Tag Archivi: Disegni erotici

Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Carezze profonde e preludi erotici nelle grafiche antiche. Le immagini, l’analisi

Con la precisione assoluta dell'arte del primo Ottocento, Achille Devéria, (tavola, qui sopra) non finisce di stupire per la qualità assoluta delle sue immagini e per la scanzonata allegria delle sue scene di sesso. E' per questo che può essere annoverato tra i migliori artisti d'eros di ogni tempo. Egli, in quest'opera, coglie una cenetta intima a base di uccelli, bagnata da ottimi vini. I due protagonisti sono giovani, belli, dal volto pulito e disteso, ma concluso il pasto, eccoli prendere altre direzioni

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Heinrich Lossow (1843-1897), i desideri irrefrenabili della signora in sovrappeso

Qualche chilo di troppo, dovuto a una vita tranquilla, pasticcini, buone letture e tanti peccati di gola. Alla donna, nuda e sdriata, che mostra le sue forme opime, viene vaghezza d'altri appetiti. Così chiama il maggiordomo, che si affaccia alla tendina. La voluttà della gola, le si estende agli altri sensi. E sembra trattare il maschio come una buona pietanza. Di grandissima resa disegnativa, queste opere di Heinrich Lossow (Monaco di Baviera, 10 marzo 1843 – Schleißheim, 19 maggio 1897) costuiscono una sequenza erotica ad alta temperatura, che intende dimostrare, pur anche in posture nelle quali sembrerebbe il maschio a dominare, l'assoluta potestà della donna, in qualunque cosa di questo mondo

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Rarissimo d’epoca: disegni dei misfatti erotici di Maria Antonietta. La disinformazione politica

Nelle opere grafiche, prima clandestine, poi in libera circolazione, a Parigi e in Francia, la coppia viene rappresentata sempre in questo modo; lei avvinta in un abbraccio clanddestino con uomini o donne, lui con un triste organo sessuale senza forza. Queste caratteristiche furono certamente oggetto di un'amplificazione di natura politica. Maria Antonietta era considerata da tutti i francesi, sprezzantemente, l'Austriaca, cioè una nemica, mentre la presunta impotenza sessuale del sovrano sembrava la trasposizione della sua incapacità di governare. Certamente il distacco forzato dal proprio ambiente d'origine e il trasferimento a Versailles, in giovanissima età e in un'assurda solitudine colma di cortigiani, portò Maria Antonietta a divenire capricciosa e frivola, assetata di lusso, ma poi il suo atteggiamento mutò. [caption id="attachment_47539" align="aligncenter" width="498"]francia orgia Orgia nella stanza circolare. Quello che sembrerebbe un putto, sotto la regina, in reealtà, nelle intenzioni dell'illustratore, sarebbe l'amatissimo terzogenito di Maria Antonietta. Al bambino, dopo la Rivoluzione, furono estorte confessioni orribili sulla sua partecipazione alle presunte orge organizzate dalla madre. Maria Antonietta, durante il processo, si difese da queste accuse con un discorso ricco di autentico sentimento materno, che raccolse l'applauso e la condivisione delle donne presenti tra il pubblico[/caption]

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Rodin, il sesso è slancio vitale. L’eros dà vita a disegni e a sculture con i neuroni specchio

Il rapporto intenso con le modelle o fraternamente condiviso con le persone effigiate muoveva in direzione di un piano carnale con le donne o fraterno-sentimentale con gli uomini. Nulla più dell'atto sessuale assumeva ai suoi occhi la bellezza condivisa di una plasticità sublime, in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore e invitandolo implicitamente a completare il movimento con i propri intimi ricordi

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Il fico nell’arte – Allegorie sessuali dell’organo femminile. A partire da Eva

Il fico, per forma e per precedenti visivi risulta pertanto collegato - e ciò avviene piuttosto spesso nell'iconografia occidentale - alla sfera sessuale femminile, alla nascita e alla vita, come elemento vegetale primario seguito dalla zucca, dal melone e dalle more, intese come frutti di bosco

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Hokusai, il sogno erotico della moglie del marinaio (1820). Il dialogo proibito. Eccolo

Una giovane donna, avvenente. Un polpo gigantesco che la avvinghia con i tentaoli e che, con la bocca, le succhia avidamente il pube, mentre si guarda attorno con occhi assatanati. Un polipo più piccolo, all'altezza della bocca della giovane signora, la bacia ardentemente. E' un menage a trois, quello descritto dal grande pittore giapponese in questo Shunga intitolato Sogno della moglie del marinaio e dipinto su una tavoletta nel 1820. Attorno alle figure, come in un fumetto, corrono i dialoghi.

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Chi era Moebius? E perchè i suoi quadri-fumetti incantarono Fellini? Il video

Il suo stile è stato paragonato ai Nouveaux Réalistes, esemplificati a sua volta dal realismo espurgato di Tintin di Hergé verso uno stile più grintoso raffigurante il sesso, la violenza e la corruzione morale. Ma a livello di storia del pensiero, l'artista francese ha rappresentato il drammatico tentativo della società occidentale di superare la dimensione dell'abisso nichilista, attraverso l'allucinazione o la creazione di mondi paralleli, che già indicavano una tensione verso il postmoderno. La modernità autoriflessiva ed eccessiva nella critica e nel dubbio, l'iconoclastia, l'esistenzialismo, la deificazione dei prodotti industriali dovevano essere superati, con incubi e febbri, in una direzione nuova, che - ben al di là delle angustie positiviste di Freud, Marx, Darwin - non è stata ancora raggiunta

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Il pesce d’aprile del Cinquecento

La virtù punisce il vizio. O secondo il titolo originale: l'Amor virtuoso punisce l'Amor ferino. Ma il gioco ambiguo si rivela immediatamente, quasi in un ribaltamento dei ruoli. Il pesce, simbolo sessuale, viene utilizzato dal maschio per "picchiare" la procace signora. E' un disegno giocoso, che fa l'occhiolino a chi lo guarda Francisco Venegas (c 1525 -. 1594), l'autore, è un pittore spagnolo che fu attivo in Portogallo nel corso degli ultimo tre decenni del XVI secolo. Nato a Siviglia intorno al 1525, esercitò inizialmente la professione dell'orefice e si formò, sotto il profilo artistico, nella bottega di Luis de Vargas

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O Cielo, mio marito! Quando lui sorprende lei con un altro. A partire dal Tintoretto

La registrazione dell'attimo gravemente sfortunato, ma eccitante per i voyeurs, non certo per chi calca una scena così scomoda e orribile, fu codificato dalla pittura antica con la vicenda sfortunata di Marte, Venere e Vulcano. Una storia di tutti i tempi. Vulcano è vecchio, ma ricchissimo, perchè sta tutto il giorno in officina - nel suo antro - a produrre strumenti di metallo. La mogliettina, giovanissima e attraente - come può essere Venere, appunto - vive nell'agio e si annoia un po', ma soprattutto è attratta dalla giovinezza vigorosa di Marte, dio della Guerra che non lesina sforzi negli agoni amorosi

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