Tag Archivi: I capelli nell’arte

Perchè tante modelle fatali nella pittura avevano i capelli castani con i riflessi rossi?

Roux!, questo il titolo di una mostra parigina che proprio al colore fatale è stata dedicata, negli spazi del museo di Jean-Jacques Henner, altro sensualissimo pittore. Naturalmente c'è anche tutto il versante nel novecento, tra i capelli con sfumature ramate. Da David Bowie, passando da Sonia Rykiel o Pel di carota la mostra parigina ha offerto un viaggio tra i riflessi sensuali delle capigliature

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L’ossessione di Sissi per la bellezza. Ginnastica, dieta e ore di nevrotica fatica. Le fotografie e i quadri

Ossessionata dal culto della propria bellezza, Elisabetta concentrava tutte le energie nel tentativo di conservarsi giovane, bella e magra. Fu una vera battaglia, che la prostrava, ripagandola con il risultato d'essere oggetto di costante ammirazione. La sfida era notevole, considerati gli obiettivi che si era posta. Al punto che si può pensare che la dieta ferrea, la ginnastica, l'equitazione e le estenuanti sedute davanti allo specchio con cameriere solerti e preoccupate avessero indotto in lei una crescente insoddisfazione e uno stress che si aggiungeva alla vita difficile di corte e a i problemi familiari

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Difficile o facile? Disegnare i capelli in un ritratto. Ecco come sciogliere un “nodo” doloroso. Il video

Nell'ambito del disegno e della pittura tradizionale, uno degli scogli maggiori è costituito dalla tecnica con la quale è possibile disegnare o dipingere la capigliatura. Se piuttosto facili appaiono i contrasti chiaroscurali massicci, complesso è il tentativo di evitare che la capigliatura paia un cappello, nella staticità della trasposizione, e che ogni singolo capello, in evidenza non sembri un semplice filo senza vita. Qui osserviamo un divertente esempio di stesura in bianco e nero. Sul quale, sempre, meditare

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Perchè erano così lunghi i capelli delle preraffaellite e delle nostre quadrisavole?

Non era soltanto il meccanismo deformante di un'accesa fantasia, quella dei pittori preraffaelliti, che assegnavano ai propri personaggi femminili, reali e immaginari che fossero, una capigliatura lunghissima. La lunghezza dei capelli delle donne aumentò, nell'Ottocento, sotto influsso del Romanticismo, che aveva recuperato atmosfere medievali. Drammi, poesie e leggende medievali celebrano i lunghi capelli delle donne. Successivamente anche le rappresentazioni di "Romeo e Giulietta" di Shakespeare - con allestimenti in cui l'attrice protagonista gettava dal balcone la treccia all'amato - contribuirono alla diffusione del "lungo", quanto le statue e i quadri di Maria Maddalena, che spesso appare nuda, ma coperta da una chioma che diviene un mantello

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Cotonate e imponenti. La galleria delle pettinature anni Sessanta. Il video

Tendenzialmente gli anni Sessanta - prima dei capelli lunghi e lisci, molto nature, degli ultimi anni del decennio - furono caratterizzati da una notevole importanza conferita alla capigliatura femminile, che doveva apparire gonfia e imponente. Nelle immagini vedremo i risultati ottenuti con bigodini, pettine e spazzole. In diversi casi le acconciature erano integrate da parrucche e, anche quando i capelli erano naturali, si tendeva a montare un effetto "dama del Settecento" o, diremmo oggi, acconciatura alla signora Simpson, molto verticale. Contemporaneamente uscì una linea più vicina ai nostri stili, che riprendeva il taglio alla maschietta dei primi decenni del secolo, ma anzichè schiacciarlo con la brillantina, lo rendeva soffice e imponente con la cotonatura, formando un caschetto. Anni Sessanta, testa imponente (escluse le ragazzine figlie dei fiori)

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Cos’è il rosso Tiziano? Le modelle di ieri e di oggi che scelgono il colore rinascimentale. Il video

Il modello era quello dei capelli di Lesbia, l'amante di Catullo, che, come tutte le romane antiche, amava le decolorazioni dei capelli. Di fatto, le donne di ogni classe sociale urbana, nel Cinquecento, provvedevano con i loro unguenti naturali, restando poi al sole affinchè le sostanze entrassero in azione. Risulta anche molto diffusa la moda della decolorazione tra i giovani maschi; passata l'età della giovinezza, subentravano, per gli uomini, tinte molto scure, ebanizzate, che avevano la funzione di rendere severa l'espressione del volto e al tempo stesso offrire l'idea di un vigore che se ne stava andando. La moda di oggi accoglie anche quelle antiche suggestioni, preferendo tinte tonalmente molto morbide e dolci, che non induriscono i tratti del volto,, come quelle di Tiziano

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