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Tutto su “Figli d’arte”

Parigi riscopre con una mostra l’incantevole Julie, la figlia di Berthe Morisot e di Eugène Manet

Julie non solo fu ritratta dalla madre, da Manet, da Renoir e da numerosi altri pittori di primo piano dell'epoca, ma divenne una vivace intellettuale e collezionista del Novecento. Rimasta orfana da ragazzina, fu al centro del grande affetto di artisti e poeti amici di genitori. Il poeta Mallarmé vigilava su di lei

Chi era Aldo Borgonzoni, pittore internazionale nonno di Lucia. Polemica per i quadri donati alle Sardine

Giambattista Borgonzoni, iscritto al Pd e critico nei confronti delle scelte politiche della figlia, nei giorni scorsi ha regalato alle "sardine" alcuni dipinti del proprio padre.  Scriveva Arturo Carlo Quintavalle nel 2007:«…l'artista è certo uno dei maggiori esponenti della pittura realista in Europa, ma opera su un versante particolare, quello che piega verso l'espressionismo tedesco al quale dagli anni tardi '50 e '60 unisce precise tangenze con la pittura informale…»

"Chi l'ha visto": a Gussago si trovano tracce di Enrico, figlio di Angelo Inganni. E un suo quadro

Enrico lasciò probabilmente la Santissima, dominata dalla matrigna e molto presumibilmente visse più frequentemente con la famiglia della madre sul lago di Como. Ma imparò a dipingere. Un quadro passato sul mercato internazionale ricorda gli ambienti interni e le cucine della Santissima

Giovanni Santi e Isabella d'Este, storia del padre di Raffaello e di due ritratti perduti

Il padre del Divin fanciullo venne ingaggiato dalla Marchesa di Mantova. alla strenua ricerca di "un'effigie naturale". Il pittore lasciò Urbino, giunse nella città padana, impostò due tondi con i volti di Isabella e del cognato, ma fu costretto a rientrare nella città d'origine, a causa di una grave malattia. Quando morì, dopo pochi mesi, nessuno riuscì a trovare i due dipinti ai quali mancava solo l'intervento finale

Ruggero Savinio, l'artista racconta la propria pittura nel rapporto con il padre, Alberto Savinio

Talis pater Conversazione con Ruggero Savinio, sabato 27 ottobre 2018, ore 18, Galleria dell'Incisione, Via Bezzecca, 4 - Brescia. in occasione della mostra "Di padre in figlio", una conversazione con Ruggero Savinio. Lo introduce Sandro Parmiggiani. Ruggero Savinio è nato a Torino nel 1934, e ha vissuto a Parigi e a Milano. Attualmente vive a Roma. Ha tenuto la prima mostra personale a Milano nel 1962. In seguito ha avuto molte altre mostre sia in Italia che all’estero. Nel 1986 ha ottenuto il Premio Guggenheim per un artista italiano. È stato invitato alla Biennale di Venezia nel 1988 e nel 1995. Ha avuto diverse mostre antologiche: nel 2012 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Nel 1993 dipinge il Palio di Siena. Dal 1997 al 2001 insegna pittura all’International School of Art a Todi. Nel 2000 è «artist in residence» alla Ballinglen Foundation in Irlanda. Nel 2002 è «visiting artist» presso il Vermont Studio Center, USA. Nel 2009 è al Centro Studi Ligure di Bogliasco. Nel 2011 in Cina partecipa alla mostra «Seguendo il cammino di Marco Polo: artisti italiani dipingono Hang-zhou», Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia

"Titus amatissimo", "Adorato papà". L'amore in casa Rembrandt e la triste fine della famiglia

Rembrandt coltivò le gioie della famiglia, con sentimenti intensi, di amore e di orgoglio nei confronti della moglie - amatissima, prematuramente scomparsa - e del figlio Titus. Il legame tra i due - anche il figlio avrebbe fatto peraltro il pittore - fu alimentato da attenzioni costanti e reciproche, testimoniate anche dai numerosi ritratti che il padre dedicò al ragazzo. E oggi ne osserveremo uno - con la possibilità di compiere un notevole ingrandimento - che coglie Titus concentrato, a circa 14 anni, mentre fa i compiti su un alto banco. La scena familiare è colta con grande capacità introspettiva da Rembrandt, che riesce a far vibrare i pensieri del ragazzo, davanti ai nostri occhi.  Titus van Rijn (Amsterdam, 22 settembre 1641 – Amsterdam, 1669) era rimasto orfano di madre, da piccolo, perchè  Saskia - anch'ella oggetto di ritratti ricchi di amore e ammirazione -  s'ammalo, mettendolo alla luce, e morì poco dopo

Di padre in figlio. Artisti, figli d'artisti, dialogano con i genitori. Un interessante confronto

Robert e Jessica Carroll, Felice e Francesco Casorati, Gigi e Mauro Chessa, Arturo e Romano Dazzi, Omar con Massimiliano e Michelangelo Galliani, Philippe e Quentin Garel, Alberto e Ruggero Savinio, Attilio e Sergio Selva, Giancarlo Vitali e Velasco sono i protagonisti della mostra allestita all’Incisione: alcuni di loro sono nomi noti nel panorama espositivo della galleria, altri sono acquisizioni recenti.

Perchè l'artista si firmò Futurballa? E perchè chiamò le figlie Luce ed Elica?

Giacomo Balla voleva ricostruire l'universo (nel 1915 con Fortunato Depero lanciò la proposta per una Ricostruzione futurista dell'universo). Tutto doveva mutare; più colore, più luce, più macchine, più movimento; rapporti sociali mutati dalla velocità e da nuove interazioni gioiose. Fu quest'idea titanica di sfida alla storia, che contribuì a creare le basi mistiche alla tecnolgia, a fondare i presupposti di un pensiero che gli stessi elaboratori consideravano rivoluzionario al punto da mutare le stesse prospettive dell'umanità, attraverso una rifondazione, appunto, una rivoluzione. La portata percepita velleitariamente, all'interno di questo mutamento, in fondo precedeva quella che sarebbe stata la rivoluzione dei consumi e l'avvento dell'economia di mercato, attraverso lo sviluppo tecnologico

Figli d'arte – Come dipingeva Lucien Pissarro, figlio del grande Camille. Il video

Ha visitato la Gran Bretagna per la prima volta nel 1870, durante la guerra franco-prussiana. Era molto attratto dall'Inghilterra. Dopo essere rimpatriato, tornato successivamente, si trasferì oltremanica, si sposò nel 1892 e l'anno successivo ebbe una figlia, Camille Pissarro Orovida, che sarebbe anch'essa diventata artista. A partire dal 1894 ha coniugato il proprio amore per i libri e per l'illustrazione nell'Eragny press fondata con la moglie