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Tag Archivi: Disegni erotici dell’Ottocento

Félicien Rops – Il “fiore del male” è femmina. I disegni erotici dell’amico di Baudelaire

Félicien Joseph Victor Rops (1833-1898) è stato un pittore, incisore e disegnatore belga, che ha interpretato, talvolta con senso angosciante, talora con dirompente carica eversiva la sessualità come arma dell'ordinaria, quotidiana follia. Divenuto amico di Baudelaire, Rops respirò il mondo di valori ribaltati proposto dal poeta francese; valori di verità contro la superficiale copertura etica del borghese; per questo egli recupera in modo prepotente il supremo fleur du mal, la vagina, misurando le cadute del mondo al cospetto di essa

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“Uffa, questa primavera. Adesso basta!”. Deliri sensoriali in Rowlandson (1815)

Quando i tigli profumano con malia dolce e struggente, quando gli zefiri più miti accarezzano pelle e capelli; quando tutto è forma grata; quando l'abisso dell'eros, con un gorgo di fiori, ruota accanto a noi abbiamo naturalmente due opzioni, ben descritte dal pittore inglese Rowlandson, attorno ai primi anni del XIX secolo, in questa divertente tavola. O assumiamo l'atteggiamento di anziane disturbate e nervose (invidiose?) che, con la scopa in mano, cacciano cani, gatti, tentazioni e ricordi, vecchi struggimenti e tanti rimpianti o ci facciamo prendere dal benigno movimento generale della natura, come le due coppie rappresentate dall'artista a sinistra e a destra della casa, intente a una penetrazione profonda

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Thomas Rowlandson – Sesso gioioso e comico tra Settecento e Ottocento

Gli abiti, le sottane alzate, i cappelli o le acconciature, non dimostrano soltanto la rapinosità del raptus erotico, la sua impertinente apparizione in contesti che gli non gli appartengono normalmente; ma intende sottolineare che tutti cadono nel peccato; e con grande gioia; cameriere, contesse, principesse, frati, timide ragazzine; tutti travolti dall'istinto, sempre all'improvviso, che porta alla consumazione di un piacere imprevisto, poichè l'eros ha la parvenza di essere sempre, in Rowlandosn, qualcosa di clandestino, furtivo, imprevedibile, fuori dalle corrette convenzioni sociali

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Paul Chenavard (1807-1895), com’è bello far l’amore guardandosi allo specchio

Ma qui non ci occupiamo di gradi realizzazioni come lo sconfinato disegno per il Pantheon, denso di storia e di religione, quanto di minuscoli acquerelli, alcuni dei quali messi a fuoco con rapidi ed eleganti tratti di penna, che sono in grado di ricavare l'essai erotico di un tempo, nella sua immutabilità. E' l'assoluta freschezza delle invenzioni - pur riecheggiando i cinquecenteschi Modi, cioè il Kamasutra italiano - che rendono merito a questo artista che fu tanto libero in questo pensieri privati e tanto germanicamente greve di filosofia, nelle pubbliche realizzazioni, da apparire insopportabile ai conterranei dell'epoca

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Ottocento proibito, quando l’uomo sorprende due donne che si amano

La rappresentazione del rapporto saffico, nella pittura dell'Ottocento, alluso, come in Courbet, o esplicitamente narrato per immagini dagli illustratori è esclusivamente dedicato a un pubblico maschile che vede così duplicata e rafforzata l'immagine del desiderio, sentendosi potenzialmente escluso da un cerchio magico al quale sognerebbe d'accedere

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Napoleone e l’amante attrice, incisioni e acquerelli senza veli

Acquerelli erotici, che trasformano il suo cavallo in un animale arcimboldesco formato da donne nude, o incisioni che testimoniano la sorpresa teatrale della signorina George, una celeberrima attrice che fu amante di Napoleone, ai tempi in cui era primo console, di fronte alla natura generosa del dittatore. Le gesta di Bonaparte furono cantate nell'Ottocento da una produzione clandestina. Ma quanta era comunque la simpatia nei confronti del primo napoleonide, tanta era la disaffezione dei francesi nei confronti di Napoleone III, accusato, al di là dei vizi politici, di erotomania

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Rodin e Isadora Duncan: “Toccandomi per disegnarmi mi fece perdere la testa”

"Lui mi guardò con i suoi occhi luminosi sotto le palpebre abbassate, e con la stessa espressione che aveva prima le sue opere, mi si avvicinò. Mise la mano sul mio collo, sul petto, accarezzò il braccio, fece scorrere le dita sui miei fianchi, le gambe nude, sui miei piedi nudi. Ha iniziato ad impastare il corpo come una creta. Ero in fuga dal suo respiro che mi ha bruciato, che mi ha ammorbidito "

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Paul Avril, i piaceri sfrenati dell’artista-soldato dell’Ottocento. Il video

Buon illustratore e pittore, specializzato nel disegno erotico più spinto e blasfemo, anticlericale e probabilmente massone, lettore dei libri proibiti francesi - disegna anche una celebrazione liturgica dedicata all'organo sessuale femminile - Édouard-Henri Avril - detto Paul - si inserisce in quel clima di dissacrazione, attraverso il sesso, dell'esile crosta del mondo delle apparenze, atteggiamento eversivo e sovversivo che, in Francia, aveva contribuito al crollo degli antichi poteri. Ex militare in congedo per gravi ferite, il 23enne deve occupare costruttivamente la propria vita e si dà alla mondanità e al disegno. Era nato il 21 maggio 1849, ad Algeri

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Signore dell’Ottocento, non ascoltate di notte il canto delle rane

Achille Deveria fu illustratore e un pittore mitico. Di grande abilità, percorse ogni possibilità espressiva, lasciandoci opere serie e un buon numero di tavole erotiche o comiche erotiche. Sempre pungente, cercava di mettere in luce le contraddizioni di una società perbenista, che viveva con esibizioni di facciate irreprensibili, ma che, naturalmente, scivolava poi lontano dai propri propositi e dalle durissime leggi morali. Divertentissimo questo lavoro nel quale egli prosegue sulla linea dei pericoli che le signore incontravano durante la villeggiatura in campagna. Seguendo un suono singolare e suadente - ma saranno rane a cantare melodie così belle? - la signora lascia la casa e si avventura nel bosco. I diavoli hanno preparato una grande tentazione per lei. Con quel concerto, con quella serenata è impossibile non concedersi all'uomo che arriverà tra breve.

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Quando alle donne erano proibiti i romanzi perchè accendevano le fantasie sessuali

I ricordi più immediati e vicini di libri che fecero precipitare, in ambito letterario, le eroine nel tormento furono il ciclo di Re Artù, con Lancillotto e Ginevra - nella Divina Commedia - e gli svagati sogni letterari d'amore con i quali madame Bovary riempiva le proprie solitudini campestri, in attesa di diventare oggetto di un predatore sessuale ammantato dal sentimento."Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:/ quel giorno piú non vi leggemmo avante!" scrive Dante, raccogliendo le parole di Francesca. Il libro fu un temibile seduttore. Un bandito. I cognati avevano iniziato a leggerlo insieme e a proiettarsi sulle figure innamorate di Lancillotto e di Ginevra. Finchè, proprio su quelle pagine si scambiarono il bacio che avrebbe dato l'amore, il tradimento, l'inferno. Fu quindi un romanzo, quello del ciclo bretone, la prima causa di tutto

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