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Tag Archivi: Disegni erotici del Novecento

Le dolci imprese erotiche dei fidanzatini della Belle Epoque nei quadri di Auer

Robert Auer (Zagabria, 27 novembre 1873- 8 marzo 1952), pittore croato, esponente della Secessione e dell'Art Nouveau, accanto ai ritratti e alle sensuali allegorie, dipinse diverse opere erotiche, nelle quali ritrae se stesso e alcune fidanzatine, nello studio da pittore o in ovattati salottini durante effusioni profonde. E' un canto libero alla giovinezza e alle gioie dell'eros, nel corso del quale l'artista tratta il tema con dolce naturalezza, senza alcun tabù, così da presentare le opere intrise di profumo di rosa e ciclamini, secondo la fragranza della sua tavolozza

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Gli amplessi mitologici nella terra colpita dal disastro. I disegni della francese Stéphanie Leduc. Il video

In un lontano futuro, la luna scompare, lasciando la terra senza protezione contro la luciferina, una radiazione che provoca mutazioni sia tra i maschi - che regrediscono a uno stato di mostri senza coscienza - che tra le femmine, che divengono donne-pianta, le driadi. E' l'unione carnale a porre le basi per il ritorno. La congiunzione folle e meravigliosa tra due corpi. L'opera a bande disegnate è stata realizzata con intensità e poesia da Stéphanie Leduc

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Colette Calascione, quando una donna sogna d’essere posseduta da un rettile. Il video

Colette Calascione è nata nel 1971. Vive e lavora a San Francisco ed è una pittrice molto interessante poiché fa calare, all'interno di un contesto descrittivo fatato, simboli e potenze oscure, legate alle profondità dell'inconscio. E proprio questo contrasto, con elementi onirici ed erotici, a creare il brivido che emanano i dipinti. Il nucleo della sua pittura può essere fatto risalire alle illustrazioni magiche dell'arte libraria inglese dell'Ottocento, fino al periodo Liberty, messo in scacco, attraverso l'azione dell'artista, dalle pulsioni dell'Es freudiano. Se ne ricava un piacere di contrasto.

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La sculacciata erotica, dalla pittura dell’800 a 50 sfumature di grigio

Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, assistiamo al moltiplicarsi, all'interno delle tavole e dei dipinti di arte erotica, della sculacciata. Sopraffazione e sottomissione, ricordi di antiche punizioni corporali - legate a un'educazione punitiva - ammissione di essere in una condizione pre-erotica che va al tempo stesso punita e portata a termine nel disdicevole e nel peccato, coscienza dell'imminente liberazione di pulsioni proibite costituiscono i complessi rinvii di una pratica che oggi non alligna più come un tempo, in modo ossessivo, nel rapporto tra educazione repressiva e spudoratezza nell'esercizio della sessualità, ma che trova uno spazio diverso, come esplorazione delle diverse integrazioni tra corpi.

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Nei disegni della anni Venti, la nuova intraprendenza sessuale della donna

Le tavole di Reunier presentano elementi di transizione verso il Déco. Esse raffigurano le donne in atteggiamenti piuttosto aggressivi o comunque dominanti, in linea con l'idea degli anni ruggenti - 1923-1929 - dominati dal Charleston, dalle proteste delle post-suffragette, dal mutamento della linea degli abiti, sempre più sportivi e simili a quelli maschili e dal mutamento della pettinatura, con una notevole riduzione della lunghezza dei capelli,tagliati alla "maschietta".

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Il gioco di Milo Manara, come aprire in una donna ritrosa la porta della spudoratezza

Tra i fumetti erotici d'autore, un posto di rilievo spetta a Il gioco di Milo Manara, che tanto successo ebbe dopo la prima pubblucazione da diventare immediatamente un cult e da diventare un serial. La prima puntata uscì nel 1983 sulla rivista Playmen, mentre le tre storie successive (Il Gioco 2, Il Gioco 3 e Il Gioco 4) furono pubblicate nel 1991, nel 1994 e nel 2001. Il fumetto ha riscosso particolare gradimento in Francia, dove è apparso sulla rivista L'Écho des savanes, nello stesso anno della pubblicazione italiana, e subito dopo è stato trasformato in un libro dall'editore Albin Michel. Nel 1984 i francesi proposero un film tratto da quel soggetto. Nel 2001, negli Stati Uniti, si giunse a un produzione televisiva

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Von Bayros, come facevamo l’amore ai tempi di D’Annunzio. Dai veleni liberty al sesso nel pineto

Tra questi due poli si muove la poesia e la poetica di D'Annunzio, sempre alla ricerca di un punto di purificazione. Von Bayros, pur indipendentemente dai lavori di D'Annunzio, interpreta con la stessa acutezza il sentimento erotico del tempo. Ed emergono i due lati presenti nel Vate. Il carico orizzonte orgiastico degli interni e la liberazione, nell'assoluto della quinta naturale, in cui il rapporto tra uomo e donna diviene vigoroso e naturale, la danza del rincorrersi, la coreografia d'appartenersi, pieni di pioggia tipieda e di sole e di mare e di sabbia

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I disegni di Barret, metti un giovane damerino in mano a due ragazze troppo curiose

In questa serie, realizzata nella seconda metà degli anni Venti del Novecento, dallo scrittore e disegnatore francese Gaston Barret, emerge il collegamento culturale e stilistico tra il periodo Déco e il gusto settecentesco. Tra gli anni Venti e gli anni Trenta assistiamo ad un programmatico recupero delle atmosfere e, in alcuni casi, degli arredamenti settecenteschi. Non sfugge a questo desiderio di massa, l'opera giovanile di Barret, che immagina un giovane cavaliere di quei tempi che finisce per gioco tra le mani due due damine molto curiose. Avventure? Dissaventure? Beh, alla prova dell'asina, che incuriosisce così le ragazze, il nostro eroe sembra ritrarsi. Lo speriamo vivamente per lui

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La Linea degli anni 60 in un breve, poetico, esilarante cartone sexy. Eccolo

Osvaldo Cavandoli (Toscolano-Maderno, 1920 – Milano,2007) è stato un animatore, regista e fumettista, celebre soprattutto per aver creato e animato il personaggio de La Linea. Propone il suo lavoro per Carosello, il contenitore pubblicitario della Rai in onda dal 1957 al 1977. Massimo Lagostina, titolare dell'omonima fabbrica di pentole, sceglie come protagonista della sua campagna pubblicitaria l'originale personaggio che nasce e vive in un unico tratto bianco, che diventerà il protagonista de La Linea.

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