famoso, mentre discute con i suoi altrettanto celebri colleghi, o compie performance oramai consegnate alla storia dell’arte. Immutato è lo sguardo, immutato è lo stupore che vi riluce. Il Piero della fotografia di cognome fa Manzoni. Le colonne alle sue spalle sono quelle del loggiato della casa di famiglia, a Soprazocco. Qui, uno dei maggiori artisti italiani del secondo Novecento ha trascorso le proprie vacanze negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Qui tornava anche dopo, in quello che considerava un po’ il suo buen retiro, il suo incognito asilo dell’anima. a manzoni 2

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Visitate qui con noi la villa provenzale in cui visse e morì Picasso

La capacità di rinnovarsi, divenendo sempre punto di riferimento di un nuovo orientamento artistico, seguito da numerosi seguaci e collezionisti, e di "matar" il mercato ha permesso al pittore e alla famiglia di tesaurizzare beni molto consistenti. Un modello economicamente vincente, contro l'immagine del genio incompreso, perfettamente incarnata da Vincent Van Gogh, che si suicidò in un manicomio, sempre nel Midi

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La casa museo di Fortunato Depero a Rovereto – Video

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