Tag Archivi: Fotografie di nudo artistico

Ramona Zordini, quelle splendide lastre dell’amore fossile

E' come osservare le danze sessuali tra due ammoniti trasformate nell'interagire eterno di due grandi corpi fossilizzati; stavano accoppiandosi, durante la sciagure telluriche? E in questi ragazzi e ragazze non c'è pelle, non c'è guizzo; nessuna parola sussurrata, nessun amore, ma il pieno accesso all'anti-eros di De Sade e di Bataille. Il sesso distruttore. Per quanto plastiche e giovanilmente bellissime, le figure maschili e femminili  -  sono inserite in questi acquari dominati dall'anossia; ed è il senso di soffocamento a imperare e a rendere molto difficile che si sviluppi, nell'osservatore, un semplice pensiero erotico. Che diremmo dovessimo vedere donne e uomini iguana. uomi e donne coccodrillo? Se ragazzi e ragazze si trasformassero in serpenti, in un terrario acquario? I volti restano sott'acqua,  oppure ne sono al limite; i corpi avvertono questo punto estremo di collocazione e anziche colloquiare carnalmente tra loro, pongono una tensione inquietante al termine della danza sessuale, condotta senza interagire con l'altro/a a zordini 7 

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Il frutto eterno del peccato. Vedere le donne di oggi nell’obiettivo del 1860

Con una grande capacità mimetica ei riutilizzo di complesse tecniche del passato remoto della fotografia, Ed Ross, professionista americano dell'obiettivo, restituisce una galleria di personaggi che sembravano per sempre perduti. Modelle di oggi, obiettivo e lastra del 1860. Ciò che emerge è un lato inesplorato della stagione di costruzione del mondo moderno, con i suoi peccatori di professione, le gioie in acquisto e una smorfia di profondo dolore

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Hamilton: le fotografie del pudico candore, omaggio a Degas e agli Impressionisti

Hamilton si lega fortemente a una rielaborazione dei modelli impressionisti, filtrati attraverso una dimensione proustiana del ricordo. Le maggiori citazioni sono in direzione di Degas, con le ballerine e gli interni ombrosi delle stanze. Da Degas desume e potenzia la sfocatura dei margini di ogni figura a favore di una visione velata, in cui la luce deborda. Nonostante gli attacchi di cui è stato oggetto, Hailton interpreta realmente un'età senza malizia in cui l'essere femminile è in uno stato di divino candore e di distacco dal mondo

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Christa Meola, la seduzione formato-classico nella fotografia. Il video

Christa Meola è una fotografa newyorkese, che opera sia nel mondo della ritrattistica che del nudo. La ricordiamo per raffinate immagini di donne e broccati, eleganti come un quadro di Ingres. La realtà americana consente ai bravi artisti-fotografi, per vastità del mercato, di operare a più livelli e in più ambiti contemporaneamente e di non sottovalutare sessioni fotografiche e workshop con modelle e ambientazioni, dedicate a chi vuol perfezionare la tecnica a meola 2

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Luci, mascherine di cartone e flash. Come fotografare il nudo. Il video

Come vengono ottenute le ombre sinuose sui corpi nudi, che sottolineano la natura morbida del corpo femminile? La tridimensionalità è attenuta attraverso la proiezione di luci e di ombre che evitano l'appiattimento dei volumi e che accrescono sia la tridimensionalità che l'esaltazione gli angoli aperti, morbidi, privi di acutezza, delle donne. Il filmato mostra la piena operatività di un fotografo e di un assistente, che utilizzano mascherine di cartone tagliato o veli ricamati per ottenere sia un filtro alle luci che ombre che si distendono soprattutto a livello del seno e dei fianchi, amplificando le linee della femminilità

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Pelle, roccia e sabbia: le fotografie di Walter Belfiore. Il video

Walter Belfiore è un fotografo argentino di origine italiana, che lavora sul nudo artistico, attraverso dissonanze percettive - il liscio e il ruvido, la morbidezza e la petrosità - con il fine di creare contrasti naturali, che colpiscono lo spettatore, sempre attraverso un approccio statuario al problema rappresentativo. Di particolare suggestione alcuni controluce che creano un ulteriore approccio oppositivo tra lontane polveri, sassi, rocce e la lucentezza serica dei corpi femminili a belfiore 2

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Stella Maxwell: seduzione irlandese per la donna più bella del mondo, secondo Maxim. Il video

Italiani e irlandesi sono accomunati da analoghe modalità di sentire e di manifestarsi. Rispetto al modello puritano della donna algida che sfila sulla passerella, Stella Maxwell modula moderatamente il linguaggio del corpo e dello sguardo - senza mai essere volgare, in dolci atteggiamenti seduttivi -. Nata a Bruxelles nel 1990 da una famiglia di diplomatici irlandesi, nel maggio 1990, è cresciuta in Belgio fino all'età di 13 anni, dove ha frequentato la Scuola Europea di Bruxelles. Con la famiglia si è poi trasferita a Canberra, in Australia e un anno dopo a Wellington, in Nuova Zelanda dove, durante gli anni dell'Università, è stata scoperta come modella. Nel giugno 2016 viene eletta dalla rivista Maxim come donna più bella del mondo. A ciò contribuisce la sua bellezza espansiva e un'altezza che, pur essendo notevole per una donna - 1,75 - non è eccessiva e rispetta l'armonia del corpo a maxwell

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E Dio creò le donne di Marc Lagrange. Sacro e tentazioni. Un seno ti sfiora insistentemente il braccio. Il video

Tra i maggiori fotografi di moda, Marc Lagrange (Kinshasa, Congo, 1957) lavora su set cinematografici per produrre immagini incisive, ricche di simboli e di rintocchi per la memoria. Dopo aver studiato ingegneria sceglie la professione di fotografo, con uno stile che sviluppa certe atmosfere di Helmut Newton. Nel ciclo fotografico "And then God created women" - E allora Dio creo le donne - egli sviluppa il tema novecentesco del rapporto tra sacro ed eros, tra spiritualità e carnalità, tra Es e Super Io, tra l'Io e le pulsioni per cesellare un quadro seduttivo potenziato. Nel filmato vedremo il set di quella serie e alcuni scatti fotografici a donne 1

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La cultura avvolge i nostri corpi nudi. In Europa non esiste nudità. Le foto di Greta Buysse

Immagini di grande eleganza, legate alla stagione post-surrealista e ricche di rinvii impliciti alla tradizione figurativa della pittura europea, pur attraverso una costante rilettura. Per apprezzare, anche sotto il profilo semantico, le fotografie di Greta Buysse (Belgio, 1942) è possibile osservare gli elementi ricorrenti del suo linguaggio che evidenzia il rapporto tra la transitorietà individuale, interpretata costantemente da un cambio dei corpi, sulla scena della commedia umana, e l'eternità dello spirito culturale. Donne-statue, lingue arcane sulla pelle, immagini che si materializzano su vecchi muri incisi e scrostati, figure femminili che accolgono scritture o versi di poeti, come quelli di Baudelaire. La nudità dei corpi occidentali emerge coperta dai tessuti della propria cultura, spirituale e materiale che sia. Metafora splendida per raccontare una verità incompresa: le civiltà e noi che la attraversiano siamo coperti da elementi extracorporei, cioè culturali e spirituali. Non siamo scimmie nude.

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