Tag Archivi: gli angeli nella pittura

Così gli angeli spiccarono il volo. Quando e perché misero le ali?

Nel mondo paleocristiano erano creature simili a uomini adulti, con abiti del potere e virili barbe. Ma la necessità di individuare un sistema che raccordasse rapidamente l’umano al divino, alla fine del IV secolo fece perdere peso ai messaggeri celesti che presto sentirono crescere le ali sulle spalle a angeli

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Lunedì dell’Angelo, ecco la meravigliosa creatura divina nella pittura

Il soggetto dell'angelo del Lunedì non è particolarmente diffuso nell'arte e trova particolare attenzione durante il Seicento, nel periodo dominato dal tenebrismo e dal barocco. L'episodio glorioso della Resurrezione non è ancora conosciuto dalle pie donne. Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salòme andarono al sepolcro con l'intento di cospargere il cadavere di Cristo con oli ed essenze. Ma trovarono il grande masso che chiudeva l'accesso alla tomba spostato

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Caravaggio, c’è un Angelo dietro la finestra. La scoperta di Nadia Scardeoni apre nuove strade di ricerca

La ricercatrice, ha lavorato nei termini del restauro virtuale, portando in luce la figura. La nostra verifica conferma la portata della scoperta.Il simbolo di Matteo è un angelo, come un'aquila indica Giovanni, un toro indica Luca, un leone indica Marco. L'angelo ha una funzione segnalatrice che viene velata dalla finestra, ma insiste dietro ad essa come un'ombra attiva, sia sotto il profilo visivo che semantico. Accanto a questo piano simbolico l'Angelo ha una funzione visiva - il rivelarsi come una presenza attiva sulla parete claustrofobica del dipinto -. L'angelo inoltre è saldamente connesso con l'Annunciazione, con l'accettazione della paternità da parte di Giuseppe, con l'Annuncio ai pastori, con La resurrezione e si trova negli episodi evangelici che qui abbiamo accennato, nel Vangelo di Matteo stesso

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L’annunciazione pittorica e scenica di Tiziano nella passione contemporanea di Richter – La sfocatura

Richter decide di regalarsi l'opera vista a Venezia tramite una foto-pittura sfocata, una storia che illustra il suo pensiero e tramite il colore la trasparenza della visione nel rapporto con un “oltre” misterioso. L'obiettivo di Ricther non è riprodurre la tecnica pittorica del maestro del Rinascimento ma concentrarsi sul motivo originale. Gli elementi rimangono identici

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Tu lotti con il tuo angelo custode? Conosci il significato del dipinto di Delacroix?

L'opera si presta a più interopretazioni e a tal fine venne evidentemente pensata. Accanto alla rievocazione dell'episodio biblico, si aggiungono connotazioni politiche legate all'epoca. Dalla posizione della Chiesa gallicana in contrasto con la chiesa romana al laicismo dilagante, alla lotta tra progresso del pensiero e conservatorismo dell'istituzione ecclesiale fino a giungere alla liceità delle rivoluzioni nel caso in cui la Legge protegga un possibile tiranno. L'episodio sul quale la Chiesa non amò spesso soffermarsi - perchè la ribellione di Giacobbe avrebbe, in qualche modo giustificato, la contestazione della Chiesa - risulta comunque un sotteso nodo centrale della nostra religione, che non punta sull'asservimento dell'uomo a Dio, ma una dialettica, anche violenta, fatta di fughe - il Figliol Prodigo -, di un richiamo veemente del Signore, che può sfiorare la bestemmia o o che diviene un lotta diretta con la divinità amatissima

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Leonardo, l’intensa erezione del pene dell’angelo incarnato. Perchè?

Un disegno del Genio rinascimentale, che raffigura una figura angelica ermafrodita con il pene in erezione. Una frase biblica che allude all'incesto - L’opera fu ceduta nell’Ottocento da un’imbarazzata corte inglese a collezionisti tedeschi con altre undici, tutte di soggetto “abominevole”, secondo la definizione della nipote di Goethe, che ne vide una a Weimar - Lo scopritore è Carlo Pedretti, il maggior esperto mondiale di Leonardo, che dichiara a Stilearte: “Giuste e doverose le interpretazioni psicoanalitiche, ma penso che quella volta il Maestro avesse anche una gran voglia di divertirsi”.

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