Tag Archivi: Edward Hopper

Edward Hopper, ecco le sue opere come pubblicitario o illustratore di libri

La dimensione narrativa - o meglio la sospensione di ogni narratività in un contesto dalle alte potenzialità narrative - è ben presente nella libera attività artistica di Hopper. E per quanto, egli abbia ben guardato ad altri artisti, della sua epoca o del passato - Vermeer e gli olandesi, per il loro "silenzio" inquietante - resta, nei suoi dipinti ampia traccia dell'attività di illustratore o di autore di manifesti pubblicitari. Come avviene in Warhol, pur altri contesti espressivi, il tasso di comunicazione misura la penetrazione tra il grande pubblico. Gli statunitensi tendono infatti a valutare la potenziale audience di un prodotto culturale piichè esso stesso è un prodotto

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I meccanismi costruttivi di Hopper svelati dalla fotografia

Richard Tuschman, ha ricreato ambienti e situazioni hopperiane, attraverso immagini di alto livello qualitativo. Non siamo di fronte ad una semplice operazione di mimetismo - che finirebbe nel punto in cui s'accende,per un attimo, il fuoco della curiosità, di fronte al coincidente - ma ad una ricostruzione dei meccanismi espressivi. La meccanica espressiva, l'uso attenuato del colore, come avvolto da un triste pulviscolo, la luce priva di gioia,le ombre allungate del crepuscolo o dell'alba - nelle fotografie appaiono acuite -e pertanto rendono ancor più evidente la costruzione hopperiana-. Perché, in fondo, l'olio e la tela, addolciscono, stipulano un contratto narrativo tra pittore e osservatore.

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Hopper e la casa di Psyco: analisi pittorica e influenze filmiche

Il pittore americano fu influenzato dal cinema, per poi influenzare a propria volta con le sue opere molti grandi registi: da Hitchcock a Wenders, da Jarmusch a Lynch e Robert Altman. E’ l’America la protagonista della pittura di Hopper, col suo messaggio iniziatico, quasi fideistico di promozione individuale, di felicità possibile per tutti; l’America ordinaria del XX secolo, sintetizzata in chiave anti-drammatica di pacatezza atemporale, coi suoi silenzi monumentali, con le americanissime location, dove il quotidiano si sublima in esperienza real-pop, dove l’aspettativa, semplice frammento di un racconto di cui non è dato conoscere la trama, non prevede necessariamente un esito. Una realtà ottimistica che facilmente esclude. [caption id="attachment_9929" align="aligncenter" width="700"]Edward Hopper, New York Movie, particolare Edward Hopper,
New York Movie, particolare[/caption] [caption id="attachment_9928" align="aligncenter" width="650"]Edward Hopper, New York Office, particolare Edward Hopper, New York Office, particolare[/caption]

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Pittura e Psicologia. Cosa significano le malinconiche finestre di Hopper

Secondo l’opinione di Hillman, sia in pittura che nel cinema, questo elemento architettonico ha svolto e svolge tuttora un ruolo decisivo per il nostro immaginario. E proprio Hopper è stato un “genio della finestra”, colta sia dall’interno che dall’esterno. Prima di lui, nell’affrontare il tema, “geni” erano stati Rembrandt, Vermeer e molti altri. Tornando ad Hopper, è d’obbligo riconoscere che egli sia stato, con i suoi ambienti silenziosi e le scene distaccate, un interprete profondo delle relazioni umane. Al tempo stesso, le architetture rivestono un ruolo primario all’interno delle sue composizioni, e per questo motivo il pittore ha giocato con elementi lontani dalla mera realtà: finestre sproporzionate rispetto alla mute figure umane e una luce il più delle volte “tremenda”

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Hopper a Bologna. Tutto sulla mostra, tutto su Hopper. Il video

La mostra aperta dal 25 marzo al 24 luglio 2016 a Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni di Bologna, prodotta e organizzata da Fondazione Carisbo, Genus Bononiae. Musei nella Città e Arthemisia Group in collaborazione con il Comune di Bologna e il Whitney Museum of American Art di New York , darà conto dell’intero arco temporale della produzione di Edward Hopper, dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni ‘50 e ’60, attraverso più di 60 opere, tra cui celebri capolavori

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Edward Hopper – Gratis quotazioni dei quadri, risultati d’asta, record

Quanto può valere un dipinto di Hopper. Uno dei massimi risultati per un dipinto di Edward Hopper(Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967), pittore statunitense noto soprattutto per la rappresentazione della solitudine esistenziale nella vita americana contemporanea, è stato stabilito nel 2013. Riguarda l'olio su tela battuto da Christie's di New York per 40,5 milioni di dollari e acquistato, durante l'asta, attraverso telefono, da un anonimo collezionista. Il precedente record economico era stato conseguito con la vendita di "Hotel Window", che era stato acquisito per 26,9 milioni di dollari.

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La tecnica di Hopper, così attraverso disegni successivi raggelava ogni sentimento

Ogni opera del maestro americano, interprete di un'esistenzialismo doloroso, privo del ribelissimo dell'esistenzialismo europeo, ma conchiuso in se stesso, nell'immane dolore dell'incomunicabilità, nasce da un raggelamento proegressivo dell'idea pittorica. Osserveremo che il maestro statunitense opera come un pittore antico o come un pittore accademico, attraverso diversi passaggi che non sono solo tecnici.Egli, generalmente fissa, probabilmente cogliendola da una situazizone reale, un'idea, a matita o con il carboncino. Nella seconda fase passa a un disegno più dettagliato nel quale inizia a raggelare la posa, paralizzare il movimento delle sue figure, ad eliminare ogni tratto che possa riferirsi a una quotidianità superficiale

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