Tag Archivi: donne artiste

Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati

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Stefania Zorzi, Mädchenspiele, Giochi di bimba. Sangue, sogno ed eros dolce e sacrale. Le immagini

Ci troviamo all'improvviso alla scoperta di un vecchio mausoleo, tra fili e ali di farfalle, o nel sogno di Cenerentola, con una zucca trainata da un topo, o come un uccellino in soffitta, tra gabbie e reti. Il mondo viene riscoperto, sperimentandolo in modo nuovo, attraverso avventure come passaggi di crescita individuale. E così le fotografie di Zorzi – in luoghi apparentemente quotidiani e mutevoli, con indosso la veste bianca o con scarpette rosse – senza l’intento di una rappresentazione descrittiva delle fiabe, ma utilizzandone il linguaggio simbolico e la funzione, vanno a toccare il nostro lato inconscio aprendo scrigni nascosti nell’anima. Il finale della fiaba rimane aperto

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Giovanna Bruschi, sul vertice e nel vortice dello spirito. L’ascesi di Angela in acquaforte

In esse sono ben visibili i tratti dominanti della sua arte, e le varie fasi di un linguaggio maturato attraverso le ambientazioni e paesaggi “totali” e misticheggianti, aderenti alla lezione dei suoi maestri, tra i quali Gerardo Dottori, di cui inizialmente ripropone come leit-motif la formula paesaggistica di «aeropittura» futurista. Ne nascono composizioni ritmiche munite di una grammatica visiva (forme, linee, sfumature) che ripetono moduli decorativi, forme crescenti e decrescenti in ritmi concentrici o radiali espandendosi in senso circolare dall’interno all’esterno o viceversa, forme quindi «assetate d’Oltre» come sottolinea la sua stessa biobibliografia

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Vita scandalosa e grandi opere di Leonor Fini, pittrice surrealista

Quando Leonor aveva un anno, la madre lasciò il marito in Argentina e, prendendo con sè la bambina, si traferì nella propria casa d'origine, a Trieste. Per evitare che Leanor fosse fatta rapire, la mamma la vestì per diversi anni da maschio. Malinconica e sensibile, Leanor cercò compensazione nella pittura. A 17 anni era a Milano, come ritrattista. Successivamente si trasferì a Parigi - era il 1931-1932 - per poter contare sulla possibilità ddi vivere di pittura, sviluppando il proprio linguaggio in libertà, nella città che, a quei tempi, era la capitale mondiale dell'arte. Lì, conobbe, tra gli altri, Paul Eluard, Max Ernst , Georges Bataille, Henri Cartier-Bresson, Picasso, André Pieyre de Mandiargues, e Salvador Dalí. Viaggiò in Europa in auto con de Mandiargues e Cartier-Bresson. Nel corso di questo viaggio venne fotografata nuda in una piscina da parte di Cartier-Bresson -quell'immagine sarebbe stata venduta per 305.000 nel 2007

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Cos’è il vandalismo meditato? Donne. Tra iconolatria e iconoclastia contemporanea. Il video

Gen Atem è considerato un pioniere del movimento europeo di Urban Art. Dopo l'era dei graffiti newyorkesi degli anni '80, ha studiato e praticato la filosofia e la calligrafia orientale in un monastero buddista e nel 1999 ha ricevuto la consacrazione al sacerdote Zen. Miriam Bossard vede il suo lavoro artistico nella tradizione del collage classico. L'equilibrio tra l'impressione grafica e la poesia astratta caratterizza il suo lavoro. Negli anni '80 e '90, entrambi vivevano a New York: Gen Atem si esibiva con il suo mentore, l'artista Rammellzee, in spettacoli underground e mostre, mentre Miriam Bossard completava i suoi studi di Belle Arti lì con un diploma di master. Dal 2008 la coppia di artisti ha collaborato e realizzato mostre a New York, Zurigo, Bregenz, Istanbul e Tokyo

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Lavoro a maglia nell’arte. Una coperta concava diventa bozzolo. Kimberley Emeny. Il video

Kimberley Emeny è un'artista e curatrice euristica - finalizzata alla ricerca e alla scoperta di nuovi orizzonti semanatici e formali - nel nord-est dell'Inghilterra. Le opere 2D e 3D di Emeny esplorano temi di illusione spaziale. I suoi dipinti e disegni sono spesso concepiti attraverso un antagonismo tra ordine e caos. Nell'ambito del lavoro di Emeny, usa il suo corpo come paesaggio per creare immagini simboliche che si oppongono ai concetti occidentali di normalità, affrontando le angosce sociali e spingendo oltre i confini personali, usando la modificazione del corpo e gli oggetti di scena. Le sue interpretazioni esaminano vulnerabilità, alienazione, identità, ramificazioni rituali e sociologiche del ciclo biologico femminile

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Arte. Chi sono le Guerrilla Girls? E perchè indossano le maschere da gorilla? Breve video

Le Guerrilla Girls sono un gruppo anonimo di artiste femministe,  impegnate nella lotta al sessismo e il razzismo nel mondo dell'arte. Il gruppo si è formato a New York City nel 1985 con la missione di mettere a fuoco le diseguaglianze all'interno della più grande comunità artistica. Hanno spesso pubblicato statistiche dedicate ai contenuti dei grandi musei, mettendo in luce che la figura dell'artista è in assoluta prevalenza quella di un maschio bianco. Il gruppo utilizza poster, libri, cartelloni pubblicitari e apparizioni pubbliche per  denunciare la discriminazione e la corruzione. Per restare anonime e per attirare l'attenzione in direzione di una forza primitiva e selvaggia - che richiama quella degli ominidi nel prologo di 2001, Odissea nello spazio -  le donne indossano le maschere di gorilla e usano pseudonimi che si riferiscono ad artiste morte

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Irma Haselberger, la fotografa della pioggia. Gli effetti sorprendenti tra ombrelli e lastre graffite

Splendide immagini, in cui la lavorazione appare graffita o coglie sulla "lastra" gli effetti di improvvisi temporali. Irma Haselberger, la fotografa della pioggia, vive e lavora a Vienna, in Austria. Ha lavorato come artista e architetto a Vienna per 25 anni. Principalmente il suo obiettivo è la fotografia di strada urbana, all'interno della quale interagisce con chi li circonda. La pioggia costituisce l'elemento di sorpresa e di movimento, all'interno delle foto. L'imprevisto all'interno di un quadro che, normalmente, offre una geometrica staticità

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Siamo fatti della stessa materia dei sogni. Pittura e fantasmi di Cathy Ward. Video

La critica di Los Angeles, Genie Davis, ha descritto "Phantasmata" come "epica per dimensioni e dimensioni, che appare come una corda intrecciata, corde di seta, piume, pellicce, catene, fiori, tessuto ricamato - la roba e la portata dei sogni". il film "Realm", ugualmente coinvolgente, che traduce due decenni di disegni in un frenetico, ipnotico paesaggio di realtà virtuale

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Una magica scultura-gioiello di Yoko Ono e Lennon nelle miniere d’argento di Melle. Video

L'arte contemporanea, a Melle, in Francia, viene esposta in chiese romaniche, palazzi, luoghi straordinari e miniere d'argento. A questo luogo misterioso, nelle viscere della terra, è stato affidato  Parts of a Lighthouse di Yoko Ono.  L'idea fu stesa, per iscritto, come un progetto e un'aspirazione, dall'artista, nel 1965: "Installi i prismi in determinate ore del giorno, in una sorta di luce serale che li attraversi; e la casa di luce appare come un'immagine in cui puoi entrare, se lo desideri. La casa della luce non dovrebbe funzionare tutti i giorni, proprio come il sole non splende ogni giorno. " Leggendo questa descrizione nel catalogo di una mostra nel 1967, John Lennon chiese a Yoko Ono di costruirne una per il suo giardino. La chiamano "La casa del fantasma". Un invito ad entrare nello spazio immateriale in cui sono appaiono i ricordi.

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