Tag Archivi: Danza con ballerine nude

Danzare la pittura. Quando la tela impressiona la ballerina. Convergenza coreografi-artisti. Video

Il fotografo Laurent Paillier e il critico di danza Philippe Verrièle sono gli autori di Danser la peinture (Scala New Editions). In questo libro che combina fotografia e saggio, scavano insieme un legame originale tra danza e arti visive, che si distribuiscono in undici movimenti o incontri. Perché il loro concetto di base è qui: mettere a confronto un coreografo con il lavoro di un artista visivo e invitare il primo a progettare una danza, una performance, in risposta al secondo. Lawrence Paillier ha poi fotografato ognuno di questi scontri e Philip Verrièle ha analizzato, con un saggio critico, la risultanza di queste esperienze, al fine di delineare, in ultima analisi, "un'arte ballo contrehistoire", per citare il sottotitolo del loro libro

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Il tango delle ombre: danza di modella nuda nel video firmato da CommandoArt

La visione torrida e carnale si dischiude in uno spazio interno, in cui una giovane donna danza provocatoriamente sulle note di un tango. La luce è fratta da ombre infinite, che segnano verticalmente il corpo e lo accompagnano nel suo movimento sinuoso. Ecco il video Shadow Tango: Nude Model Dancing in Beautiful Light by CommandoArt

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Bodypainting primitivo per danzatrice senza veli. In nero le decorazioni arcaiche

Presumibilmente il nero - ottenuto dal nerofumo dei sassi che attorniavano i falò primitivi - è stato il primo medium dotato di una certa stabilità, utilizzato dagll'uomo per disegni e decorazioni corporee. Esso è rimasto nel bistro, cioè nel rafforzatore di intensità delle ciglia, che le donne utilizzano, pur con formule diverse sotto il profilo chimico, ancora oggi. La decorazione del corpo è poi passata ai vestiti e oggi torna a trasferirsi sull'epidermide attraverso i tatuaggi. Attorno al nerofumo, ha lavorato Amit Bar, che qui presenta, in danza su note di Vivaldi, il frutto del proprio lavoro di bodypainting, sostenuto da una ballerina dalle forme leggiadre

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Marie Chouinard, danzare nudi nel Giardino dipinto di Bosch

Marie Chouinard, (1955, canadese) è una ballerina, coreografa e direttore artistico di spettacoli e teatri. Ha riletto in chiave di nudità - di per sè presente nell'opera di Bosch -il pannello centrale del dipinto "Il Giardino delle delizie", luogo in cui il peccato si rinnova come nel giardino dell'Eden. Le opere di Chouinard dal 1978 riflettono la sua visione della danza come arte sacra, il suo rispetto per il corpo come veicolo dell'arte

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Come sarebbero le ballerine senza calze, tutù e corpetto? Indagare a nudo. Divertente. Con musica

Cosa c'è sopra e cosa sotto? E quali meravigliosi meccanismi nascondono le ballerine, che si librano come libellule e come giocattoli animati? Leggiadria e tabù, evidenza e realtà che si presenta a strati. Tra i sogni infantili dell'eros c'è stato sicuramente, tra i maschietti, il desiderio di capire come "funzionavano" le ballerine nude. Ecco qui, il solito Amit Bar a svelarci i flessuosi misteri

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Rodin e Isadora Duncan: “Toccandomi per disegnarmi mi fece perdere la testa”

"Lui mi guardò con i suoi occhi luminosi sotto le palpebre abbassate, e con la stessa espressione che aveva prima le sue opere, mi si avvicinò. Mise la mano sul mio collo, sul petto, accarezzò il braccio, fece scorrere le dita sui miei fianchi, le gambe nude, sui miei piedi nudi. Ha iniziato ad impastare il corpo come una creta. Ero in fuga dal suo respiro che mi ha bruciato, che mi ha ammorbidito "

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Vivi Flindt, quell’irresistibile Danza dei sette veli. La scena in un breve video

Prodotta nel 1978, La danza dei sette veli, interpretata da Vivi Flindt, fu un successo con echi internazionali. La sensualità, la bellezza e la flessuosità della ballerina contribuirono certamente all'interesse di un pubblico che andava ben al di là di quello degli appassionati di balletto. La danzatrice Vivi Gelker (1943, Copenhagen ), che poi assunse il cognome del marito, Flindt, aveva imboccato il proprio percorso formativo nel 1951, quando venne ammessa alla scuola di ballo del Royal Theatre danese. Dopo la laurea, lavorò come ballerina e divenne etoile nel 1967

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Marion Soyer, i meccanismi della nuda passione vibrano nel filo. Video

Passion simple (2013) esplora i meccanismi della passione, il punto più intenso di attrito del rapporto con l'altro e con se stessi. Attraverso la messa in scena del testo di Annie Ernaux gli acrobati attraversano tormenti e estasi in un dialogo tra parole e gesti, tra intimo e universale. I corpi sono alternativamente sublimati e strappati da un'assenza invasiva. L'interpretazione è di Marion Soyer, coreografa, danzatrice d'arte classica e acrobata francese

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